Da qualche parte, in alcune persone, c’è la consapevolezza che ogni cosa possa cambiare in meglio ad un solo cenno della volontà. Alcuni di noi, forse pochi, forse molti, hanno la capacità di sognare in grande, di fare progetti e credere di poterli realizzare sempre e comunque, qualsiasi siano le fondamenta di partenza, perché per loro non esiste l’impossibile.
È un istinto che nasce da dentro, oppure qualcosa che si può imparare?
Chi riesce a pensare oltre il normale, a immaginare di raggiungere obiettivi che altri riterrebbero inarrivabili, sa di cosa parlo. Queste persone sono sognatori inarrestabili: per quanto difficili, strani o anche non del tutto definiti, i sogni non hanno limiti. Sì, perché non sempre per “sogno” si intende qualcosa che una persona ha in mente da molto insieme alla strada da costruire per arrivarci, a volte il sogno può essere indefinito: la voglia di viaggiare, di vedere mondi lontani, l’immaginazione di creare qualcosa che ancora non c’è o la capacità di vedere un futuro totalmente nuovo, perché l’energia dei sogni è senza barriere.
Ciò che può far avverare un sogno è la volontà di crederci fino in fondo per non farlo morire, per non farlo restare un semplice mito, che sia il sogno della vita o un semplice sfizio del momento. Una persona è padrona delle proprie idee, decide cosa farne, decide soprattutto se diventeranno realtà oppure no e tutto dipende da quanto è disposta ad avere fiducia in ciò che crede: tutto il resto può giocare a favore o contro chi s’impegna in questo senso, ma è la persona ad avere l’ultima parola; quando non si arriva all’obiettivo non c’è da abbattersi o chiedere scusa a qualcuno, non si chiede scusa per aver mirato alle stelle e non esserci arrivati, se si arriva alla luna nel percorso ci si può fermare e guardare ancora più in alto. Sognare significa non dover mai dire “mi dispiace”.
Ci dicono che i giovani possono avere tutto, ma è perché da giovani tutto è possibile o perché da adulti non si riesce più a pensare oltre il concreto, oltre il reale, al di là dello specchio del mondo normale, delle sue logiche e della sua grigia monotonia?
Sono convinto che a qualsiasi età la mente dell’uomo debba uscire dagli schemi, essere libera, semplicemente; andare oltre tutte le congetture materiali e puntare a ciò che sente di desiderare in sé e per sé, nonostante tutto, nonostante i soldi, il tempo, l’organizzazione, l’età, le difficoltà, il sogno va oltre, il cuore si slancia oltre l’ostacolo. C’è gente che non riesce a ragionare in questa maniera e per questo vi definirà pazzi, ma a quel punto saprete di essere sulla buona strada.
L’uomo vive di sogni: c’è sempre qualcosa a cui bisogna mirare e ben venga se è una cosa difficile o al limite del possibile, perché avere un sogno rende vivi e guai a chi pensa che realizzato il sogno si arrivi alla felicità, ancor più guai a chi smette di sognare, dal momento che l’uomo, per sua natura, deve sempre avere qualcosa da perseguire e a quel qualcosa non dev’essere posto limite. I sogni vanno e vengono, cambiano e si modellano ma non devono mai morire, perché con loro morirebbe una parte fondamentale di noi. Un uomo senza sogni si limita a pensare alle cose basilari, si limita a sopravvivere, mentre sognare serve per vivere appieno, per avere uno sguardo luminoso e ardere di passione, vitalità, coraggio. Più si sogna in grande più si vive senza limiti, secondo la massima: “Vivi come se dovessi morire domani, e pensa come se fossi immortale”. Vivere inseguendo un sogno dietro l’altro senza perdere l’entusiasmo è l’essenza della felicità: perché la felicità non è una meta da raggiungere, ma un modo di vivere che sta nel viaggio che porta alla meta.
Riuscire a pensare in questa maniera, al di là di tutto, pensando solo a ciò che vogliamo davvero e poi a come arrivarci, senza alcun limite né paura, significa riuscire a porsi in maniera diversa dal normale, sia nelle decisioni importanti che nelle questioni quotidiane, significa vedere cose che altri non riescono a figurarsi, significa anche farsi credere pazzi da chi non riesce ad andare oltre ciò che vede, ma a volte essere un folle con un sogno è di gran lunga preferibile all’essere una persona normale che vive desiderando il banale. Chi ha paura di sognare ha paura di vivere: chi parla di impossibile o troppo tardi non andrà mai oltre la normalità, perché il troppo tardi non esiste, a settant’anni ci si può imbarcare sullo Space Shuttle, a ottant’anni si può ancora essere istruttori di volo, a novanta concludere una maratona, a cento scalare il monte Fuji perché è già stato fatto.
Via, diversi, originali, pazzi ma mai scontati e noiosi, già morti dentro e soddisfatti perché inconsapevoli che la vita che non hanno vissuto sarebbe stata la migliore.
Articolo di Guido Fogliata