Nevica,
cosa insolita.
Impreparata a tale candore
rimango di stucco.
Beh, siamo in tema:
bianco su bianco,
non fa una piega.
Bianco che copre
il nero d’asfalto,
il nero peccato.
Foglio bianco e
siamo da capo.
Neve come promessa
di redenzione.
Avevo un ombrello,
eccolo lì: nella mia
gelida mano, ma
non lo apro.
Ripararsi da che?
Ripararsi perchè?
Ferisce più la parola:
più inconsistente della neve,
eppure più pesante.
Cosa può arrecarmi questa?
Non sembra più sale
sulle ferite aperte,
ma concetto di leggerezza
che si concretizza.
Se noi uomini
fossimo fiocchi di neve
impareremmo a cadere con
grazia?, mi chiedo.
Se ne guardo uno solo
ci vedo l’uomo vitruviano,
perfetto su perfetto,
non fa una piega.
Entrambi perfetti,
simmetrici, ma se
li confronti con i loro simili
non ne troveresti due uguali.
Uomini come fiocchi di neve…
Che stranezza!
Solo in una cosa differiamo:
la grazia.
Cadiamo con grazia,
e saremo fiocchi di neve.