La vita è difficile, a meno che tu non sia un gatto in scatola

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Intervista al felino nominato Ambasciatore della Pace sul web, un titolo ottenuto grazie a post inconsistenti ma tenerissimi

Benvenuto, signor Gatto, è un piacere averla come ospite. Sicuro di stare comodo lì dentro?
Lei è la prima persona che me lo chiede. In realtà il mio pubblico è interessato alla tenerezza che emano più che alle mie abilità contorsionistiche, come se le mie capacità adattative a qualsiasi contenitore fossero dovute unicamente ad una sorta di bonaria ingenuità.

E invece a cosa sono dovute, signor Gatto?
La prego, non mi chiami così, usi un nomignolo idiota, come tutti.

Come la chiamano di solito?
Il più gettonato è Guardacheamore, ma ne ho una lunga lista, se è interessata.

Torniamo al vero motivo di questa intervista: la sua nomina di Ambasciatore della pace sul web. Come la fa sentire questo nuovo incarico e cosa comporterà per lei?
Assolutamente nulla.

Come, prego?
I miei studi di sociologia in ambito informatico mi hanno insegnato che l’unico modo di non scatenare liti su internet è quello di fare silenzio. Tacere su tutta la linea.

Non intende nemmeno ringraziare per la nomina?
E’ impazzita?! Certo che no! Rovinerei il lavoro di anni ed anni! S’immagini un post con su scritto “Ringrazio gli SCEMI, ovvero i membri del Supremo Comitato Elettore dei Meritevoli su Internet, per questa prestigiosa onorificenza”. I primi commenti sarebbero “Oh, che carino, complimenti!”, ma quasi immediatamente delle manacce digiterebbero su una tastiera “Un premio ad un gatto, davvero? Perché non premiare i tanti italiani che…”. Sarebbe un disastro, la distruzione di una carriera.

E la sua soluzione sarebbe l’omertà?
Chiamata così sembra una brutta cosa. Io la chiamerei strategia, intelletto. Inutile esporsi ad una pioggia di insulti: bisogna adattarsi al contesto, alle capacità ricettive degli ascoltatori. Che significato ha parlare di Schrödinger ad un moscerino della frutta? Allo stesso modo risulta inutile, nel 2019, condividere pensieri articolati e di senso compiuto sul web.

Quello stesso Schrödinger che nel suo paradosso l’avrebbe chiusa davvero dentro una scatola. Quale sarebbe dunque la sua proposta per una home di Facebook, ad esempio, più serena?
La ricetta della felicità è far virare la nave verso contenuti privi di contenuto, un fenomeno già diffuso, ma non abbastanza da garantire la totale piattezza dell’elettroencefalogramma digitale. Più gattini, più panda, più labrador che fanno il bagno, più torte alla pasta di zucchero (anche se questo genere tende a ricevere le critiche di chi si informa per una variazione della ricetta, quindi non garantisco), più immagini sull’ansia e lo stress, più video musicali, preferibilmente di canzoni commerciali nuove di zecca, niente didascalie, solo hashtag.

Consiglierebbe quindi di eliminare le testate giornalistiche, i blog come questo?
Sono costernato ma, sì, è necessario. I giornali che hanno tentato di portarsi sulla retta via pubblicando articoli sulla vita sentimentale di Fedez o sui cuccioli salvati dalla strada sono stati aggrediti dai loro lettori che li hanno accusati violentemente di una perdita di stile. E’ proprio la criticità dello stile giornalistico che dev’essere eliminata, è una fonte troppo accesa di dibattito.

A dispetto del suo nome, Guardacheamore, lei mi pare di una sottile crudeltà: guardi che la libertà di stampa è un diritto costituzionale!
“Un diritto costituzionale”: gnegnegne. Con questa ostentazione di intellettualità ha appena perso il 98% dello share.

Non ho parole, cambiamo argomento. Come si compone la giornata tipo di un gatto dentro una scatola?
Sveglia alle 12, book fotografico dentro la cuccia alle 12:10, pranzo con croccantini gourmet con fogliolina di prezzemolo accompagnati da acqua minerale imbottigliata a 2000 metri e con bassissimo residuo fisso, book fotografico durante il pranzo per la sponsorizzazione dei suddetti croccantini, ore 12:20 inizio dell’ozio e ricerca di un posticino in cui riposare: dev’essere assurdo e stretto, altrimenti salta il book fotografico delle 13. Dopo di che rilegga questa mia risposta dall’inizio per altre due volte aggiungendo due ore e sostituendo “pranzo” a “spuntino” e “cena”.

Questa sua vita comodista non suscita negli altri gatti le stesse invidie che proverebbero gli umani?
Per nulla. Il felino è un animale intelligente, non ha tempo di fomentare l’odio sociale. I gatti di strada e quelli domestici sono ingranaggi diversi di uno stesso orologio, abbiamo bisogno di tutti per portare a termine il nostro obiettivo.

Quale?
Usarvi come apriscatole e conquistare il web.

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell'indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l'altra frutta che tinge d'incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.