Pochi secondi di immensa ansia

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Possono passare anni e anni dal diploma ma non ti potrai mai dimenticare l’ansia dell’interrogazione

Silenzio. Sta per interrogare. Lo so, lo sappiamo tutti. Scruta nei suoi occhi, guarda come accenna un sorriso con le labbra serrate e concentrate! La lista è lì, sotto le sue mani, e lei scorre, scorre il dito su e giù, Dio salvaci da tutta questa ansia, e uno mette la testa nello zaino, lei lo guarda e ha già capito. Sorride, ma continua a scorrere. I suoi occhi sono freddi ma allo stesso tempo sicuri, presenti e consapevoli. Un altro si nasconde nel libro, lei intanto ha già sbirciato la pagina in cui lui si trova e sta meditando la domanda, quella domanda, quella a cui lei sa che lui sicuramente non saprà rispondere.

Tutti lo conoscono, lo attendono, lo temono. Forse è il momento che più a scuola fa tremare. Il momento in cui l’insegnante scruta la classe, sorride appena, quasi avesse già vinto in partenza, e dice: «Sentiamo qualcuno», poi prende l’elenco della classe e scorre con lo sguardo tutti i nomi, dal primo all’ultimo, sottoponendoli a selezioni tremende ed eterne, a estenuanti ripescaggi intervallati da incomprensibili ripensamenti, sapendo già benissimo chi chiamare, quale nome sarà il primo ad essere il prescelto, quale il secondo e magari quali il terzo e il quarto, chi sa mai. 

Si scosta i capelli dal volto, non congiunge mai le mani prima di aver scelto. Sa già ma non dice, deve scegliere con cura il tono, deve pensare all’intonazione, al ritmo, allo sguardo. Esattamente come il presentatore di X Factor quando annuncia chi ha passato la selezione. Su, giù, torna su, in mezzo, giù. Selekcija, Levi caro, ricordaci che cos’è. Com’è che dicevi? «Sarai scelto tu, sarò escluso io». Esatto. Lo sa anche lei, lei si ispira a te. 

Un gemito e lei si volta. Che mi abbia sentita?

La prego, mi interroghi, sono pronta. Anzi no, no no, la prego. Cioè, non so se stavolta so bene come si aspetta da me. Non mi guardi così, la smetta di leggermi nel pensiero e torni sulla lista! Oh grazie. Sì sì, continui con il rituale, faccia pure con calma, tanto ci sta solo tramortendo sul banco.

Lo so che lo sa. Ci è passata anche lei.

Ed ecco, la classe come un’onda si muove, come una danza ansiosa e tetra, chi verso lo zaino, chi abbassa nel libro lo sguardo implorando di non essere chiamato, chi si rassegna e si guarda intorno con fare disinvolto, chi sa che non c’è più tempo, e fissa gli occhi dell’insegnante che a sua volta scruta la lista. L’attesa viene smorzata a volte da quella domanda retorica: «C’è qualche volontario?». La danza si ferma, la classe torna ad essere immobile, l’attesa si può quasi toccare, il mondo sembra quasi potersi fermare. Se lo ripete per accertarsene: «Nessuno». I movimenti riprendono il loro corso, ma nessuno si può salvare, tutti sono esposti alla stessa sorte e nessuno è disposto a pensarci come evento reale. A volte, solo con alcuni insegnanti, si sente:«Giustificazioni?». Pare una manna dal cielo per molti studenti. Sedici mani su venti si alzano come nel nuoto sincronizzato: perfettamente e rapidamente insieme. Le altre quattro persone invece rimangono ferme, con lo sguardo di chi, pur di uscire da una tale situazione, sarebbe capace anche di fermare il tempo e fuggire, cosa di per sé impossibile. Nel caso non sia possibile giustificarsi, come in questo caso, davanti a lei, tutti ancora  sembrano muoversi con ansia e frenesia, in una corsa contro l’impossibile.

Attenta, classe, lo sguardo ora si leva. Guarda te, classe, così ingenua, pensi anche di poter scappare!

Attesa, attesa, ancora. E poi.. Oddio no, le sue labbra stanno per pronunciare l’iniziale del tuo nome. Guarda come si diverte! Perché scosta la lista? Ha deciso di non interrogare?

Ah no, ci casco sempre. Eccome se interroga.

Drizza la schiena. Guarda a lato della classe. Vuol dire che chiamerà al centro. Beh dai, magari per stavolta mi sbaglio.

E poi ecco, quei nomi, quel nome, il tuo nome. E va bene: anche stavolta è come sempre.

Fluttuano nell’aria. Soli. Non c’è più nulla da attendere, tutto è stato deciso in questi lunghissimi, potrà sembrar strano, eterni nove secondi.

Dopo essermi diplomata al liceo classico Jacopo Stellini di Udine, proseguo lo studio dell'antichità con grande passione: infatti mi sono laureata alla triennale in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Udine con una tesi in Papirologia e sto continuando il percorso con il corso di laurea magistrale in Filologia, letteratura e tradizione classica presso l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Il mio sogno è quello di diventare un'insegnante di italiano, storia, geografia, latino e greco: nel frattempo dall'8 novembre 2016, a seguito di 75 ore di tirocinio formativo, insegno privatamente le discipline classiche ai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado. La mia passione è sempre stata quella della scrittura e ultimamente sto riscontrando grande soddisfazione in questa attività: recentemente infatti quattro tra i miei racconti sono stati selezionati dalla casa editrice Historica Edizioni e pubblicati, uno nell'antologia Racconti friulano-giuliani (2018), l'altro nella raccolta di Racconti Storici (2018), l'altro ancora nell'antologia della V edizione del Concorso Nazionale Cultora (2018) e l'ultimo nella seconda antologia dei Racconti friulano-giuliani (2019). In contemporanea, da molti anni canto in diversi Cori di alto valore artistico, attualmente nel Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia (dal 30 settembre 2016) e precedentemente (settembre 2017 - settembre 2018) nel Gruppo Vocale Vikra di Trieste, entrambi diretti da Petra Grassi, gruppi con cui ho partecipato a diverse iniziative di vari livelli, dal regionale all'internazionale. Sono stata inoltre selezionata come soprano per EuroChoir (Coro Giovanile Europeo) per la sessione 2018 a Helsinki e Tallinn, sotto la direzione di Mikko Sidoroff (Finlandia) e Maria van Nieukerken (Paesi Bassi). Ho partecipato per sei volte al Festival di Primavera a Montecatini Terme, dal 2011 al 2015 con il Coro del Liceo Classico Jacopo Stellini di Udine e nel 2017 con il Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia in occasione di Officina Corale del Futuro. Nel maggio 2019 ho preso parte attivamente al festival Singing Brussels a Bruxelles assieme a BEvocaL (Coro Giovanile Nazionale Belga) e il rinomato gruppo vocale britannico VOCES8. Ho studiato canto e tecnica vocale con i soprani Mara Corazza (Villa Vicentina) e Ilaria Zanetti (Trieste) e in seguito canto moderno presso la scuola di musica Music Art di Udine sotto la guida di Chiara Tricarico. Sono fondatrice e attuale amministratrice di tre pagine Facebook, tra cui Noi classicisti, una piattaforma di enorme successo, dato il più che positivo riscontro ricavatone. Inoltre mi impegno a scrivere anche sulla piattaforma Wattpad. Ho collaborato con la sezione Scuola del Messaggero Veneto, la rivista regionale Choralia, la rivista nazionale Choraliter e il celebre blog triestino OperaClick. Ho preso parte inoltre a una puntata radiofonica di Choralia on air. Sono parte del consiglio direttivo del Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia e responsabile della promozione dell'immagine di quest'ultimo sulle piattaforme social, in particolare Facebook. Sono appassionata alla vita, entusiasta e determinata: cercherò di trasmettervi tutto questo attraverso le mie parole con uno stile narrativo quanto più originale e innovativo.