L’egida di Atena

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Un passato che ritorna e si ripete, seguendo percorsi già tracciati dagli dei

Esistono legami invisibili, fili trasparenti che uniscono le storie di persone che potrebbero non incontrarsi mai. Alberto e Gabri, nel banale e rapido momento in cui si incontrano, provano la sensazione di conoscersi da sempre, accompagnata dal sospetto che il destino li abbia già separati nel corso della Storia. Pedine sulla scacchiera del volere degli dei – o del moto dei pianeti, dei segni zodiacali, uniche entità sovrannaturali di cui si continua a credere nel 21esimo secolo.

Secoli prima sono Aris e Xenia a cadere nella trappola divina, abitanti dell’isola di Scheria, tanto cantata da Omero, ne vedono il tramonto, vittime di una muta maledizione che non riescono a interpretare, perché criptata dalla dea Atena in una serie di codici indecifrabili. Due storie lontane ma accomunate da un continuo rifuggirsi. Ma la Storia non sembra avere il moto circolare ipotizzato dagli antichi greci: c’è una via d’uscita, una tangente percorribile se soltanto si riesce a mutare il proprio animo, svincolandosi dal cammino tracciato dalla Sorte. Dove porta quella nuova rotta? Forse in una nuova orbita, ad un nuovo errore – ma anziché riscrivere la storia, se ne comincia una nuova.

Il nuovo libro di Gianna Venierautrice che la nostra Chiara Tomasella ha intervistato in occasione dell’uscita del suo precedente romanzo – è un viaggio in un tempo indefinito, alla ricerca di quei meccanismi oscuri che sembrano rendere ciclica la Storia. Un romanzo che si sviluppa su due linee temporali completamente differenti e lontane, che tuttavia si richiamano, perché accomunate da piccoli dettagli che non sfuggono al lettore attento. Una storia che si ripete: un’idea sperimentata da molti autori, con il rischio di scivolare nella banalità, vanificando l’artificio letterario in una copia sfacciata, una storia riscritta due volte. La penna di Gianna Venier riesce invece ad unire le due vicende in modo impercettibile, ne sfuma i contorni lasciando che sia il lettore a scoprirne le connessioni nel procedere della lettura.

Evidenti i numerosi riferimenti alla letteratura greca, in particolare a Omero, che immergono la narrazione in una dimensione atemporale, quasi onirica. Già dal titolo, L’egida di Atena, viene sottolineata una presenza di carattere divino, tutt’altro che positiva. Il riferimento all’egida, il mantello indossato da Atena in battaglia come una corazza protettiva e caratterizzato dalla presenza della testa gorgonica, indica una potenza divina che sparge terrore. Un presagio di morte e di distruzione, un fato che sembra essere scritto e immutabile finché i personaggi non manifestano la volontà di ribellarsi. La ribellione comincia dal cambiamento del proprio animo, in uno slancio che punta a trovare un nuovo equilibrio, in una continua ricerca della serenità.

L’egida di Atena è un romanzo che si offre a numerosi spunti di riflessione, suggeriti dai piccoli episodi che compongono la narrazione e che mostrano in modo evidente che nulla è lasciato al caso. Le storie più belle hanno due caratteristiche: si leggono d’un fiato ma allo stesso tempo lasciano spazio al mistero, permettendo al lettore di immaginare e di interpretare. L’ultimo libro di Gianna Venier può vantarle entrambe.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: L’egida di Atena
Autore: Gianna Venier
Genere: Romanzo
Editore: EDITORE NON IN ELENCO
Età minima consigliata: anni
Pagine: 70

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.