I Wattys 2018 sono alle porte, e nella lista dei 120 finalisti del concorso bandito annualmente da Wattpad troviamo spunti di lettura davvero interessanti. Ve ne proponiamo uno:
Nacqui, crebbi, vissi e vivo ancora, a meno che io e te che leggi non siamo un mero esercizio di un’intelligenza artificiale superiore che si esercita con un gioco di simulazione.
Inseguito dal mio amico e nemico Corruttore Orrorgrafico, scrivo sullo smartphone cercando di essere più veloce di lui, ma a volta mi frega.
Ho un lavoro in ambito informatico che mi assorbe tutto il tempo, ma il viaggio in metro lascia libera la fantasia, quindi scrivo, anzi: Ergo Scribo.
Così si presenta nel suo profilo Ergo Scripsit, autore milanese che abbiamo intervistato qualche giorno fa.
Ciao, Ergo. Dobbiamo chiamarti così?
(sorride) Sì, scrivere sotto pseudonimo e avere come foto profilo Edoardo VII sono due piccoli indici di riservatezza!

E sia, ma vediamo di fare breccia nella riservatezza grazie alla letteratura: quali libri ti hanno portato a diventare a tua volta un autore? Ne hai uno in particolare in mente?
(Sorride di nuovo) Non farmi scegliere. I libri a cui sono legato sono molti: L’Azteco di Gary Jennings, L’uomo che ride di Victor Hugo, Il nostro comune amico di Dickens, La Metamorfosi di Kafka e le Finzioni di Borges…
(alzo una mano per interrompere il flusso appassionato di titoli, invano)
…Ma come si fa a non citare Tolkien, Stephen King, Terry Pratchett, Italo Calvino o fra gli autori moderni, il fantascientifico John C. Wright, la storica Dorothy Dunnett, il fantasy Brandon Sanderson… (nota la mia mano alzata e si acquieta, facendomi cenno di proseguire).

Ti sei ispirato a qualcuno in particolare quando hai preso in mano la penna per la prima volta?
Ho iniziato cercando di emulare Asimov o il già citato Borges: scrivevo racconti brevi, storie piccole, con sorpresa o cambio di pov [point of view, focalizzazione in narratologia]nel finale. Curiosando nella mia pagina personale qualche esempio di questo stile si trova ancora!
Mi è tornata in mente “Clic”, candidata ai Wattys 2016. Perché scegliere proprio la fantascienza, fra i tanti generi letterari?
In realtà propendo in generale verso il fantasy. Diversi racconti, poi, li ho ambientati in una sorta di Medioevo di mia invenzione ed ho anche pubblicato (sempre in piattaforma) un racconto paranormale. Diciamo che ogni genere richiede uno stile diverso, ma la linea comune, per me, mira a superare i limiti della realtà quotidiana.
E di certo la realtà quotidiana non entra molto bene nella vita di Sean, protagonista del tuo romanzo. Com’è nata la storia del Surgon Tais? (no, niente nota del redattore: curiosi? Aprite il link!)
Come un piccolo racconto: il primo obiettivo consisteva semplicemente nell’ambientare bene una storia di qualche pagina… Beh, la trama che ne è venuta fuori s’è rivelata solida. Così, ho continuato a svilupparla.

“Solo un uomo” e il suo sequel “Solo un re” costituiranno una duologia?
No, sono parte di una trilogia di cui ho già delineato la trama e buona parte dei personaggi. Una volta concluso il terzo capitolo della serie, forse consegnerò il tutto ad una casa editrice: per ora, su Wattpad mi sento a casa.
Come mai hai deciso di consegnare il progetto proprio a Wattpad, tra le piattaforme per l’autopubblicazione?
Mi sembra che sia quella più solida, sia dal punto di vista social che per il tipo di lettori. Nonostante quello che può sembrare di primo acchito, ci sono un sacco di bravi autori e autrici, alcuni anche già formati ed esperti, altri che lo potranno essere con un po’ di esperienza… e tante letture!
Quando scrivi, come organizzi i capitoli e la struttura del racconto? Segui il cuore oppure la progettazione ha un ruolo importante prima della stesura?
Io scrivo principalmente nella mezz’ora di metropolitana che mi porta al lavoro, oppure dopo la mezzanotte. A volte è semplice e la scrittura procede veloce e divertente, altre volte faccio fatica a chiudere certi problemi di trama o a trovare soluzioni di intrecci che non sono andati come avevo pensato. Delineare la trama è fondamentale per non trovarsi, nel mezzo di un capitolo, in un vicolo cieco: per questo ho un sacco di appunti sul destino di ogni personaggio, sul finale (la sottoscritta drizza le antenne), su comportamenti e motivazioni dei personaggi principali. Quando scrivo, però, questi prendono una loro via, e quello che gli faccio dire o fare costituisce pian piano un carattere. Come spesso avrai sentito dire, alla fine comandano loro, le mie creature di carta: anche una precisa progettazione si scontra prima o poi con la strada del cuore.
E di cuore, impegno e passione nel tuo lavoro ce n’è davvero molto. Grazie e… In bocca al lupo per la selezione finale!