Quel che tra noi xe stà

0

Essere parte di un coro è creare un’armonica sintonia

Improvvisamente riesco a percepire concretamente, non senza emozionarmi, il valore di tutte quelle volte che mi sono spinta verso la stazione con lo zaino prima leggero e poi la notte immensamente greve di emozioni. Riesco a vedere davanti a me tutti gli istanti in cui agli increduli rispondevo che ce l’avrei fatta, riesco a scorgere l’importanza di un lavoro immenso raggiunto con dedizione, man mano, come quando si vuole vedere crescere la propria piantina ma bisogna attendere che le nostre numerose cure per essa facciano il dovuto effetto. Sono in mezzo ai coristi che mi hanno salvata dalla monotonia della vita universitaria, che mi hanno accolta con entusiasmo, facendomi subito sentire parte integrante del gruppo, persone speciali e uniche per le quali percorro la tratta Udine-Trieste come se ogni volta fosse la prima, con gli occhi distrutti ma sorridenti, stringendomi nel cappotto per non essere trasportata via dalla bora impetuosa, tenendo al caldo il mio immenso entusiasmo e la mia vorace passione. Alla mia destra ho Eva, alla mia sinistra Ilaria. Ci stringiamo nelle nostre mani, assaporando già il momento in cui il nostro impegno verrà ripagato immensamente da una manciata di parole. Lassù, davanti all’abside, sta fiera la nostra direttrice Petra, orgogliosa e cosciente del lavoro di alto livello portato avanti fino a oggi. Stanno per premiare la categoria 2 in cui noi abbiamo gareggiato. Il secondo premio viene consegnato ma non a noi. Visto che il primo premio potrebbe non essere stato assegnato qualcuno di noi inizia ad agitarsi. L’attesa è brevissima, eppure questo teso tacere unanime ci rende non solo ansiosi ma forse più uniti di sempre.

Se ora ci guardaste dall’altro, vedreste che siamo uniti dalle sfumature delle varie tonalità d’azzurro che trionfano sulle collane che adornano ciascuna di noi coriste e sulle spille dei nostri unici due coristi. Ma non soffermatevi solo su questo: volgete lo sguardo ai nostri occhi. Ecco che a tenerci insieme sono anche la serietà, la curiosità, l’esperienza, la volontà di imparare a metterci in gioco, la voce consapevole e sicura, il nostro volerci bene. Siamo arrivati qui ad Arezzo al concorso polifonico nazionale più prestigioso in Italia, abbiamo raggiunto un livello ambito da qualunque coro e abbiamo una vittoria recente a livello regionale che batte viva ancora adesso nel nostro cuore. Non può essere che sia stato solo l’impegno a farci arrivare qui: ovviamente tutti i cori presenti si sono impegnati. Noi abbiamo qualcosa in più, qualcosa che sappiamo raccontare solo con il colore del suono che dipingiamo nell’aria quando ci esibiamo, quando sorridiamo l’uno all’altro anche nelle difficoltà e dopo tanti errori, quando abbiamo freddo e ci stringiamo nell’inverno, quando sappiamo che la vittoria del gruppo è anche una conquista per ciascuno di noi, sempre un gradino in più verso la meravigliosa consapevolezza di non essere mai soli.

E improvvisamente succede. Si rompe il silenzio come tutti speravamo. Stringiamo le nostre mani più forte, e quasi stessimo ancora cantando guardiamo Petra che sorride, come cercassimo ulteriore energia. Viene pronunciato il vincitore del primo premio, ed è il Gruppo Vocale Vikra di Trieste. Siamo noi. A metà della navata centrale, punto in cui ci troviamo, si erge impetuoso un boato di grida estasiate. Abbraccio Eva con tutta la mia forza, poi mi volto verso Ilaria e faccio lo stesso, prima di correre a esprimere la mia gioia con ciascuno degli altri. Di diritto siamo ammessi al concorso internazionale del prossimo anno, e mi sembra troppo bello per essere vero. Lassù Petra sta mostrando il premio con uno sguardo più che felice: se lo merita, e siamo felici di avercela fatta insieme a lei e, soprattutto, grazie a lei. Pian piano tutto svanisce, mi accorgo che le immagini sono confuse, sempre più indistinte, sempre più lontane…

Una voce metallica mi annuncia che il viaggio verso Udine ha appena avuto inizio. Alzo lo sguardo dallo schermo del cellulare, dove lo streaming della premiazione continua a procedere. Mi accorgo improvvisamente che sono in treno sto piangendo a dirotto ma contemporaneamente sorridendo mentre due passeggere mi guardano perplesse. Ma non mi interessa di loro. Io sono felice come poche volte sono stata. Questo non può che essere un inizio di qualcosa di ancor più grande. Il mare scorre accanto a me, dietro i finestrini appannati e rovinati. Saluto Trieste sentendo ancora la vittoria premere in me. Stringo la maniglia della mia valigia forte forte come fosse uno di quei momenti che non voglio far andare via. Ancora quelle note risuonano in me, mentre laggiù nelle acque triestine si specchiano i miei ricordi. L’aria di Arezzo, le chiese tra gli alberi e i monumenti, i nostri sorrisi che ci scaldavano più di qualunque cappotto, le nostre note e prima di tutto noi e «quel che tra noi xe sta».

Dopo essermi diplomata al liceo classico Jacopo Stellini di Udine, proseguo lo studio dell'antichità con grande passione: infatti mi sono laureata alla triennale in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Udine con una tesi in Papirologia e sto continuando il percorso con il corso di laurea magistrale in Filologia, letteratura e tradizione classica presso l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Il mio sogno è quello di diventare un'insegnante di italiano, storia, geografia, latino e greco: nel frattempo dall'8 novembre 2016, a seguito di 75 ore di tirocinio formativo, insegno privatamente le discipline classiche ai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado. La mia passione è sempre stata quella della scrittura e ultimamente sto riscontrando grande soddisfazione in questa attività: recentemente infatti quattro tra i miei racconti sono stati selezionati dalla casa editrice Historica Edizioni e pubblicati, uno nell'antologia Racconti friulano-giuliani (2018), l'altro nella raccolta di Racconti Storici (2018), l'altro ancora nell'antologia della V edizione del Concorso Nazionale Cultora (2018) e l'ultimo nella seconda antologia dei Racconti friulano-giuliani (2019). In contemporanea, da molti anni canto in diversi Cori di alto valore artistico, attualmente nel Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia (dal 30 settembre 2016) e precedentemente (settembre 2017 - settembre 2018) nel Gruppo Vocale Vikra di Trieste, entrambi diretti da Petra Grassi, gruppi con cui ho partecipato a diverse iniziative di vari livelli, dal regionale all'internazionale. Sono stata inoltre selezionata come soprano per EuroChoir (Coro Giovanile Europeo) per la sessione 2018 a Helsinki e Tallinn, sotto la direzione di Mikko Sidoroff (Finlandia) e Maria van Nieukerken (Paesi Bassi). Ho partecipato per sei volte al Festival di Primavera a Montecatini Terme, dal 2011 al 2015 con il Coro del Liceo Classico Jacopo Stellini di Udine e nel 2017 con il Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia in occasione di Officina Corale del Futuro. Nel maggio 2019 ho preso parte attivamente al festival Singing Brussels a Bruxelles assieme a BEvocaL (Coro Giovanile Nazionale Belga) e il rinomato gruppo vocale britannico VOCES8. Ho studiato canto e tecnica vocale con i soprani Mara Corazza (Villa Vicentina) e Ilaria Zanetti (Trieste) e in seguito canto moderno presso la scuola di musica Music Art di Udine sotto la guida di Chiara Tricarico. Sono fondatrice e attuale amministratrice di tre pagine Facebook, tra cui Noi classicisti, una piattaforma di enorme successo, dato il più che positivo riscontro ricavatone. Inoltre mi impegno a scrivere anche sulla piattaforma Wattpad. Ho collaborato con la sezione Scuola del Messaggero Veneto, la rivista regionale Choralia, la rivista nazionale Choraliter e il celebre blog triestino OperaClick. Ho preso parte inoltre a una puntata radiofonica di Choralia on air. Sono parte del consiglio direttivo del Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia e responsabile della promozione dell'immagine di quest'ultimo sulle piattaforme social, in particolare Facebook. Sono appassionata alla vita, entusiasta e determinata: cercherò di trasmettervi tutto questo attraverso le mie parole con uno stile narrativo quanto più originale e innovativo.