Il Versace che torna alle origini

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La collezione per ricordare i migliori capi di Gianni Versace

La prima sfilata del marchio Versace dopo l’acquisizione dell’azienda da parte di Michael Kors è stato un vero e proprio ritorno alle origini.

Ispirata ad uno degli ultimi successi del fratello Gianni, Donatella Versace ha riportato in passerella colori, pizzi e modelli del Nineties Fashion Grunge.

L’intera sfilata è un tuffo nel passato, a cominciare dagli inviti composti da un pacco di spille balia con l’inconfondibile testa di medusa all’apice, ripresa poi come simbolo per l’intera serata.

Due generazioni di supermodelle, infatti, venivano fuori da un’enorme spilla posizionata al centro della passerella. Anche la scelta delle modelle non è casuale: si passa da Kendall Jenner (24 anni), Bella e Gigi Hadid (rispettivamente 23 e 24 anni)  alle bellissime Shalom Harlow (45 anni), back on the runway dopo ben 7 anni e Stephanie Seymour (50 anni), volto indimenticabile di Don’t Cry e November Rain, Guns ‘n Roses 1991-1992.

È come se Versace avesse voluto accompagnare per mano i volti freschi della Millenial Generation Model alle grandi icone del passato, che hanno fatto la storia del suo nome.


Ma non è finita qui!
Sulle T-Shirts della nuova collezione autunno-inverno 2019, è apparso lo scatto di Donatella per la campagna pubblicitaria della fragranza Blonde, del 1995.

Il 3 febbraio 1995 Richard Avedon, pioniere e fotografo del marchio dai suoi esordi, aveva immortalato una giovane e sauvage Donatella Versace, regalandoci un’immagine che è poi diventata simbolo di fierezza e anticonformismo femminile.

Anticonformismo è la parola chiave di questo successo e ci viene confermato dalla stessa Donatella che ha dichiarato delle sue donne-guerriere:

Con questa collezione volevo far vedere quel lato del loro carattere che non ha paura di uscire dalla comfort zone, perché consapevoli che nell’imperfezione sta la nuova perfezione”.

Non è un caso che Miss Versace abbia ripreso le stesse parole che ogni giornale pubblicava poco dopo l’assassinio di suo fratello, nella sua casa di Miami il 15 luglio 1997

Con la morte di Gianni Versace, l’Italia e il mondo perdono lo stilista che ha liberato la moda dal conformismo.”

E non è un caso che in passerella abbia sfilato lo stesso modello che Gianni Versace aveva disegnato e realizzato per sua sorella nel 1994, questa volta indossato dalla meravigliosa Candice Swanepoel.

In tempi in cui il progresso tecnologico e stilistico-culturale si muovono su vie sempre più veloci, una linea che si ispira a Virtus, la divinità femminile del coraggio e della forza militare, e ricalchi la forza e l’indipendenza femminile moderna in un sentimento nostalgico e appassionato, fa riemergere un patriottismo stilistico originario per qualche italiano e rende felici i nuovi investitori!