Il Capodanno Cinese

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Di come i dodici animali divennero segni zodiacali

– Il Topo 

Si dice spesso che “chi dorme non piglia pesci”. Tale proverbio sembra bene adattarsi a quel che successe quel lontano, mitico giorno in cui l’Imperatore di Giada, divinità immortale del Paradiso cinese, scese sulla terra per scegliere alcuni fra gli animali più belli, desideroso di portarli con sé per mostrarli agli altri dei. Sapendo della sua visita, gli animali gareggiarono per arrivare primi all’incontro: all’epoca amici, il gatto e il ratto decisero di iniziare il viaggio di primo mattino, in modo da arrivare per tempo. Secondo una versione della leggenda, tuttavia, il ratto si scordò di svegliare il gatto, che non arrivò mai all’appuntamento: è così che in Oriente si presenta l’eziologia di una storica inimicizia.

Il topo, primo segno dei dodici, è famoso anche per la sua furbizia: essendo così piccino e non avendo speranze di riuscire a correre abbastanza in fretta da arrivare primo, decise di saltare in groppa al bue promettendogli che, in cambio del passaggio, lo avrebbe incitato per tutto il tragitto, incoraggiandolo a fare del suo meglio per primeggiare. Caso volle che sì, il bue riuscì a superare la tigre, il coniglio e gli altri animali, ma fu anche superato a sua volta dal ratto, che balzò via dalla sua testa poco prima dell’arrivo, giungendo così per primo ai piedi dell’Imperatore. Una variante del racconto narra che sia il gatto che il topo fossero saliti in groppa al bue: lungo il percorso, tuttavia, dovettero attraversare un torrente e in quel frangente il gatto cadde in acqua, perdendo la possibilità di arrivare in tempo (essendo notoriamente un pessimo nuotatore). Anche qui, un piccolo appunto eziologico: da quel giorno i gatti odiano l’acqua.

– Il Serpente 

Fratello minore o figlio adottivo del drago, il serpente arrivò sesto di fronte all’Imperatore: vi riuscì partecipando alla corsa collettiva come “ospite” del cavallo, che, non essendosi accorto del piccolo passeggero avvinghiato alla sua zampa, s’impennò dallo spavento non appena lo vide, consentendo al rettile di precederlo e strisciare via di fronte a lui. Da ciò, si dice che gli individui che nascono sotto il segno del serpente (il sesto) siano incompatibili con quelli che nascono sotto il segno del cavallo (il settimo).

Al contrario, brillarono per cooperazione la capra, la scimmia e il gallo, che insieme costruirono una zattera per oltrepassare un fiume: subito dopo di loro arrivarono il cane e da ultimo il maiale, che si guadagnò il suo posto per pura fortuna, essendosi fermato lungo il tragitto sia per mangiare che per schiacciare un pisolino.

È proprio quest’ultimo il segno dell’anno che comincerà nella notte di oggi, data del capodanno cinese: secondo la tradizione, questo è il giorno in cui l’Imperatore di Giada scende nuovamente sulla terra per controllare l’operato degli uomini, premiando i buoni e castigando i malvagi; le celebrazioni del festival della primavera, che si colloca in concomitanza con la ricorrenza e si apre in suo onore, continueranno fino al 19 febbraio, giorno in cui si terrà il conclusivo festival delle lanterne.

 

Nata a Conegliano Veneto, da quando ha imparato a tenere una penna in mano adora riempire ogni pagina bianca con l'inchiostro dei pensieri; si è laureata in Lettere Moderne all'Università di Udine, mentre attualmente studia Editoria e Giornalismo all'Università di Verona, dedicando il tempo libero alla scrittura e alla fotografia.