Hurts 2B Human

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La sofferenza di essere umani: l’ottavo album di P!nk è quello della maturità

Hurts 2B Human ha debuttato lo scorso 26 aprile, pubblicato con l’etichetta della casa discografica RCA Records. Si tratta dell’ottavo album della cantante statunitense P!nk, che contiene Walk me home, il singolo già rilasciato a febbraio. Hurts 2B Human è l’album della maturità, della crescita interiore dovuta al tempo che passa.

Nelle prime hits che l’hanno portata al successo mondiale, P!nk si presentava come antitesi di un’altra artista che nei primi anni duemila popolava le classifiche: Britney Spears. Di fronte alla Principessa del Pop, P!nk rispondeva con un taglio corto, capelli rosa e zero peli sulla lingua, rappresentando un altro tipo di femminilità: quella di chi deve tirar fuori le unghie per affermarsi e non ha intenzione di scendere a patti con nessuno.
Ispirandosi alla musica dei suoi artisti preferiti, tra cui Janis Joplin, Jimi Hendrix, Billy Joel e i Guns N’Roses, P!nk inizia la sua carriera unendosi a una band punk (di cui è l’unica donna) e cantando come corista in una rap band. Generi che hanno altamente influenzato la sua produzione, se si pensa ad alcuni del suoi brani più famosi, tra cui You Make me Sick e So What. Negli anni i suoi singoli si sono sempre più spostati verso ritmi pop, senza però perdere la varietà dei temi trattati, spesso non semplici come la depressione e la droga.

Ogni canzone contenuta nell’album è stata scritta da P!nk ma sono presenti numerose collaborazioni, sia in fase di composizione che di performance. Il brano di apertura, Hustle è quello che più ricorda le canzoni storiche della cantautrice ed è stato realizzato insieme a Dan Reynolds, membro degli Imagine Dragons. Nonostante il ritmo e il testo giocoso, Hustle è uno dei brani che parlano d’amore, della vulnerabilità a cui una relazione ci espone. E se in Hustle il monito è espresso in modo divertito – non cercare di imbrogliarmi o è peggio per te – in canzoni come My Attic appare allo stesso tempo la voglia e la paura nel mostrare la propria identità ad un altro essere umano. E in 90 days troviamo il timore che il legame finisca, trasmesso con una melodia che aumenta in un crescendo di ansia. Interpretata con Wrabel, la canzone si intitola 90 giorni, periodo necessario, secondo uno studio del Journal of positive Psychology, per riprendersi dalla fine di una relazione.

Courage Happy, due brani che appaiono l’uno dopo l’altro nella tracklist, sembrano raccontare la stessa storia. Happy parla dell’odio per il proprio corpo, aprendo la canzone con una nota autobiografica. «Since I was 17 / I’ve always hated my body / And it feels like my body’s hated me»: come ha spiegato in un’intervista a USA Today, P!nk  ha perso un bambino a diciassette anni a causa di un aborto spontaneo. In seguito ha avuto molte difficoltà a portare a termine una gravidanza. Ora ha due figli ma racconta di come per molti anni questo evento l’abbia fatta soffrire, facendole percepire il proprio corpo come «rotto, incapace di fare ciò che dovrebbe».
Happy racconta la paura di essere felici, che tarpa le ali al desiderio di cambiamento, tema principale della canzone Courage. Per cambiare, per vivere, ci vuole coraggio, specialmente per superare gli eventi traumatici che si possono verificare nel corso della vita. Perché, come dice la canzone interpretata con Khalid che dà il titolo all’album, it hurts to be human, ma è proprio grazie a questa umanità che possiamo essere certi di aver sempre qualcuno su cui contare, qualcuno che ci accompagni a casa quando non vogliamo restare soli.

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.