All’inizio di ogni nuovo anno ci affanniamo dietro a piccole e grandi sfide, promettendo a noi stessi che cambieremo in meglio, limando i nostri spigoli e risaltando i nostri pregi. All’inizio di ogni nuovo anno prendiamo in mano l’agenda e segniamo i nostri “buoni propositi”: mangiare meno dolci, essere più gentile e disponibile in famiglia, legare di più con i colleghi al lavoro, smettere di fumare. All’inizio di ogni nuovo anno ci piace immaginare come saremo alla fine di quei 365 giorni e inevitabilmente ci vediamo migliori, vediamo l’io che vorremmo davvero impersonare. All’inizio di ogni nuovo anno proviamo a realizzare non i nostri sogni, ma le nostre speranze. E almeno per qualche giorno è bello crederci. All’inizio di quest’anno anche noi di Cogito et Volo abbiamo deciso di raccontarvi i nostri “propositi”, ovviamente nel nostro stile. Voi divertitevi a capire chi ha promesso cosa e sentitevi liberi di farli vostri.

Di fronte all’indifferenza che spesso domina le mie giornate, mi impegno a scrivere una pagina (o almeno qualche riga) di diario ogni sera, annotando i piccoli dettagli che mi stupiscono, gli eventi che attirano la mia curiosità, cercando di restituire sapore ad una vita che, vinta dalla routine, rischia di apparire insipida. Mi impegno a prestare maggiore attenzione all’attualità, a non lasciarmi vincere e convincere dai facili proclami e dai titoloni che squillano da Facebook e Twitter, ma ad approfondire ogni notizia, valutando i dati e le fonti, cercando di maturare una mia opinione personale, senza prendere in prestito quella altrui in maniera pedissequa. Insomma, mi impegno a non cedere alla post-verità, a chi vuol farmi credere che bianco è nero.
Mi impegno ad annoiarmi. In quest’era di alta velocità e connessioni immediate, mi ritrovo troppo spesso a sottolineare gli appunti mentre faccio colazione mentre prendo la metro per andare a lezione, durante la quale studierò qualcos’altro. E invece stop, boccata d’aria. Mi impegno a non fare assolutamente nulla di impegnativo nei tempi morti, perché quei tempi, nella noia, possono diventare vivi. La noia è il regno delle idee, delle rivoluzioni (Fleming scoprì la penicillina andandosene in vacanza), dell’accorgersi di cosa e chi ci circonda. La noia è il tempo in cui smetti di ripeterti chi devi essere e inizi ad essere chi vuoi.
Mi impegno ad ascoltarmi, mi impegno ad accettare la possibilità di essere stanco, mi impegno ad accettare i momenti di noia, mi impegno ad accettare i momenti di solitudine e sconforto, mi impegno a cambiare strada se necessario. Mi impegno a rendere il 2019 l’anno della consapevolezza e del benessere, mi impegno ad esserci, mi impegno a sentirmi vivo. Insomma, mi impegno a vivere pienamente la mia vita. Se vogliamo migliorare le nostre vite, prima dobbiamo accettare ciò che non ci piace. Se vogliamo riservarci lo spazio mentale per sognare e progettare, non possiamo permettere ai nostri pensieri scomodi di occupare l’intera “stanza”. Il bello è che non bisogna combattere per ottenere lo spazio mentale tanto desiderato, ma bisogna conoscere gli avversari e stringergli la mano. Accettazione e consapevolezza sono al primo posto nella mia lista dei buoni propositi per il 2019.
Mi impegno ad utilizzare i miei occhi come fossero una polaroid, fotografando gli attimi con lo sguardo, come fossero bolle di sapone ed evitando di chiamare in causa smartphone e social per i momenti più belli. Mi impegno ad associare ad ogni ricordo un’emozione, un sapore, un profumo, un sorriso, un gesto, una semplice sensazione, e non un numero di likes.

Mi impegno a guardare con occhi diversi la vita, quella vita che è con me un attimo e poi va, corre via dal prestigiatore di sogni. Mi impegno ad andare oltre la corsa sfrenata verso il successo che ognuno di noi inconsapevolmente sta facendo, mi impegno a guardare il mondo non solo come un misto acqua e terra, ma anche come un insieme di uomini che condividono qualcosa. Mi impegno a ritenere la vita un misto di storia ed invenzione, perché senza l’immaginazione, senza la poesia, senza l’invenzione non possiamo andare oltre la superficie. Mi impegno a fotografare ogni momento come se fosse l’ultimo, mi impegno a guardare il mondo con gli occhi giovani e innocenti di un bambino che ha ancora il sogno di colorare il mondo.
Mi impegno a non essere normale, perché essere ciò che la gente considera normale ci fa morire tra gli stereotipi, le mode, i controsensi, i pregiudizi e le eccessive precauzioni. Mi impegno a guardare oltre i raggi del sole senza rimanerne abbagliata, con lo stesso coraggio di un atleta durante il primo tuffo alle sue prime Olimpiadi. Mi impegno a voler cambiare il mondo, pur sapendo di non poterlo fare. Mi impegno a essere la persona che, per una volta, sono io a volere e non quella che vogliono gli altri. Mi impegno a raccogliere in me la gratitudine delle persone per renderla mio nutrimento, energia vitale e cinetica. Mi impegno a correre non per semplice jogging ma per mantenere quel ritmo musicale che mi tiene in vita. Mi impegno a valorizzare la mia voce in qualsiasi ambito, senza sottomettermi nell’essere accondiscendente in ogni situazione a chiunque si opponga a me. Mi impegno a piangere, ma piangere di felicità, come fanno i pazzi di gioia, quelli che vivono la vita appieno. Mi impegno a credere che il passato sia tale non solo di nome. Mi impegno a tenermi strette le persone vere e lontane le persone che vedono il mio cuore come un autogrill, in cui si passa per utilità ma non ci si ferma mai a lungo. Mi impegno a non aver paura del silenzio ma a reagire davanti ad esso. Mi impegno a sconfiggere i fantasmi che mi tartassano negli incubi, senza ferirli ma magari facendoli ragionare. Mi impegno a chiudere i cassetti con le idee stupide e malsane, mentre quelle creative e sorprendenti, un tempo sotterrate, rivedranno finalmente la luce del sole. Mi impegno a credere che il meglio, nonostante sembri già esserci stato, debba ancora venire. Insomma, riassumendo: mi impegno a volermi bene, almeno per un istante al giorno.

Mi impegno a non cadere vittima dell’ansia, padrona indiscussa del nostro tempo. Fingerò di non sentire chi professa il credo del “maiunagioia”, suggerendo che fortune e guai cadano dal cielo, come una pioggia da cui è impossibile trovare riparo. Nel grande gioco della vita mi rifiuto di essere una pedina in balìa di forze superiori. Mi impegnerò a tenere a doverosa distanza chi lascia infettarsi dall’ansia, diventando vettore di diffusione del suo male di vivere. Eviterò che essa contamini tutto ciò che mi appassiona.
Mi impegno a non insultare più il mio interlocutore, a non considerarlo un imbecille e concedere sempre, fino all’ultimo, il beneficio del dubbio. Perché è vero che molti non sono svegli, ma non è sano lo scontro. Per quanto divertente, il litigio diventa una droga, il conflitto altro non è che una virale trasmissione di adrenalina che genera cattive abitudini e malessere. Insomma, anche la calma è una buona palestra.
A proposito di buoni propositi, mi impegno a procrastinare il meno possibile gli impegni, per non rimanere impalata ad aspettare chissà quale spinta dal prossimo per portarli a compimento. Mi impongo di non impersonare chi non sono, di non piegarmi al pessimismo, di imparare a perdonare prima ancora di incolpare. Auspico poi, per tutti, un passo avanti verso la pace fra paese e paese, perché le patrie del pianeta non debbano più avere paura; verso la pace fra persona e persona, perché non sia una semplice promessa ma una positiva realtà… E proporrei un solenne pensiero di perseveranza in questi propositi.