In questi giorni rimbalzano sui giornali di tutto il mondo le immagini di Venezia, sommersa dall’acqua di un maltempo che sembra non finire mai. Immagini che colpiscono chiunque abbia visitato, anche se per poco tempo, questa città magica e unica nel suo genere. Nell’atmosfera nebbiosa e fiabesca di questa città si apre La giostra spezzata, il nuovo romanzo di Gianna Venier che ha come protagonista Karen, una giovane donna delusa dalle numerose storie d’amore finite male, che per ironia della sorte hanno avuto tutte Venezia come temporaneo palcoscenico. E proprio lì Karen incontra Franco, un uomo che la colpisce per la sua capacità di tenerle compagnia pur stando in assoluto silenzio. Per quest’uomo Karen farà follie, arrivando a stravolgere completamente la sua vita.
Con questo nuovo romanzo, Gianna Venier esplora nuovi soggetti letterari, ben diversi da quelli affrontati ne L’egida di Atena. Ci troviamo di fronte a personaggi molto reali, a scene di vita quotidiana, ad una realtà fatta di una routine che potremmo definire banale. La trama si apre proprio su un momento di forte noia e banalità: Karen esce dall’ennesima storia con una persona sbagliata e altrettanto in fretta si lancia nella successiva, che dalle premesse non sembra promettere nulla di buono. Karen è un personaggio enigmatico, che ad una prima impressione si presenta al lettore come una donna disillusa ma decisa a lavorare su di sé, a capire quali errori l’hanno portata a buttarsi in braccia sbagliate e a fare in modo di non ripeterli più. Allo stesso tempo però è scossa dalla necessità di amare ed essere amata, al punto da essere disposta a cambiare vita per inseguire una promessa d’amore. È un personaggio tragico, tanto più che rispecchia molto la nostra società, che vive amori liquidi e legami fragili, ansiogeni. Karen ricerca l’amore in modo disperato, bisognoso e alla fine lo troverà nel dedicarsi ad un altro essere umano. Attraverso questo personaggio, di cui Karen non riuscirà più a fare a meno, l’autrice affronta con molto tatto il tema dell’autismo, che assume un ruolo centrale all’interno della narrazione.
Tuttavia La giostra spezzata non è soltanto un romanzo d’amore, è un romanzo che parla anche dell’assenza d’amore. Nonostante il finale appaia idilliaco, il lettore si trova di fronte ad una grande sconfitta: la figura maschile viene annullata, quasi come se fosse colpevole di non saper dare amore. Un risvolto della trama a dir poco ingiusto, perché non adeguatamente giustificato dalle ragioni psicologiche per le quali i personaggi maschili dovrebbero macchiarsi di questa colpa. Franco inizialmente appare come un uomo solido, che l’esperienza del dolore ha costretto ad una solitudine forzata e che tuttavia continua ad essere in grado di dare amore. Al proseguire della narrazione il suo personaggio sbiadisce, uscendo di scena in un modo che appare in totale disaccordo con l’idea che il lettore ha avuto modo di farsi di lui. Della serie di uomini che hanno deluso Karen non ci viene detto nulla, vengono a malapena abbozzati così come inizialmente viene abbozzata l’ipotesi che sia la stessa donna a buttarsi nelle braccia degli uomini sbagliati, per un perverso meccanismo psicologico. Una tematica decisamente interessante, che si sarebbe potuta approfondire, dando al lettore la possibilità di conoscere veramente i protagonisti di questa storia.
Il difetto di questo libro è proprio la carenza di un’adeguata introspezione, che avrebbe reso giustizia ad una trama così elaborata. La sensazione che si ha è che manchi qualcosa, che gli eventi si susseguano in modo troppo veloce. Il lettore si trova spaesato di fronte a tutto questo, sembra sbirciare nella vita di completi sconosciuti di cui vede solo le azioni e deve indovinarne le motivazioni. Questo fa anche sì che diventi veramente difficile pensare che in fondo il romanzo si sia concluso con un lieto fine. Ed è un peccato, perché la prosa di Gianna Venier è molto piacevole da leggere, evocativa e accattivante al tempo stesso.