Emanuele Petracco: dal Coro Giovanile Regionale al Coro Giovanile Mondiale

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Laureato in Fisica, ma dotato anche di una voce da tenore: un talento sotto ogni punto di vista

Oggi abbiamo l’onore di presentare qui su Cogito un vero talento: Emanuele Petracco. Ragazzo dotato di mentalità aperta, molteplici interessi, grande sensibilità e voglia di apprendere sempre qualcosa di nuovo dalle opportunità che gli si presentano durante il suo percorso di crescita. La sua voce ha convinto sempre tutti, dagli insegnanti e direttori del Friuli Venezia Giulia ad esperti musicisti di fama internazionale. Scopriamo assieme a lui come si è evoluta la sua passione per il canto corale e che cosa l’ha portato a provare ad entrare nel Coro Giovanile Mondiale.

Emanuele, parlaci un po’ di te: come e quando è iniziata la tua passione per la musica?

Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia dove la musica era sempre presente. Padre pianista, fratello maggiore percussionista ed entrambi i genitori coristi che hanno partecipato e vinto concorsi internazionali. La mia sensibilità per la musica è stata perciò sempre sostenuta e incoraggiata. Da piccolissimo ho frequentato corsi di ascolto e formazione musicale per prendere confidenza con i suoni, mentre durante le scuole medie mio padre mi accompagnava al pianoforte. Finalmente, in prima liceo, sono entrato nel coro del Liceo Scientifico G. Galilei dove ho mosso i primi passi nel mondo corale.

Quale Coro ritieni sia – o sia stato – maggiormente formativo per il proseguimento della tua carriera nel campo della musica?

Ogni coro in cui sono stato mi ha insegnato moltissimo. C’è chi mi ha permesso di affrontare il palcoscenico per la prima volta davanti ad una giuria, chi mi ha aiutato nella lettura dovendo eseguire un vasto repertorio in poco tempo, chi mi ha fatto scoprire il mondo della musica antica, chi ancora mi ha insegnato di affinare l’orecchio all’intonazione ricercando il suono migliore in ogni nota e in ogni accordo, combinando precisione e musicalità. Queste sono sicuramente solo alcune delle preziose qualità che i numerosi cori di cui ho fatto parte mi hanno trasmesso. L’importante, anche nelle esperienze meno piacevoli, è riuscire ad interiorizzare qualcosa, anche piccola, che ti faccia crescere per poi essere in grado di insegnarla a chi verrà dopo di te.

Che cosa significa per te “fare musica”?

Quando si parla di musica mi piace citare una frase di Frank Zappa: “parlare di musica è come ballare di architettura”. Un’azione alquanto complessa, vero? Se però mi viene chiesto cosa significhi “fare” musica, allora posso rispondere – forse banalmente – che per me vuole dire dare tutto me stesso a chi mi ascolta e allo spartito. Se ragiono sul concetto di musica da una prospettiva estrinseca, rimango ancora esterrefatto dall’idea che da pochi “scarabocchi” su un foglio si riescano a suscitare emozioni inesprimibili a parole.

Sappiamo che hai affrontato l’audizione per entrare a far parte dell’organico del Coro Giovanile Mondiale e ti facciamo i nostri più sentiti complimenti per averla superata brillantemente. Raccontaci come è andata e che cosa ti ha spinto a voler metterti in gioco in questo momento della tua vita.

La folle idea di fare l’audizione al WYC (World Youth Choir) mi è venuta l’estate scorsa in un momento di studio intenso durante la sessione di esami all’università. La testa, quando si studia, inizia spesso a cercare di evadere e a volte questo meccanismo ti lascia osare a sognare un po’ più in grande. Ho immediatamente scritto alla mia direttrice e amica Petra Grassi cosa ne pensasse e lei mi ha risposto: “Perché no? Bisogna sempre provare!” e si è offerta di aiutarmi a registrare i brani da inviare al coro. Il suo aiuto mi ha dato una carica incredibile e a febbraio ho registrato il brano d’obbligo, l’aria a scelta, il vocalizzo e la lettura a prima vista. Ho inviato tutto insieme al mio CV e ad un Personal Statement e posso dire che al momento di premere “invio” sulla tastiera, l’emozione era fortissima. Il primo aprile mi è arrivata la conferma che ero stato inserito nell’organico come membro effettivo. Credevo onestamente fosse un pesce d’aprile. La notizia mi è arrivata pochi minuti prima di un concerto ed è inutile dire che recuperare la concentrazione è stato davvero difficile. Rappresentare l’Italia al coro mondiale? Non ci potevo credere e a stento ci credo ora.

Che cosa ti aspetti dall’esperienza con il World Youth Choir? Che cosa pensi che porterai con te quando tornerai in Italia e cosa invece, dall’Italia, porterai con te in Francia?

Partecipare al WYC significa avere la possibilità di cantare con giovani direttori provenienti da tutte le parti del mondo (dal Venezuela al Giappone), grandi professionisti ma al contempo persone molto umili, sempre pronte a mettersi in gioco e ad imparare quanto più possibile dalle altre culture. Ho avuto modo di parlare con ragazzi che hanno già partecipato e tutti iniziano con la stessa frase: “questa esperienza ti cambia la vita, è straordinario, si viene a creare un legame indissolubile con persone da ogni parte del mondo”. Non vedo l’ora di poter vivere tutto questo. Grazie al “VIKRA Gruppo Vocale della Glasbena Matica” di Trieste e al “Dekor Chamber Choir” di Ljubljana ho potuto provare cosa significhi lavorare a mente aperta in un ambiente multiculturale e la mia esperienza è senza dubbio molto positiva. Quando più tradizioni si incontrano per fare musica, si riesce a superare ogni barriera e creare qualcosa che unisce e valorizza il retaggio culturale di ognuno. Quello che sicuramente porterò a casa da questa esperienza, al di là dell’aspetto strettamente artistico, è che bisogna sempre guardare oltre a tutto ciò che si ha a portata di mano e impegnarsi per raggiungere gli obiettivi che sembrano irrealizzabili, senza però dimenticare da dove si viene. Ci tengo a sottolineare che spesso non ci si rende conto che nel nostro territorio già esistono realtà di livello internazionale, provenire da alcune di queste è motivo per me di grande orgoglio.

Fai anche parte del Gruppo Vocale Vikra, del Coro da camera Dekor e del Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia, tutti diretti da Petra Grassi: immaginiamo quindi che lei ti abbia insegnato molto e sia stata un punto di riferimento per la tua crescita musicale. Che cosa ritieni di aver imparato da lei che pensi ti si rivelerà utile durante la tua esperienza in Francia e in seguito nel futuro?

Petra, come si intuisce, è stata fondamentale nella mia vita musicale e personale. L’insegnamento sostanziale che mi ha trasmesso è il rispetto, verso i coristi e verso il direttore e il fatto che esso debba essere assolutamente reciproco. Petra è una delle persone che non hanno mai smesso di credere in me ed è stata la prima a cui ho telefonato dopo la notizia dell’ammissione al WYC (non me ne voglia mia madre). Con lei ho alzato l’asticella del livello di corista che voglio essere, mi ha temprato fisicamente e psicologicamente con le sue prove intensive dalle otto alle dieci ore giornaliere. Petra è quella persona che ti dimostra come sia possibile lavorare su due note per un’intera prova per rendere le vocali di quaranta persone identiche e per far suonare un accordo da brividi. Questi ed altri innumerevoli insegnamenti porterò con me ovunque andrò, sia nella vita artistica professionale che in quella umana perché la stima, l’affetto e il rispetto reciproco sono qualità universali e non avrò mai sufficienti “grazie” per lei.

Che progetti hai in mente per gli anni venturi?

In questi giorni ho ricevuto la conferma dell’ammissione al triennio di canto rinascimentale e barocco al conservatorio A. Pedrollo di Vicenza dove inizierò gli studi ad ottobre di quest’anno. Questa decisione costituisce per me un leggero cambio di rotta dopo la laurea in Fisica ma sono davvero contento di avere la possibilità di tuffarmi a capofitto nella musica iniziando gli studi al conservatorio. I miei progetti per ora sono questi, poi chi lo sa, il mondo è ricco di possibilità e bisogna sempre tenere dritte le antenne.

Un’ultima domanda: se dovessi scegliere un brano, che hai studiato e cantato, che ti rappresenti come corista, quale sarebbe?

Credo che l’opera più significativa per me sia la Messa in Si Minore di Bach. Ho avuto la fortuna di cantarla due volte e non ho ancora smesso di scoprirne nuovi aspetti perché per capirla non basta eseguirla ma bisogna viverla e respirarla.

Grazie, Emanuele! Da amica e collega corista ma anche a nome di tutto il team di Cogito et Volo, posso dire di essere molto orgogliosa di te e del tuo percorso, quindi ti voglio augurare tutto il meglio per il tuo futuro e per le meravigliose esperienze che vivrai prossimamente.

Dopo essermi diplomata al liceo classico Jacopo Stellini di Udine, proseguo lo studio dell'antichità con grande passione: infatti mi sono laureata alla triennale in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Udine con una tesi in Papirologia e sto continuando il percorso con il corso di laurea magistrale in Filologia, letteratura e tradizione classica presso l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Il mio sogno è quello di diventare un'insegnante di italiano, storia, geografia, latino e greco: nel frattempo dall'8 novembre 2016, a seguito di 75 ore di tirocinio formativo, insegno privatamente le discipline classiche ai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado. La mia passione è sempre stata quella della scrittura e ultimamente sto riscontrando grande soddisfazione in questa attività: recentemente infatti quattro tra i miei racconti sono stati selezionati dalla casa editrice Historica Edizioni e pubblicati, uno nell'antologia Racconti friulano-giuliani (2018), l'altro nella raccolta di Racconti Storici (2018), l'altro ancora nell'antologia della V edizione del Concorso Nazionale Cultora (2018) e l'ultimo nella seconda antologia dei Racconti friulano-giuliani (2019). In contemporanea, da molti anni canto in diversi Cori di alto valore artistico, attualmente nel Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia (dal 30 settembre 2016) e precedentemente (settembre 2017 - settembre 2018) nel Gruppo Vocale Vikra di Trieste, entrambi diretti da Petra Grassi, gruppi con cui ho partecipato a diverse iniziative di vari livelli, dal regionale all'internazionale. Sono stata inoltre selezionata come soprano per EuroChoir (Coro Giovanile Europeo) per la sessione 2018 a Helsinki e Tallinn, sotto la direzione di Mikko Sidoroff (Finlandia) e Maria van Nieukerken (Paesi Bassi). Ho partecipato per sei volte al Festival di Primavera a Montecatini Terme, dal 2011 al 2015 con il Coro del Liceo Classico Jacopo Stellini di Udine e nel 2017 con il Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia in occasione di Officina Corale del Futuro. Nel maggio 2019 ho preso parte attivamente al festival Singing Brussels a Bruxelles assieme a BEvocaL (Coro Giovanile Nazionale Belga) e il rinomato gruppo vocale britannico VOCES8. Ho studiato canto e tecnica vocale con i soprani Mara Corazza (Villa Vicentina) e Ilaria Zanetti (Trieste) e in seguito canto moderno presso la scuola di musica Music Art di Udine sotto la guida di Chiara Tricarico. Sono fondatrice e attuale amministratrice di tre pagine Facebook, tra cui Noi classicisti, una piattaforma di enorme successo, dato il più che positivo riscontro ricavatone. Inoltre mi impegno a scrivere anche sulla piattaforma Wattpad. Ho collaborato con la sezione Scuola del Messaggero Veneto, la rivista regionale Choralia, la rivista nazionale Choraliter e il celebre blog triestino OperaClick. Ho preso parte inoltre a una puntata radiofonica di Choralia on air. Sono parte del consiglio direttivo del Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia e responsabile della promozione dell'immagine di quest'ultimo sulle piattaforme social, in particolare Facebook. Sono appassionata alla vita, entusiasta e determinata: cercherò di trasmettervi tutto questo attraverso le mie parole con uno stile narrativo quanto più originale e innovativo.