Stiamo scomparendo

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Viaggio nell’Italia in minoranza

Siamo convinti che ci sia bisogno, oggi più che mai, di storie di persone e di luoghi, storie da raccogliere sul campo, faccia a faccia, per raccontare una realtà che si discosti dal consumo da fast-food di molta informazione.

Così si esprimono i fondatori di CTRL Magazine, la coraggiosa rivista che ha voluto investire in un progetto editoriale che presentasse la condizione di cinque minoranze linguistiche presenti sul nostro territorio, alcune più severamente minacciate di altre: leggiamo così dell’arbëreshë, parlato nel 2007 da 100.ooo persone; leggiamo di walser e tabarchino (parlati rispettivamente da circa 22.ooo persone, come riportato da Ethnologue, e da circa 15.ooo locutori), leggiamo del grico, parlato in due comunità divise fra Puglia e Calabria; leggiamo infine dell’occitano, che l’Italia tutela grazie alla legge numero 482 del 15 dicembre 1999.

In attuazione dell’articolo 6 della Costituzione e in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.

Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, Art. 2.1

Una campagna di crowfunding sostenuta da oltre cinquecento aderenti ha portato alla realizzazione di questo libro dalla copertina gialla, di per sé estremamente comunicativa: “Stiamo scomparendo”, scritto sull’orlo della carta, è il titolo dell’opera frutto dell’inchiesta condotta sul territorio da Franco Arminio, Viola Bonaldi, Nicola Feninno, Valerio Millefoglie, Mirco Roncoroni e supportata dai filmati e dagli scatti di Emanuela Colombo, immagini che animano un testo già vivo di storie, testimonianze ed emozioni.

Questo libro, infatti, non è un saggio specialistico, un manuale di linguistica o la piatta cronaca di un destino irreversibile: è più simile ad uno di quegli scatoloni che si possono ancora ritrovare nelle soffitte delle case antiche, quelli che i nipoti indicano ai nonni perché li aprano e mostrino loro i tesori di un lungo passato. È un intreccio di tradizioni, di sentimenti e scorci di un panorama linguistico che potrebbe non essere più lo stesso di qui a qualche tempo, se non ci ricorderemo di salvaguardarlo come merita.

Al mondo, secondo dati UNESCO ripresi dal 2013, ci sono ben 577 lingue minoritarie considerate a rischio: per molte di queste si sono attuate politiche di recupero e valorizzazione, nei confronti del gaelico, della lingua maori, degli idiomi aborigeni di America e Australia, poiché ogni lingua salvaguarda e conserva un piccolo universo di informazioni che andrebbero perdute se non rimanesse nessuno a saperle decifrare e tramandare ai posteri. Il lavoro condotto fra queste pagine mira proprio a dare conto delle realtà in minoranza che ospita il territorio italiano, perché

Non si tratta di folclore, né di passatismo o di interesse linguistico-accademico: questi racconti e queste testimonianze ci fanno capire quanta diversità, quanta ricchezza, quanta umanità si perde quando una lingua scompare.

Nicola Feninno, direttore di CTRL magazine

Come complemento alla lettura, infine, sul sito della nota piattaforma online Babbel sono disponibili alcuni articoli di approfondimento, uno per ciascuna delle lingue qui chiamate in causa: chiudiamo con un semplice video, per ricordare che ogni lingua ha una voce e che ogni voce vuole farsi sentire.

Nata a Conegliano Veneto, da quando ha imparato a tenere una penna in mano adora riempire ogni pagina bianca con l'inchiostro dei pensieri; si è laureata in Lettere Moderne all'Università di Udine, mentre attualmente studia Editoria e Giornalismo all'Università di Verona, dedicando il tempo libero alla scrittura e alla fotografia.