Semplicemente Pippi

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L’idolo dei bambini di tutto il mondo

Capelli rosso fuoco, una marea di lentiggini, due occhi verdi grondanti furbizia e un cuore grande quanto la sua villa variopinta: queste sono le prime cose che ci vengono in mente se ripensiamo a Pippi Calzelunghe, serie tv svedese basata sull’omonimo personaggio inventato dalla scrittrice Astrid Lindgren. Andata in onda per la prima volta in Italia nel lontano 1970, la serie ci presenta un’eccentrica bambina che va a vivere a Villa Villa Colle piombando all’improvviso a sconvolgere l’equilibrio della tranquilla cittadina di Visby.

Orfana di madre, Pippi vive con il padre – il capitano Efraim Calzelunghe, re dell’isola immaginaria di Taka Tuka, nel Corno d’Africa – che però è spesso via per “lavoro”. La bambina perciò è spesso sola, non frequenta la scuola locale e veste abiti stravaganti. È più o meno tutto quello che i bambini almeno una volta nella vita desiderano essere: liberi di fare quello gli pare, di essere grandi nonostante siano ancora piccoli. Coinquilina di un elegante cavallo bianco a pois neri chiamato Zietto, di una bizzarra scimmia – il Signor Nilson – e di un topo ghiotto di formaggio, questa stramba ma simpatica bambina attira subito l’attenzione di tutti gli abitanti, specialmente di due bambini in particolare: i due fratelli Annika e Tommy, i quali diverranno i suoi migliori amici nonché suoi compagni di avventure.

Il primo incontro, si sa, è quello più importante. E così, i bambini di tutto il mondo si ritrovano davanti uno spettacolo più che inusuale: in un bel lettino, una ragazzina dorme tranquillamente con la testa ai piedi del letto mentre sul cuscino riposano teneramente i suoi piedi, sui quali svettano due lunghe scarpe nere a punta di almeno tre misure più grandi dei suoi piedi. Non ci vuole molto prima che i bambini di almeno due generazioni si affezionino a lei.

E pensare che nacque tutto da una polmonite. Nel 1941, la figlia di Astrid Lindgren si ammalò e ogni sera la madre le sedeva accanto e le raccontava una storia. Una di queste fu il racconto delle peripezie di Pippi Calzelunghe, la favola fuori dal comune di una bambina dal nome più che strano. A sua figlia la storia piacque così tanto che chiese alla madre di raccontarle di più di quella strana ragazzina, che negli anni seguenti divenne il personaggio principale dei suoi racconti. Il romanzo fu un successo a livello mondiale, tradotto in oltre 50 lingue; e anche la serie televisiva ebbe un enorme successo, che diede luogo a una serie di repliche, due film e una serie animata.

Inger Nilsson, storica interprete di Pippi, ha dato volto e voce a uno dei personaggi più amati dai bambini da almeno trent’anni. Perché nonostante la serie sia un programma soprattutto per i più piccoli, ci presenta un personaggio moderno e così insolito all’epoca da catturare immediatamente il pubblico.

Per alcuni versi, Pippi in qualche modo rappresenta un periodo molto particolare, quello del femminismo e della rivolta giovanile che imperversavano nelle strade di quegli anni; è simbolo di libertà, una piccola suffragetta dalle calze variopinte. La giovane infatti, rompe totalmente con le idee convenzionali e già prestabilite su come dovrebbero comportarsi le brave ragazze mentre si prende gioco di quegli adulti che hanno scordato cosa significhi essere bambini. Pippi è ribelle, anticonformista, sa sparare con la pistola, volare, fumare la pipa e navigare per i sette mari; e nel suo modo scherzoso di fare le cose ha influenzato i bambini di tutto il mondo.

Nata Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe – per gli amici Pippi – nonostante la tenera età dimostra fin da subito un carattere indipendente e anticonvenzionale, oltre che a una forza capace di superare quella dell’uomo più forte del mondo. Non dimentichiamoci che sa sollevare Zietto con una mano sola; oltre a essere un’eterna ottimista ed economicamente indipendente – in quanto possiede un sacco pieno di monete d’oro che usa soprattutto per comprare dolci – Pippi Calzelunghe ha fatto divertire bambini di ogni genere e età oltre che a infondere loro il coraggio di credere in se stessi e di dare libero sfogo alla loro fantasia.

E forse è questa la lezione più grande che ci ha insegnato: che vivere a colori infrangendo qualche piccola regola è molto meglio che chinare la testa e guardare solamente dritto davanti a sé. Come dice la sigla della serie: una come lei “non c’è stata mai”. Né ci sarà più.

Che dire di me? Amo leggere, inventare storie, e perdermi nella sala buia di un cinema. Adoro quel momento magico in cui le luci si spengono e il film si appresta a iniziare. Sono una ragazza cresciuta a pane, sogni e libri; e che puntualmente a fine giornata si ritrova con la mano sporca di inchiostro.