In queste settimane il Senato della Repubblica ha espresso voto favorevole in merito alla nuova riforma sulla legittima difesa, pur non essendo ancora stata approvata, poiché dovrà superare anche il vaglio da parte della Camera dei deputati, andiamo a vedere quali sono le novità che potranno essere introdotte con questa legge.
Per quanto riguarda la legittima difesa domiciliare, la novità sarà che sussiste “sempre” la proporzione tra difesa ed offesa, il motivo della introduzione di questa dicitura, potrebbe essere teso a limitare quella che è la discrezionalità del giudice nel valutare la sussistenza della proporzionalità, andando a definire che sussiste sempre la proporzione nella legittima difesa se avvenuta in un contesto domiciliare. Altra introduzione riguarda la scriminante dovuta al grave turbamento, questo significa che se un soggetto eccede quelli che sono i limiti della legittima difesa, esso non ha alcun tipo di responsabilità, questo ovviamente sempre in un contesto di difesa domiciliare e sussistendo un grave turbamento in seno al soggetto agente. La norma quindi non fa altro che rafforzare quello che è il principio di proporzionalità in un contesto di legittima difesa domiciliare, introducendo una presunzione di legittima difesa.

A mio avviso, l’introduzione di questa legge appare solo una manovra di tipo propagandistico poiché nel nostro ordinamento giuridico esistono già tutti gli strumenti affinché un soggetto possa beneficiare degli articoli 52, 55, 59 del codice penale e quindi tutelare i propri beni giuridici senza ovviamente millantare un qualsiasi diritto di vendetta o di giustizia privata. Il rischio di una possibile introduzione di questa nuova normativa è proprio questo, fraintendere quelli che sono gli strumenti a disposizione di un soggetto che vuole tutelarsi da un criminale che si introduce nel suo domicilio, ma che trascenda e mal interpreti a causa di una pura propagata politica portata avanti per scopi di consenso elettorale, e che quindi fuoriesca da un contesto di legittima difesa domiciliare sfociando di fatto in una auto giustizia sommaria.
Di questa norma non se ne capisce assolutamente il bisogno, a conferma di quanto detto basti consultare le sentenze della Suprema Corte di Cassazione (ad esempio il caso Bissolo) per verificare che la legittima difesa, qualora venga utilizzata correttamente, consente ad un qualsiasi soggetto di poter tutelare i propri beni giuridici (vita, persone, patrimonio ecc…). Ricordiamo che la ratio della legittima difesa è quella di dare uno strumento affinché una persona che si trovi in uno stato di bisogno, e non potendo intervenire tempestivamente l’autorità preposta dello Stato, faccia cessare l’attività criminosa, una volta che questo è stato ottenuto, spetterà alla autorità giudiziaria intervenire e sanzionare il criminale. Inoltre in un periodo in cui i reati sono in calo (Viminale) è evidente che non vi era una necessità di andare a riformare tale disciplina, soprattutto alla luce di una giurisprudenza e di una legge che già tutela questo tipo di casi, non si capisce l’utilità di introdurre una siffatta normativa, se non quello di aumentare un possibile consenso elettorale a cui farne le spese probabilmente saranno solo i cittadini influenzati da parole propagandistiche, il rischio è quello di sfociare in un diritto di vendetta e non di difesa.
Possiamo solo aspettare e vedere se tale riforma verrà approvata alla Camera, se verrà modificata o altro ancora. Resta il fatto che appare assai discutibile una siffatta legge che sostanzialmente non va ad incidere in maniera netta sulla materia della legittima difesa e dell’eccesso colposo, ma che si limita a fare delle introduzioni formali che probabilmente saranno anche di difficile interpretazione e che soprattutto si vada a limitare quella che è la valutazione del giudice, poiché come sappiamo è il processo penale che adatta la norma al caso di specie e senza questa possibilità o comunque una possibilità limitata, si rischia solo di fare del male a chi invece meriterebbe di essere tutelato.
Articolo a cura di
Livio Attanasio