Ma chi l’ha vista mai questa natura?

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Impressioni di un’universitaria in sessione, immaginando la natura che dovrebbe essere lì fuori

Ci hanno detto di scrivere sul tema natura, e ho pensato che mi piaceva e non era poi così difficile. Così ho aspettato un po ‘ sperando di vedere un paesaggio magnifico, o qualche evento naturale stupefacente, ma con lo studio e il forte caldo, difficilmente esco di casa, e quando esco preferisco godermi la compagnia degli amici, piuttosto che quella della natura. Avrei così comunque potuto inventare qualcosa, visto che nella mia vita di bellissimi posti ne ho visti, e che la natura mi ha sempre ispirata.

Ho sempre amato gli alberi in autunno dopo la pioggia quando il sole illumina le gocce sui rami e sembrano decorati di ambra sciolta.

Oppure la neve che a seconda del momento della tua vita in cui la guardi può assumere così tante sfaccettature diverse, che alla fine sei costretto a dire solo che è magica.

O i prati in fiore quando sono così tanti che vedi solo line di vari colori, ma poi tutti ci fermiamo a guardare un unico dettaglio, un solo fiore per dedicargli il meglio di noi. A me piace scegliere quel fiore un po’ sfigatello, perché su dai siamo sinceri è bruttino, ma a lui mai nessuno dedica nulla perché tutti cercano solo quello più bello.

E poi il mare, il mare su cui si scrivono mille storie, mi piace addormentarmi in spiaggia con la schiena bagnata, sfiorata dal vento che ti fa venire i brividi lungo i fianchi, mentre le conversazioni della gente si mischiano alle onde, e nella mente ti rimane l’odore di sabbia e mare, che probabilmente in realtà fa un po’ schifo, ma a tutti ci sembra così romantico. Come il sale sulla pelle, che solo scriverlo sembra così sensuale e invece è solo sale che ti tira sopra la scottatura estiva.

Non voglio a questo punto onorare la montagna con le sue cime immense che sembrano dominare il mondo, ma che allo stesso tempo sono ricoperte da quelle chiare dolci e fresche acque petrarchiane, una dolce potenza.

E ultimamente mi affascinano i temporali, sarà che di così potenti prima non c’erano e infatti ora tutti li fotografano. Sono così spropositati, incontenibile, che sprona o la fantasia umana sul concetto di ogni potenza.

Insomma di soggetti naturali avrei potuto scriverne per pagine e pagine, e forse anche con un certo successo perché sono cose che affascinano chiunque. Eppure in tutti questi giorni non ho avuto modo di godermene a pieno nemmeno uno, anzi ho dovuto lavorare di memoria e immaginazione. Triste come cosa, visto che questo è forse l’unico mondo che vedrò. Ma ancora più triste è che forse è così per molti altri, e da lì ti viene anche il dubbio che forse non siamo così interessati all’ambiente, spronato al cambiamento, perché non abbiamo mai il tempo la possibilità di vivere a pieno la natura. Come si fa a preoccuparsi di una cosa che si conosce appena e non si ama?

Dovremmo trovare il tempo per innamorarci di nuovo del pianeta in cui viviamo.

Prendere la penna in mano mi rende terribilmente felice. Fin da piccola mi sono innamorata del mestiere di scrivere, poteva essere il classico romanzo rosa, invece porto le cicatrici sul corpo di questo amore. Combatto ogni giorno per conquistare un pezzo del mio sogno, vivere di parole, perché anche se mi fa soffrire ne sono terribilmente innamorata.