La prima playlist Spotify ufficiale di Cogito et Volo

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Musica, parole, spunti di riflessione per i nostri lettori, grazie ad una selezione accurata effettuata da tutto il team del blog.

I tormentoni estivi, bene o male, li conosciamo tutti: li abbiamo sentiti alla radio, in strada, in palestra, al supermercato. Ogni occasione è buona per ricordarci che è estate, che vorremmo una vita in vacanza e che la playa ci attende.

Per questo abbiamo deciso di proporvi una playlist diversa, che non solamente racchiude la personalità di tutti coloro che lavorano dietro alle quinte di Cogito et Volo, ma che potrà anche farvi compagnia mentre vi gustate un gelato sotto all’ombrellone o meditate a casa, sul divano, in una giornata di pioggia. Potrete ascoltarla quando vorrete compiere un piccolo viaggio insieme a noi attraverso generi, culture ed approcci differenti alla musica: il nostro scopo è, come sempre, quello di fornirvi spunti di riflessione.

Potreste ad esempio iniziare da Could you be loved, di Bob Marley.
È una canzone autentica, non ha alcuna intenzione di mentire e ti sbatte in faccia la realtà così com’è, affrontando temi come la manipolazione e l’omologazione.
Non è per questo motivo che la consigliamo, ma perché è una canzone che dà speranza, una speranza autentica.
Il mondo è questo ma tu puoi essere diverso. Puoi essere te stesso, puoi amare ed essere amato.
‘Could you be loved’ è un vero inno alla vita.
Nei momenti di sconforto e nei momenti in cui ti chiedi perché fai ciò che fai ‘Could you be loved’ è la scelta giusta.

È proprio in quei momenti che vi consigliamo, anche, l’ascolto di Snuff degli Slipknot
Rispetto alla maggior parte di canzoni degli Slipknot, Snuff è molto dolce, tranquilla ma soprattutto personale.
Il testo è autoesplicativo e molto esplicito, parla di una delusione d’amore da cui però è possibile trarre un “vantaggio”, capire meglio se stessi, i propri obiettivi e quanto si vale.
La voce, il modo in cui gli strumenti si fondono per creare quel suono triste e lento tocca direttamente l’anima di chi l’ascolta.
Una canzone da ascoltare assolutamente ogni volta che ci si sente soli e traditi, per riuscire a rialzarsi più forti di prima.

 

Potreste proseguire poi con Cry Baby, di Janis Joplin.
Il brano, reso celebre dall’interpretazione di Janis Joplin nell’album Pearl, è stato originariamente realizzato da Garnet Mimms and the Enchanters nel 1963. Il testo rappresenta l’appello di una madre al proprio figlio, che sta vivendo la fine di una relazione fuggendo in giro per il mondo. La madre lo invita a sfogare il proprio dolore ma allo stesso tempo ne avverte la mancanza: gli chiede di tornare a casa. Perché sì, può decidere di vedere dove finirà la sua vita ma c’è una cosa che deve fare (e fare bene) in questa vita: sistemarsi, formare una famiglia. Il discorso di una madre che offre uno spunto interessante sull’idea di successo che abbiamo, interpretato da una cantante come Janis Joplin che sa dare a questo brano una potenza narrativa tale da renderlo famoso a livello mondiale.

Una canzone che vi farà alzare immediatamente in piedi potrebbe essere Valerie, di Mark Ronson feat Amy Winehouse.
La cover dell’omonimo brano dei The Zutons, interpretata dall’inconfondibile Amy Winehouse, è una canzone che vi farà venire voglia di ballare. Indie rock con un ritmo jazz: ed è sulle note jazz che Mark Ronson e Amy Winehouse hanno puntato, dopo che entrambi avevano appena finito di incidere i loro album. Mark voleva interpretare un brano indie ma Amy non ascoltava nulla che non fosse stato pubblicato prima del 1967, finché non ascolta per caso Valerie. Ne esce fuori qualcosa di pazzesco, reso tale dalla magnifica e compianta voce di Amy Winehouse.

Vi consigliamo poi un attento ascolto di Águas de Março, di Elis Regina e Tom Jobim.
Águas de Março, letteralmente “piogge di marzo”, è un brano del 1972, composto dal cantautore brasiliano Antônio Carlos Jobim e interpretato insieme a Elis Regina, in questa versione più famosa registrata nell’album Tom & Elis. Il testo si ispira al mese di marzo, che a Rio de Jainero è il mese più piovoso, caratterizzato da vento e forti piogge, che allagano la città formando veri e propri torrenti. Così la canzone è una lunga lista di cose, come quelle che i torrenti si portano via per la città. Da oggetti comuni e altri tipici della cultura brasiliana, la lista diventa metaforica, sembra parlare della vita e del suo legame con la stagionalità: le piogge di marzo marcano la fine dell’estate in Brasile ma, come dice la canzone, sono una promessa di vita.

La misura delle cose, degli Eugenio in Via di Gioia merita sicuramente di entrare in questa playlist. Gli Eugenio in Via di Gioia sono esattamente ciò di cui avevamo bisogno: un gruppo che con pungente ironia e argute capacità critiche porta qualcosa di nuovo e travolgente alla musica italiana. I loro ritmi sono molto vari ma sempre movimentati, i giochi di parole e le battute rendono ogni pezzo memorabile. “La misura delle cose”, brano tratto dall’ultimo album “Natura Viva” è un invito a ritrovare se stessi, a prendersi il tempo di apprezzare i singoli momenti della nostra vita. Un invito a prendersi il tempo necessario per ogni esperienza, senza affannarsi per raggiungere ciò che la società si aspetta da noi. È un invito a ritornare alla naturalezza, un invito a respirare a pieni polmoni.

Abbiamo inserito poi tre canzoni che richiamano il Medio Oriente. ‘Beirut’ ed ‘Enta Fen’ della cantante e attrice libanese Yasmine Hamdan che in molti suoi lavori ha ripreso la tradizione musicale del suo territorio adattandola per la contemporaneità: una cantante da ascoltare per apprezzare la lingua araba. Infine ‘Istanbul Twilight’ del gruppo Brooklyn Funk Essential, nel quale vengono accostati il genere funk e la tradizione turca. Del resto il gruppo è noto per riprendere musicalità e poesie di culture differenti.

Ritorniamo poi ai grandi classici del rock, con Best of You dei Foo Fighters è una delle canzoni più potenti, belle e amate mai scritta da questa band. Il rock e la voce graffiante di Dave Grohl lasciano poco spazio a pianti o rimpianti.
Nel testo viene letteralmente gridato un’infinita di volte “the best of you”, come se il cantante incitasse chi lo ascolta a dare sempre il meglio di se, in ogni situazione, anche quando sembra troppo difficile e il mondo ci sta per cadere addosso.
“The best of you” perché devi vivere tutto, a 360 gradi,
perché non si vive solo gli aspetti belli della vita,
perché è possibile trarre il meglio di noi anche dalle cose brutte che ci possono accadere.
E se è possibile farlo, Best of You ci dice che dobbiamo farlo.

Troverete altri brani scelti dai nostri autori sulla nostra playlist ufficiale: non ci resta che augurarvi un buon ascolto!

Cogitoetvolo è un sito rivolto a chi non accetta luoghi comuni, vuole pensare con la propria testa e soprattutto essere protagonista del presente.