La natura infinita

0

Il ruolo proprio dell’immaginazione: volgere lo sguardo oltre la siepe

Mi è sempre piaciuto fin da piccolo immaginare il mondo diviso in due grandi categorie: chi alla vista di un quadro, un paesaggio, si limita a osservare la forma, il colore, a evidenziare i pregi, a sottolineare la perfetta geometria, chi invece ha la capacità di andare oltre il disegno, oltre le nuvole, oltre la siepe.

È inutile negarlo, l’immaginazione è quella caratteristica, quella peculiarità che nasce spontaneamente dentro di noi, fin da bambini.

Provate a immaginare una notte luminosa, una luna piena, quanti di voi scorgeranno in essa delle semplici macchie grigiastre? Quanti, invece, ne disegneranno orecchie, bocca, occhi?

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?

Così il pastore errante di Leopardi interrogava la luna, rivolgendole il suo grido di malinconica e insoddisfatta ricerca.

C’è chi li chiama sognatori, chi li definisce addormentati, agli occhi di qualcuno possono sembrare stravaganti, agli occhi di qualcun altro straordinari. Sono proprio loro i protagonisti di questa storia.

Sono artisti, scrittori, poeti, fisici, ma anche semplici panettieri, giornalai tutti coloro i quali hanno provato almeno una volta a immaginare, a riflettere i propri pensieri sogni all’ interno di quell’infinito specchio che è la natura, ricercando in essa le risposte alle proprie domande.

Fin dalla età più antica, gli uomini si sono sempre sforzati di arrivare a comprenderne i misteri più profondi. La natura appariva ai nostri antenati sicuramente alquanto bizzarra, alcuni fenomeni come i fulmini, il fuoco erano per loro inspiegabili.

Circa 200 anni fa un giovane poeta, in una calda giornata estiva, nei pressi del monte Tabor, decise di stendersi di fronte a una siepe, chiudere gli occhi e cominciare a immaginare.

Gli bastò una singola parola per descrivere quell’ineffabile fiume di emozioni che lo attanagliavano: infinito.

Ora dovunque voi siate, cari lettori di Cogito, in mare, in montagna, chiudete anche voi gli occhi, volgete gli occhi all’orizzonte e provate a descrivere la natura. Cosa vedete?

Andrea si trova al mare. Ha appena finito la sessione estiva, sta godendo un po’ di meritato riposo, il termostato segna 40 gradi, chiude chi occhi e risponde in modo molto sincera «calda».

Luigi è in ufficio, il lavoro quest’anno è stato molto precario, sta facendo qualche turno in più per arrotondare qualcosa. Al mare andrà con i figli e la moglie forse a settembre, quando i prezzi ribasseranno. Lui risponde «serena».

Ismael oggi è stato più tranquillo, nessun rumoroso aereo ha interrotto il suo sonnellino pomeridiano. Lui fa più fatica a guardare l’orizzonte, fuori dalla finestra vede solo polvere e case diroccate.

Laura si trova in ospedale, la bandana sopra la testa le dà un po’ fastidio, ma lei non molla.

Elisa ha 6 anni, è a Parigi con i genitori, sale per la prima volta in cima alla Tour Eiffel, grida «Fantastica!».

Eccoci arrivati alla fine dunque anche io, davanti a al mio pc e al muro della mia scrivania, chiudo gli occhi con voi.

Mi auguro e vi auguro di cogliere in ogni momento, anche nei più grigi, l’infinita bellezza della natura.

Mi auguro e vi auguro di continuare a guardare il mondo con gli occhi di un bambino.

Mi auguro e vi auguro, di non smettere mai di immaginare.

Anche quando la siepe coprirà l’orizzonte, quando la nebbia offuscherà i vostri pensieri, mi auguro e vi auguro di riuscire sempre a guardare oltre.

«e il naufragar m’è dolce in questo mar…».

Studente di ingegneria, amante del mondo, della bellezza,dei numeri. La scrittura mi pemette di unire la letteratura con la scienza, due mondi apparentemente distanti ma in verità molto vicini, complementari, indispensabili l'uno per l'altro. Cerco di vivere la mia vita alla costante ricerca di un'incognita"x", in grado di dare una risposta a tutte le mie domande, permettendomi di volgere lo sguardo oltre la "siepe". Come scriveva Montale"sotto l’azzurro fitto del cielo qualche uccello di mare se ne va; né sosta mai, perché tutte le immagini portano scritto: più in là”!