Recentemente sono salita sull’autobus che mi avrebbe come sempre riportata a casa. Ho fatto le solite cose, eppure quel giorno ho guardato sotto un’altra luce qualcuno che negli ultimi tempi in Italia sta suscitando l’ira di molte persone. Mi sono seduta accanto ad un ragazzo di colore, ma lì per lì non ho prestato attenzione a cosa stesse facendo.
Dopo un po’ con la coda dell’occhio noto che stava leggendo e mi ha sorpresa, non tanto per il fatto in sé, ma per cosa stesse leggendo: un giornaletto di Topolino in italiano. Sottolineo il fatto che fosse in lingua italiana perché probabilmente il ragazzo non la parlava, tuttavia ecco nell’altra mano un cellulare che traduceva le varie parole grazie all’aiuto di Google Traduttore. Per quel breve tragitto che abbiamo fatto insieme ho potuto scrutare e osservare il “terribile nemico” degli italiani.
Ho potuto osservare la sua umanità, la sua tenerezza, la sua gioia nel leggere qualcosa di bello, il suo impegno nel volersi adattare alla terra che lo accoglie. Questa scena mi ha molto colpita, ma non tanto per quello che ho visto, ma in riferimento al contesto in cui viviamo: un’Italia che accoglie gli stranieri ma che in troppi casi li discrimina con visioni stereotipate e razziste.
Se ne sentono di tutti i colori sui migranti: razza inferiore, sporchi, ladri, assassini, stupratori, ci rubano il lavoro, portano le malattie, fanno tutti parte dell’Isis, al rogo le moschee e chi più ne ha più ne metta. Soprattutto ultimamente l’Italia è in pieno tumulto: il caso di Macerata, le elezioni, le sommosse fasciste, le istigazioni di una politica che ci vuole divisi e che rasenta un cieco ed estremo attacco verso il diverso. Vi ricorda qualcosa per caso, ad esempio l’Isis?
Quando l’assassino è un migrante tutti gli si schierano contro, ma l’italiano non deve guardare solo la pagliuzza che c’è nell’occhio dello straniero, quando nel proprio c’è una trave! Non dimentichiamoci di tutti gli altri omicidi in cui le vittime italiane sono state uccise, anche brutalmente talvolta, da loro compaesani o compatrioti. Se il migrante è barbaro e selvaggio, tranquilli: anche noi italiani lo siamo! Se il migrante uccide, ruba, stupra, tranquilli: noi non siamo da meno!
L’argomento immigrazione in Italia è estremamente malvisto perché ne abbiamo una pessima gestione, che cerca solo di lucrarci sopra piuttosto che perseguire il vero bene dello Stato. Una politica che agisce solo quando e su quello che le conviene è il cancro della società: nessuno fa niente per pura bontà di cuore e le cose realizzate per mero interesse fanno acqua da tutte le parti.
Ma come sarebbe l’Italia se sapesse curare meglio tutto questo? Se il denaro pubblico fosse realmente impiegato nelle istituzioni scolastiche, di accoglienza? Se la corruzione venisse eliminata, se le pene fossero rispettate e i controlli venissero migliorati? Sicuramente non importeremmo ulteriori prostituzione e spaccio, che vedono coinvolti, tra gli altri, anche gli stranieri; daremmo a tutti (loro e noi) lavoro, istruzione, supporto psicologico e un’educazione basata sul rispetto verso sé stessi e verso gli altri, affinché la criminalità si riduca.
In altri paesi ci sono riusciti, potremmo farlo anche noi. O cercare su Google Traduttore un confronto con altre lingue, con altri modi di essere, che ci permettano di adattarci alla convivenza e di vivere meglio.
