21 settembre 1990. Venerdì.
Rosario Livatino, 38 anni, esce dalla casa di Canicattì dove vive insieme ai suoi genitori per recarsi ad Agrigento, in tribunale, al lavoro. Sulla statale 640, a quattro chilometri dalla sua destinazione una Uno bianca sperona la sua Ford Fiesta mentre alcuni colpi vengono esplosi con l’intenzione di farlo fuori. L’auto sbanda e finisce contro il guardrail. Il giovane magistrato scende e cerca di scappare attraverso i campi. Ma anche i killer si sono fermati e giocano alla caccia alla volpe con le loro pistole, ferendolo a morte.
L’inchiesta di Nando Dalla Chiesa, ricostruisce l’ambiente politico e sociale, il clima di corruzione, le reazioni che la morte del giudice ragazzino suscitò nelle istituzioni e nella gente.
Un libro un po’ datato (1992) che però ha ancora un suo valore per chi vuole conoscere la storia della mafia in Sicilia e la figura di un giovane professionista che con la sua serietà e vita limpida ha dato una testimonianza non solo di senso civico ma anche di vita cristiana, al punto che tre anni fa, nel settembre del 2011, si è aperto ufficialmente per lui il processo di beatificazione.