Questo libro non ha una dedica,
poiché ogni pagina è una dedica ai “miei”studenti di ieri, oggi e domani.
Ogni pagina è allo stesso tempo dedicata ai Colleghi e a tutti i Docenti
“generatori di futuro”, sempre alla ricerca di un “di più” nella scuola,
che tiri fuori dall’“inferno” e dia spazio a ciò che non lo è
per riempire di paradiso il senso di vuoto della vita.
Con questa dedica comincia il libro di Marco Pappalardo, Docente di Lettere a Catania e giornalista pubblicista. Con una prefazione curata da Diego Fusaro, il libro autobiografico si propone di offrire spunti di riflessione sul mestiere dell’insegnante. Una figura, quella del professore, che è per ovvi motivi in continua evoluzione e che si scontra quotidianamente con i protagonisti del ricambio generazionale.
Ma per quanto i media si ostinino ad inscatolare gli adolescenti all’interno di etichette di generazioni, i docenti ben sanno che una classe non è un’annata di vini ma è quanto di più eterogeneo e mutevole si possa immaginare. Bisogna trovare gli ingredienti giusti da dosare come in una pozione -scrive il professore- affinché si possa rendere l’anno scolastico un tempo magico e speciale, riuscendo a far emergere la creatività insita in ciascuno.
Questo libro è il racconto di un’esperienza di una delle professioni più belle – e allo stesso tempo più difficili – che esistano. La storia di una lotta educativa che oscilla come un pendolo tra il desiderio di ispirare negli studenti l’amore per i libri e la fatica di riuscirci, in un sistema che inevitabilmente richiede regole, premi e punizioni. Come si entra nel vissuto del singolo di fronte ad una molteplicità di storie che si intrecciano, che non vengono raccontate e che spesso passano inosservate?