Caffè letterario. Biografie

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Una selezione di biografie che vi consigliamo di leggere

Oggi leggere una biografia può quasi sembrare una perdita di tempo. Qualunque informazione possiamo desiderare è a portata di click: internet ci permette di conoscere vita, morte e miracoli di una celebrità. Eppure manca qualcosa, qualcosa che rende una biografia molto più ricca di una semplice raccolta di fatti. Si tratta della possibilità di acquisire una nuova prospettiva da cui guardare il mondo. Dal mondo della scienza a quello dell’arte, passando dall’immaginario – quanto reale – universo di Bolaño, vi proponiamo una serie di letture che vi trasporteranno nella mente di quattro grandi personalità.

Ballando nudi nel campo della mente di Kary Mullis, Baldini & Castoldi, € 8,50

Kary Mullis ha vinto il Premio Nobel per la Chimica nel 1993, inventando la tecnica che avrebbe rivoluzionato per sempre il mondo scientifico. La PCR – la reazione a catena della polimerasi – permette di copiare una molecola di DNA per ottenerne migliaia: quest’amplificazione è necessaria per poter avere una quantità sufficiente di materiale con cui poter lavorare. Senza questa reazione oggi non si potrebbe parlare di terapia genica ad esempio ma in generale tutta la ricerca biotecnologica non esisterebbe. Questo libro non è una vera e propria biografia, è un flusso di coscienza decisamente poco ortodosso che spazia su temi come l’HIV, il processo a O.J. Simpson, l’astrologia, il riscaldamento globale e le sostanze psicotrope. Il fil rouge che unisce queste tematiche è il rifiuto del dogmatismo: il dovere dello scienziato è quello di esercitare il potere del dubbio. Se pensate realmente di farlo già, leggete questo libro e scoprirete che sono molti i dogmi a cui credete.

La letteratura nazista in America di Roberto Bolaño, Adelphi, € 19

La letteratura nazista in America è un libro del celebre scrittore cileno Roberto Bolaño, pubblicato per la prima volta nel 1998. Il romanzo è costituito da una raccolta di 32 biografie di scrittori, letterati e poeti filonazisti o marcatamente di destra, che hanno cercato il successo nella letteratura. Le biografie sono di varia lunghezza, da poche righe fino a veri e propri racconti, dove sono contenute le vicende editoriali, i rapporti e le connessioni avvenute tra i vari autori, una lista delle opere e delle pubblicazioni, tendenze, influenze e così via. Guardando però bene le date di vita e di morte, qualcosa non quadra: alcuni autori sono morti infatti nel 2015 o giù di lì. Capiamo quindi che tutti gli uomini di cui Bolaño racconta le gesta non esistono, sono solo frutto della sua immaginazione. La letteratura nazista in America si pone quindi come un complesso e ironico esperimento letterario, «un’antologia vagamente enciclopedica della letteratura filonazista prodotta in America dal 1930 al 2010, un contesto culturale che, a differenza dell’Europa, non ha coscienza di cosa significhi cadere nell’eccesso», come l’ha definito l’autore. Una raccolta di vite del tutto inventate ma per nulla improbabili, vite di un mondo ancora possibile. È anche una riflessione sul mestiere dello scrittore e sul mondo dell’editoria, affrontando temi come il bisogno di riconoscimento e affermazione, le furbate per ottenere consenso, l’ansia dell’insuccesso.

Mon Histoire di Claude Monet, Abscondita, € 14

Non so nemmeno se questo libro sia ancora in vendita. Lo trovai quasi per caso diversi anni fa in uno di quei banchetti che agli angoli delle strade rivendono libri ammuffiti per anni in vecchie soffitte. Per poco non lo avevo scordato anch’io nella mia di soffitta. Poi questo caffè letterario me l’ha riportato alla mente: la biografia di Claude Monet, il padre degli impressionisti, capace di raffigurare l’infinito partendo da uno stagno di ninfee, l’uomo che pretendeva di immortalare l’ombra del tempo mentre stava voltando la pagina da un attimo all’altro. Mon Histoire è in realtà un’intervista, corredata da un’attenta selezione di pensieri e lettere, cui si aggiungono i ricordi degli amici di una vita, come Èmile Zola, Èdouard Manet e Auguste Rodin. È un’antologia, a volte priva di filo logico, uno sconclusionato dipinto impressionista: ogni pennellata da sola vale poco, ma che spettacolo visto nel suo insieme! Non ho mai scordato l’immagine di Monet, ormai vinto dalla miopia e dalle cataratte, incapace di distinguere i colori, che continua imperterrito a dipingere le sue ninfee, «guardando con l’olfatto e con il tatto, non più con gli occhi». Cosa aveva visto nei riflessi di quei fiori sull’acqua? Cosa aveva intuito? Dopo una rapida ricerca, pare che il libro sia effettivamente un po’ difficile da rimediare online, non vi resta che andare a caccia agli angoli delle strade, dove si annida l’imprevisto.

Brama di vivere di Irving Stone, Corbaccio, € 20

«Per me Van Gogh è il più grande pittore tra tutti. […] La sua padronanza del colore è magnifica, trasformò il suo dolore, il peso della sua vita tormentata in un’estatica bellezza. Il dolore è facile da rappresentare, ma usare la collera, il colore, per rappresentare l’estasi e la gioia, e la grandezza del mondo; nessuno lo aveva mai fatto prima e forse nessuno lo rifarà mai». Con queste parole Van Gogh, incompreso quanto tormentato pittore, è rappresentato e celebrato persino in un episodio della serie tv britannica Doctor Who. La figura del geniale pittore olandese sembra non passare mai di moda, è di fatto protagonista d’innumerevoli film, studi e libri di testo; così come la sua arte non smette mai di essere apprezzata e ammirata in tutto il mondo. Forse è proprio per questo che la biografia romanzata che ne ha tratto Irving Stone e che fu pubblicata nel 1934 sembra una lettura contemporanea ed estremamente attuale. Nella sua intensità emotiva e artistica, Van Gogh non poteva ricevere rappresentazione più adeguata e coinvolgente di questo testo, che lascia il lettore con un pizzico di malinconia, ma anche con un messaggio pieno di coraggio e fiducia: con la sua forza e determinazione Vincent Van Gogh è una vera e propria fonte d’ispirazione, un artista che crede nelle proprie capacità e passioni, che non si lascia mai schiacciare dal parere degli altri, ma segue il proprio cuore e istinto senza demordere. Ed è grazie alla sua forza d’animo che è divenuto immortale.

I MANGIATORI DI PATATE: PATATE ALLA PIZZAIOLA – a cura di Angela Serena Dorigatti

Visto che Van Gogh è protagonista della mia recensione ho pensato di ricollegare in un certo senso anche la ricetta del mese all’artista, o meglio a una sua opera, “I mangiatori di patate”, che risale al 1885 e che ritrae una famiglia di contadini che pela delle patate e si dedica alla preparazione della cena, soggetto inconsueto e non considerato degno di attenzione al tempo. A proposito di patate, una ricetta molto sfiziosa e semplicissima da realizzare in queste serate di maggio che sembrano serate di ottobre è quella delle patate alla pizzaiola.

Ingredienti 

  •  3 patate grandi
  • 300 ml di passata di pomodoro (oppure del sugo al pomodoro se ne avete da parte)
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • mozzarella, scamorza o provola: 100 gr
  • pangrattato qb
  • formaggio grattugiato qb
  • origano qb
  • basilico qb
  • olio d’oliva qb

Preparazione

Lavate le patate, fatele bollire e lasciatele cuocere per 20-30 minuti circa. Non aggiungete sale, così le patate assorbiranno meno acqua. Intanto preparate il sugo di pomodoro fresco, se non ne aveste già una scorta da parte. In una padella versate un filo d’olio d’oliva e uno spicchio d’aglio. Quando l’aglio comincerà a soffriggere aggiungete la passata di pomodoro o dei pomodori freschi spelati. Aggiungete il sale, il basilico tritato e lasciate cuocere per 10-15 minuti, fino a quando il sugo non si sarà ristretto. Quando le patate saranno lesse e il sugo di pomodoro pronto, prendete una teglia e ungete il fondo con un filo di olio d’oliva. Spellate le patate e tagliatele a fettine spesse mezzo centimetro. Disponete le patate lesse sul fondo della teglia. A questo punto versate il sugo di pomodoro sulle patate in maniera uniforme. Tagliate a fettine sottili la cipolla, la mozzarella o la provola e distrubuitele sulle patate. Poi ricoprite la con una spolverata di formaggio grattugiato (io utilizzo il Trentingrana), origano e una spolverata di pangrattato; infine infornate a 200° per 20 minuti finché le patate non appariranno dorate e croccanti. Per rendere il piatto ancor più saporito si possono aggiungere della pancetta o dello speck a cubetti, oppure si può sostituire la mozzarella con del formaggio più saporito, come ad esempio dell’Asiago.

Articolo a cura di Federica La Terza, Martina Raule, Alvise Renier e Angela Serena Dorigatti

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