I celibi involontari (incel) sono i più rilevanti seguaci della Redpill. Questa teoria è un insieme di idee dozzinali che cercano di spiegare, mescolando ricerche scientifiche e discorsi da bar, come mai i ragazzi etero sotto una determinata asticella estetica non riescano a fornicare, spiegando questo fenomeno con diverse ipotesi sociologiche, che vanno dalla misurazione della mascella ai crimini della libertà sessuale femminile promossa dal femminismo.
Gli incel non sono gli unici seguaci di questa estetica, bensì i più sotto osservazione a causa delle varie vicende di cronaca che hanno coinvolto alcuni di loro in mass shooting, principalmente durante gli ultimi 2 anni. La situazione è tesa al punto in cui è scoppiata una vera e propria fobia del Joker, dovuta al massivo shitposting che associava il personaggio agli incel.

Il discorso si è affievolito molto dopo la clamorosa scoperta, da parte dei preziosi mezzi di informazione italiani, di questo fenomeno vecchio di anni. Ed è piuttosto ambigua come cosa, in quanto la scoperta di un gruppo sociale nuovo dovrebbe seguire quanto meno un’analisi seria di cosa lo generi. L’ultima che sono riuscito a trovare riguarda Open, con un articolo del debunker Juanne Pili, che non aggiunge niente al tavolo se non argomentazioni note e in ritardo di un anno. Vi è però un dato che il pubblicista riporta, riguardante l’aspetto demografico, che è infondato e che dovrebbe essere oggetto di controllo.
Come prima cosa iniziamo a prendere seriamente gli incel e le loro frustrazioni sessuali, in quanto il sesso come bisogno è da anni considerato sullo stesso piano del cibo, e il modello motivazionale dello psicologo Maslow è ad oggi ancora studiato in ambito organizzato.

Sappiamo, inoltre, che l’assenza di soddisfacimento di un bisogno primario per una parte della popolazione può portare alla discriminazione di una o più categorie sociali. Pensiamo al nazismo. L’ideologia servì come passepartout per una ingente riduzione demografica di oltre 15 milioni di persone, utilizzando la discriminazione come criterio su chi dovesse o meno vivere. Questo perché la Germania aveva un’agricoltura di sussistenza che non produceva abbastanza per sfamare la popolazione, problema aggravato con l’embargo commerciale britannico, che contribuì alla morte per fame di quasi un milione di tedeschi fra il 1918 e il 1919. Per lo stesso motivo l’invasione della Polonia aveva come obiettivo il genocidio dei polacchi e l’occupazione delle loro terre. L’impossibilità di soddisfare di un bisogno primario porta, inevitabilmente, alla volontà della popolazione senza accesso di ridurre gli aventi diritto alle risorse, e per fare ciò si utilizza la discriminazione per decidere la nuova allocazione.
Per continuare il discorso prendiamo in considerazione la distribuzione demografica italiana. Nel 2018 la popolazione maschile era di 29.427.627, contro quella femminile di 31.056.366, con una differenza di 1.628.739, donne in più rispetto agli uomini. Ma il problema di questo dato è che comprende tutti i maschi e tutte le femmine, includendo sia gli ottantenni che i bambini delle medie. Prendiamo quindi una fascia d’età specifica per il confronto, in questo caso le persone da 25 a 30 anni.
| Anno | Maschi 25-30 | Femmine 25-30 | DIFFERENZA F-M |
| 1861 | 911500 | 944900 | 33400 |
| 1871 | 1027400 | 1045500 | 18100 |
| 1881 | 1049500 | 1078100 | 28600 |
| 1901 | 1071300 | 1133900 | 62600 |
| 1911 | 1130600 | 1308500 | 177900 |
| 1921 | 1306900 | 1499500 | 192600 |
| 1931 | 1564900 | 1649900 | 85000 |
| 1936 | 1833200 | 1841100 | 7900 |
| 1951 | 1886500 | 2011600 | 125100 |
| 1961 | 1734700 | 1857300 | 122600 |
Come si nota, la differenza tra femmine e maschi dai 25 ai 30 anni è stata positiva per diversi anni dall’unità d’Italia, con un gap inferiore in tempo di pace. Ma quello degli incel è un fenomeno piuttosto recente, quindi controlliamo i dati più vicini ai nostri tempi.
| Anno | Maschi 25-30 | Femmine 25-30 | DIFFERENZA F-M |
| 2012 | 2010221 | 1996225 | -13996 |
| 2013 | 1988897 | 1967507 | -21390 |
| 2014 | 2018965 | 1983976 | -34989 |
| 2015 | 2006557 | 1966417 | -40140 |
| 2016 | 1994113 | 1944647 | -49466 |
| 2017 | 1986497 | 1921081 | -65416 |
| 2018 | 1993127 | 1911045 | -82082 |
In questa seconda tabella il differenziale è negativo, perché ci sono più uomini che donne. A livello sociale la distribuzione per la stessa fascia d’età è stata completamente stravolta. E negli USA la situazione è la medesima.
| Age | Both sexes | Male | Female | |||
| Number | Percent | Number | Percent | Number | Percent | |
| All ages | 323.156 | 100,0 | 158.426 | 100,0 | 164.730 | 100,0 |
| .Under 5 years | 19.929 | 6,2 | 10.193 | 6,4 | 9.736 | 5,9 |
| .5 to 9 years | 20.243 | 6,3 | 10.338 | 6,5 | 9.905 | 6,0 |
| .10 to 14 years | 20.812 | 6,4 | 10.607 | 6,7 | 10.204 | 6,2 |
| .15 to 19 years | 20.908 | 6,5 | 10.617 | 6,7 | 10.291 | 6,2 |
| .20 to 24 years | 21.434 | 6,6 | 10.809 | 6,8 | 10.625 | 6,4 |
| .25 to 29 years | 23.160 | 7,2 | 11.674 | 7,4 | 11.486 | 7,0 |
| .30 to 34 years | 21.695 | 6,7 | 10.816 | 6,8 | 10.878 | 6,6 |
| .35 to 39 years | 21.269 | 6,6 | 10.567 | 6,7 | 10.701 | 6,5 |
| .40 to 44 years | 19.391 | 6,0 | 9.504 | 6,0 | 9.887 | 6,0 |
| .45 to 49 years | 20.638 | 6,4 | 10.123 | 6,4 | 10.515 | 6,4 |
| .50 to 54 years | 20.899 | 6,5 | 10.217 | 6,4 | 10.682 | 6,5 |
| .55 to 59 years | 21.622 | 6,7 | 10.503 | 6,6 | 11.120 | 6,8 |
| .60 to 64 years | 20.078 | 6,2 | 9.399 | 5,9 | 10.679 | 6,5 |
| .65 to 69 years | 17.007 | 5,3 | 8.047 | 5,1 | 8.961 | 5,4 |
| .70 to 74 years | 13.359 | 4,1 | 6.294 | 4,0 | 7.066 | 4,3 |
| .75 to 79 years | 8.912 | 2,8 | 3.944 | 2,5 | 4.968 | 3,0 |
| .80 to 84 years | 5.647 | 1,7 | 2.506 | 1,6 | 3.141 | 1,9 |
| .85 years and over | 6.154 | 1,9 | 2.270 | 1,4 | 3.885 | 2,4 |
| .Under 15 years | 60.984 | 18,9 | 31.138 | 19,7 | 29.846 | 18,1 |
| .15 to 17 years | 12.979 | 4,0 | 6.582 | 4,2 | 6.397 | 3,9 |
| .18 to 20 years | 12.243 | 3,8 | 6.248 | 3,9 | 5.996 | 3,6 |
| .21 to 44 years | 102.633 | 31,8 | 51.157 | 32,3 | 51.476 | 31,2 |
| .45 to 64 years | 83.237 | 25,8 | 40.242 | 25,4 | 42.995 | 26,1 |
| .65 years and over | 51.080 | 15,8 | 23.059 | 14,6 | 28.021 | 17,0 |
Non è una novità che nascano più maschi che femmine, ma tutti i fenomeni che producono una riduzione quasi esclusiva di maschi (guerra, crimini violenti, incidenti sul lavoro) sono calati drasticamente. In valori assoluti nemmeno i fenomeni emigratori aiutano, in quanto già adesso sono principalmente gli uomini ad andarsene, e la bilancia demografica non ha comunque mostrato miglioramenti incisivi.
In tutto ciò molti incel fanno politica extraparlamentare, e come detto prima si tratta di ridurre le teste per rendere più accessibili per loro il soddisfacimento dei bisogni primari. Per questo è inevitabile che richiamino a idee nazionaliste e identitarie sia all’estero che in Italia, perché discriminare serve in primo luogo a far avere la stessa torta a meno gente. Nella fascia d’età 25-30 anni la differenza fra stranieri e straniere residenti in Italia è di 4.571 maschi in più, anche per questo le agende populiste hanno presa su alcuni giovani, che si ritrovano sempre più spesso a condividere esperienze negative riguardanti le donne.
Se per miracolo si riuscisse a far lavorare ogni persona della penisola, si azzerasse ogni forma di criminalità, si vivesse in un paradiso in terra e il femminismo venisse completamente sradicato dalle menti delle persone come vorrebbe l’alt-right (nonostante il fatto che limitare la libertà sessuale non cambierebbe nulla, in quanto se ogni ragazza 25enne si sposasse oggi stesso con un coetaneo ne rimarrebbero esclusi altri 20.000), ci sarebbe comunque una parte della popolazione sparsa sul territorio incapace di soddisfare un bisogno primario, che utilizzerebbe internet per aggregarsi e promuovere idee col fine ultimo di ridurre la quantità di “concorrenti” sulla penisola, e ritornare a meccaniche sociali più inclusive verso di loro nella sfera affettiva e sessuale.
Si sono raggruppate online centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo, che promuovono agende razziste e sognano lo stravolgimento della società ad ogni costo. È facile pensare che siano un branco di idioti se non si razionalizza la situazione, ma la realtà è che sono una esternalità negativa della nostra società, un effetto collaterale del progresso.