«Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono.»
William Blake – con queste parole – come si suol dire “c’aveva visto lungo”. Ma io aggiungerei che anche quando la macchina da presa e la natura si incontrano, succedono delle vere e proprie chicche. O meglio, in linea di massima vengono fuori gran bei film.
Concordando con questo concetto, esistono una miriade di film in cui la Natura spicca e gioca un ruolo di fondamentale importanza, arrivando a essere perfino una coprotagonista. Ovviamente la natura è agevolata dal fatto che ha un duplice ruolo, può spiccare sia a livello visivo che a livello narrativo, andando a influenzare la storia.
I film di cui la nostra grande Amica Verde e rigogliosa è partecipe sono tanti quanti i fili d’erba presenti in un giardino. Pensiamo a The Revenant, crudo thriller drammatico con Leonardo DiCaprio, dove la Natura è prima nemica del protagonista e poi amica, secondo la logica in cui: «il nemico del mio nemico è mio amico», aiutandolo nella sua spietata vendetta; oppure al musical Into the Woods dove la grande madre Terra viene piegata a piacimento dalla magia, complici anche gli effetti speciali; o i famosi disaster movie, dove essa sembra prendere le caratteristiche tanto decantate da Leopardi mentre si ribella a tutto quello che l’uomo ha fatto e costruito. Un esempio potrebbe essere San Andreas, dove il gigante buono Dwayne Johnson e compagnia si trovano a far fronte a uno dei più grandi terremoti mai scatenati. E può anche fare da sfondo a una love story. Per i più romantici consiglio Laguna Blu e La mia Africa.
Ma il meglio deve ancora venire. Perché per chi non ha intenzione di abbandonare il bambino che è stato una volta, la Natura si può trovare in molti dei film Disney. La Casa di Topolino infatti, sembra avere una grande stima di essa. Pensiamo a film come Il re leone, Bambi e Tarzan. Ma una menzione speciale va a Pocahontas, film del 1995, che con la sua Nonna Salice ha fatto divertire bambini e bambine di tutto il mondo.
Potrei continuare a sciorinare film per ore. Ma nello specifico ho scelto alcuni esempi in cui la Natura è presente, sia a livello visivo che simbolico e che ha regalato agli spettatori emozioni che li hanno accompagnati per molto dopo la visione del film.
Il più recente tra la mia Top Three è Tracks – Attraverso il deserto. Film recente ma non recentissimo, è del 2013. Diretto da John Curran, il film è tratto dal libro autobiografico Orme, il quale racconta la vera storia di Robyn Davidson, che nel 1977 attraversò il deserto australiano per 2.700 km con la sola compagnia di quattro dromedari e il suo amato cane Diggity.
Il film per molti versi è un “Into the Wild” al femminile, dove la protagonista – il cui volto ha le sembianze della magistrale Mia Wasikowska – affronta questo viaggio per ritrovare se stessa e superare dolorosi ricordi di infanzia. Essenzialmente è la storia di un viaggio interiore, scandito dagli straordinari e aspri paesaggi del deserto, i quali aiuteranno la protagonista a scendere a patti col suo passato.

Ovviamente nella compilation non poteva mancare Into the Wild – Nelle terre selvagge. Scritto e diretto da Sean Penn, il film del 2007 è tratto anch’esso da un libro. Questa volta è Nelle terre estreme di Jon Krakauer, in cui si racconta la storia di Christopher McCandless, giovane che subito dopo la laurea abbandona la famiglia e intraprende un viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti per raggiungere le sconfinate terre dell’Alaska. Il protagonista, interpretato da un sorprendente Emile Hirsch, per sfuggire a una società capitalista che non condivide, si rifugia nella natura selvaggia e incontaminata, unico luogo in grado di renderlo davvero felice.
Il regista racconta magistralmente la storia di un ragazzo alla ricerca di sé, raccontando sogni, inquietudini e desideri. Tutto questo senza farlo apparire come chissà che martire o eroe, ma raccontando semplicemente le avventure di un ragazzo alla ricerca della libertà. Il tutto accompagnato da una fotografia curata ad opera d’arte, che ci regala la bellezza di paesaggi mai visti prima. Bellezza che viene sottolineata da Christopher nel film: «Vivere soltanto vivere; in quel momento, in quel luogo. Senza mappe, senza orologio. Senza niente. Montagne innevate, fiumi, cieli stellati. Solo io e la natura selvaggia.»

Ultimo ma non ultimo, è il film del 1993 diretto da Agnieska Holland. Anch’esso tratto da un libro – sembra che gli scrittori adorino la natura più dei registi – in questo caso dell’autrice inglese Frances Hodgson Burnett. Se non avete ancora capito, sto parlando de Il giardino segreto. Film sia per grandi e piccini, esso narra le avventure di Mary Lennox, una bambina di 10 anni che a seguito di una tragedia viene catapultata nel cuore della brughiera inglese. Lasciata sola per la maggior parte del tempo, Mary non può fare altro che andare in esplorazione, con la curiosità che contraddistingue tutti i bambini. Ed è in una di queste esplorazioni che Mary trova una chiave che le cambierà la vita per sempre. La chiave del giardino segreto, un luogo chiuso ormai da anni e lasciato a morire. E sarà proprio la voglia di salvare quel giardino, a fare uscire Mary dal suo guscio e a cambiarla radicalmente, sia dentro che fuori. La testardaggine della bambina e il giardino lavorano assieme e fanno il miracolo: ridanno vita al castello e ai suoi abitanti, quasi con la stessa forza di un incantesimo. All’interno del film, la Natura è vista quasi come una “mamma”, la quale osserva amorevolmente e si prende cura di tutti i suoi figli.

La natura può essere molto o poco importante per ognuno di noi, fatto sta che è parte integrante delle nostre vite. Dall’albero in cui ci si arrampica da piccoli al picnic che si fa con gli amici da adulti. Da sempre fedele amica e musa per gli artisti, essa è capace di regalarci delle meraviglie che nemmeno gli effetti speciali più sofisticati, sono in grado di ricreare. O meglio, non possono regalare lo stesso tipo di emozione, data dalla consapevolezza che davanti ai nostri occhi possano accadere eventi a tinte quasi magiche.
Per questo voglio concludere con le parole di Mary Lennox: «E se guardate bene, vi accorgerete che tutto il mondo è un giardino.»