E quindi, questo Stranger Things 3?

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Uno sproloquio sull’ultima stagione della serie tv più attesa dell’estate

Sono passate ormai due settimane dall’uscita di Stranger Things 3 e tutti gli amanti della serie sicuramente si saranno già messi in pari con le avventure di Eleven e i suoi amichetti: tra chi se l’è divorata in una nottata e chi ha fermamente lottato con sé stesso per riuscire a guardare un solo episodio al giorno, bene o male siamo giunti tutti alla fine. Quindi questo articolo conterrà da qui in poi una marea di spoiler! Siete avvisati.

Oggi non intendo fare una recensione approfondita della serie: è estate, suvvia, nessuno ha voglia di leggere e scrivere cose troppo serie. Vi propongo quindi uno sproloquio, un flusso di coscienza, pareri opinioni e impressioni a raffica, senza filtri e senza censure, per cercare di capire un po’ dove siamo arrivati e dove stiamo andando.

Partiamo dalla prima scena, direi: degli scienziati russi e pazzi stanno creando un mega raggio laser per aprire un nuovo varco per il Sottosopra. Ma perché? Cosa ve ne fate di Mind Flyers e demogorgoni? Armi da guerra? Volete conquistare l’America? L’unica cosa a cui riesco a pensare è: «Oh no, ho sbagliato, ho rimesso la seconda stagione». La terrificante paura di ritrovarmi davanti ad una copia esatta della seconda stagione, quasi mi convince ad abbandonare immediatamente la serie. Ma poi parte la sigla e non si può resistere al cupo beat degli anni Ottanta e cosi canticchiando uno stonato “tu tu tu tu tuuuu”, vado avanti.

Un anno dopo siamo nella baracca di Eleven e Hopper, dove in una scena un po’ cringe vediamo un bacio appassionato tra El e Mike. Io, sentendomi totalmente Hopper in quel momento, storco il naso. Non siamo abituati, noi cacciatori di gioie nelle serie tv, a queste scene di affetto. Ma va bene, dai, si preannuncia qualcosa di più divertente e diverso dal solito. I nostri protagonisti stanno affrontando l’adolescenza!

La prima puntata in fin dei conti scorre abbastanza allegramente. Tutti i nostri personaggi sono cresciuti rispetto alla prima precedente stagione: Dustin è andato a fare un campeggio per nerd dove ha incontrato la donna della sua vita, della cui esistenza nessuno è certo, El, Mike, Lucas e Max fanno i piccioncini in giro per Hawkins, Nancy e Charlie lavorano per un giornale, rispettivamente come schiavetta e fotografo, Billy fa il bagnino e corteggia le signore locali, Steve fa il gelataio, Joyce fa sconti al negozio di ferramenta, Hopper sempre il solito burbero sceriffo. Solo Will fa quello che fa sempre: sgranare gli occhi per i momenti salienti e giocare a D&D (Renè Ferretti direbbe: «su, fammi una faccetta basita!»). Abbiamo nuove reclute ovviamente: Erica, la sorella più piccola di Lucas, irriverente e testarda, e Robin, la bellissima collega di Steve, intelligente e grintosa, la nuova bad ass della situazione. Due acquisti positivi per la stagione e certamente una boccata d’aria fresca.

Tra brividi sul collo, calamite che cadono, topi che esplodono e gente indemoniata che scompare da un momento all’altro, tutti i nostri protagonisti prendono coscienza che una nuova (no, non nuova, è sempre quella), un’ennesima minaccia si aggira per Hawkins. Ognuno segue la sua pista investigativa e si formano così quattro gruppetti d’assalto: El, Mike, Lucas, Will e Maxine, che cercano di capire cosa passa per la testa del palestratissimo Billy; Nancy e Charlie che da bravi reporter cercano di capire perché i topi hanno iniziato a mangiare il terriccio ricco di sostanze chimiche di una certa ditta; Joyce e Hop cercano di capire quanto grande deve essere un campo energetico per far cadere i magneti dal frigo; Steve, Robin, Dustin e Erica decrittano messaggi russi e scoprono che gli scienziati pazzi della prima scena hanno deciso di aprire questa maledettissima porta per il Sottosopra proprio sotto il centro commerciale in cui lavorano.

La suddivisione della storia fa si che il ritmo sia sempre molto sostenuto e rapido: le scene in sé, favorite sempre da un montaggio fulmineo e scattante, si susseguono senza sosta creando molta tensione e aspettativa tra gli spettatori. I cliffhanger rimangono senza dubbio un punto a favore dei fratelli Duffer, che costringono a un binge watching senza vergogna e senza pudore. Però bene o male quello che succede è abbastanza ripetitivo: botte, sangue, pugni, El che solleva cose, El che spia gente, ancora sangue, ancora pugni.

Fortunatamente ci sono anche un po’ di problemi di cuore da risolvere a tener viva l’attenzione. El e Mike che si amano e si odiano, Will che non vuole crescere e trovarsi una ragazza, ma preferisce rimanere bambino e continuare a giocare con la fantasia, la signora Bayers un po’ stanca della vita e in crisi di mezza età, Hopper che cerca di essere una persona un po’ meno grezza e brusca, Steve che crede di aver finalmente fiducia nell’amore dopo la dura rottura con Nancy ma che riceverà invece soltanto due di picche e Robin alle prese con il coming out.

Taglio corto e vengo al dunque: complessivamente direi che è stata notevolmente una stagione più interessante della seconda, che mi aveva totalmente deluso, l’avevo trovata noiosa e decisamente troppo cupa. Non è chiaramente al livello della prima: manca quella fantasia, creatività e enigmaticità della prima serie, così avvincente, così criptica. Spicca decisamente il volo nell’uso degli effetti speciali, che in questa stagione sono stati davvero incredibili, regalando scene molto intense e pulsanti. Ho amato il quartetto Steve-Robin-Dustin-Erica: l’avventura più interessante e intricata ma anche la più divertente.

Il cast continua ad essere forte, ben amalgamato e ricco di complicità. Eleven, sebbene mi piaccia sempre meno di puntata in puntata, ammetto che mi ha fatto piangere nel tragico finale di questa terza stagione. C’è poco da discutere sulle sue capacità, ci regalerà grandi performance nella sua futura proficua carriera. Anche gli altri “bambini” non se la cavano male, specialmente Dustin, che continua ad essere uno dei personaggi più convincenti e importanti.

Ma, devo dirlo, non sono sicura di volere un’altra stagione: questa terza mi è sembrata una rivisitazione della seconda, senza nessuna grossa novità. Certo, il finale è stato molto intenso e ha lasciato aperte grandi possibilità, ma bisogna vedere se saranno in grado di sfruttarle bene o se non ci ritroveremo davanti alla minestrina riscaldata di demogorgoni, russi e ad una quantità sconsiderata di pugni e sangue. Stranger Things bisogno di un totale rinnovamento. La prima stagione era intrigante per tutti i misteri scientifici, per gli esperimenti segreti e per i poteri di El ancora tutti da scoprire, e non solamente per il Sottosopra e la lotta al demogorgone. Ma qui ci stiamo perdendo in enormi battaglie che non portano da nessuna parte, non c’è più niente di nuovo da scoprire. Mi rimangerò ogni parola? Lo spero.

Sono nata a Chioggia, negli anfratti della Laguna Veneta. Studio Filosofia all'Università di Padova. Attualmente vivo in Germania per il mio anno in Erasmus all'Università di Tubinga. Amo viaggiare, amo l'arte e la letteratura, il buon cibo, i cani e soprattutto amo il cinema e il teatro. Qui su Cogito cerco di raccontarvi il meglio di queste due arti meravigliose.