Intervista ai Giorgio

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Sconosciuti anche come Noi siamo Giorgio

«Giorgio è un tipo noioso, indistinto. Ogni mattina si sveglia presto, fa colazione, una doccia veloce. Camicia bianca, completo blu scuro uguale a quello di tutti gli altri giorni, comprato in stock, con un’offerta 3×2 al discount di abiti in periferia. Cintura in pelle nera, scarpe abbinate, cravatta. Esce di casa, prende il treno, la metro, più raramente gli autobus, sempre affollati e in perenne ritardo. Ogni giorno, otto ore di lavoro con pausa pranzo. Menù operai alla tavola calda sotto il palazzo aziendale, quella piazza grigia, che lascia speranza a qualche sprazzo di verde ma sempre filtrato da una coltre di nebbia, smog: una miniatura della pianura padana. Giorgio mangia, finisce il suo lavoro e torna a casa, con un nuovo libro, un film in streaming, il pensiero di adottare un gatto. Passa le giornate nella sua routine, con rare e sporadiche eccezioni. Giorgio è un tipo indistinto, noioso.»

Giorgio nasce dalla fantasia di due giovanotti «pericolosamente vicini ai 30», nati e cresciuti nelle campagne della laguna veneta, Lorenzo e Mattia. Due giovani talenti ai loro primi lavori come duo, un progetto nato da poco ma che tra musica, cinema e poesia sembra pronta a dare grandi risultati. Una piccola band che con il suo “kind of indie” ha già conquistato noi di Cogito et Volo: li abbiamo intervistati per conoscere meglio questo progetto e questo fantomatico Giorgio!

Ciao ragazzi! Raccontatemi un po’…chi è questo Giorgio? Quanta finzione e quanta realtà c’è in lui? Quanto c’è di voi in Giorgio?

In un panorama musicale dove tutti vogliono essere belli, tutti vogliono essere alternativi, tutti perfetti, tutti in HD, anche sui social, noi vorremmo essere a “bassa qualità”. Non tutto deve essere così luminoso e perfetto. Giorgio rispecchia proprio questo concetto. Giorgio non sarà mai e non vuole essere una rock star. È semplicemente Giorgio. Una persona normale, noiosa, un operaio tra tanti. E noi vogliamo tornare a questa normalità sia nello stile sia nel personaggio. Certamente ci rivediamo in lui, i nostri testi parlano chiaro. Ma Giorgio è senza volto, non vogliamo sovrapporci a lui, non devi immaginartelo come Lorenzo&Mattia. È semmai il terzo membro segreto di questo gruppo. Giorgio non ha identità specifica, può essere chiunque. Giorgio è quello che non deve per forza essere alternativo ma che quotidianamente nel suo piccolo spazio porta avanti le sue battaglie. Noi siamo la normalità, che poi non si sa bene cosa sia, ma sicuramente non è essere trasgressivi per forza.

Siete solo all’inizio ma mi sembra che abbiate grandi progetti per l’ormai vicinissimo 2019. Quali sono i vostri programmi? Possiamo sperare anche in qualche data in giro per il Veneto e non?

Lorenzo: Abbiamo dei contatti per suonare ad alcuni festival di musica nelle prossime stagioni, ma Giorgio nasce come un progetto sostanzialmente online, non è destinato a girare molto. È complicato anche a livello pratico, siamo solo in due ed è difficile mettere su un ensemble che suoni con noi ed è molto dispendioso. A noi interessa che la gente ascolti la nostra musica, che gli piaccia e che canti le nostre canzoni. Siamo rintracciabili su You Tube, su Spotify e compagnia bella. Giorgio è un progetto fine a sé stesso, non vogliamo diventare ricchi con questo. Vogliamo solo che il pubblico senta quello che abbiamo da dire, attraverso la musica.

Mattia: Non puntiamo andare per pub e localini a fare la serata, dove nessuno ti ascolta davvero perché tutti volevano la cover band di Vasco Rossi. Noi vogliamo che la gente ci ascolti davvero. Ora nei prossimi mesi faremo uscire un po’ alla volta tutti i pezzi del nostro album, di cui gireremo anche i video.

Proprio questo volevo chiedervi! Mi sembra di aver capito che tutto quello che fate è interamente vostro…

Lorenzo: Il bello di questo progetto è che tutto è fatto da noi: dalla prima nota della canzone, alla scrittura dei testi, dalle musiche, ai video

Mattia: Anche lo studio nel mio scantinato l’abbiamo fatto noi! Anzi l’ho imbiancato quasi tutto io.

Lorenzo: Veniamo da percorsi molto diversi alla fine: io ho sempre suonato la chitarra ma Mattia nasce principalmente come fotografo e faceva le foto ai concerti del mio precedente gruppo. Ci siamo conosciuti così, siamo diventati amici, gli ho detto di prendersi un basso, l’ha fatto e ora siamo Giorgio. E con studio e dedizione, prendendo questo gruppo come un impegno serio, ci siamo dati delle scadenze, ci siamo trovati settimanalmente per cercare il nostro sound. E ora l’abbiamo trovato.

Come si vede bene dal video clip di Mostri, la musica non è il solo vostro interesse. Il cinema sembra una parte molto importante di questa canzone. Che rapporto avete col cinema?

Lorenzo: Ci piace molto l’idea di prendere spezzoni di film da inserire nei nostri video, ci piace prendere qualcosa di già pronto, conosciuto e dargli un nuovo significato. Una specie di Ready Made, insomma. Finché la SIAE non ci fermerà, chiaramente. Ci piace anche molto usare delle tracce audio come tappeto sonoro da inserire nelle nostre canzoni.

Mattia: Oltre a cinema e musica aggiungerei anche poesia, arte e letteratura tra i nostri interessi, sono cose che ci accomunano molto (ndr. interviene Lorenzo «senza tirarcela troppo», risate generali). Io ho studiato fotografia per molto tempo e mi piace includere anche questa parte di me nei video che creiamo. Anche le poesie che scrivevo, tempo fa, hanno influito nei testi di Giorgio.

Lorenzo: Ci piace citare i grandi film e amiamo molto le colonne sonore, le musiche per il cinema. Mi piace pensare a quel re minore che significa che qualcosa di fondamentale sta per succedere. L’immagine a sostegno della musica, ecco.

Guardando la tracklist del vostro album si sente aleggiare un’aria cupa e di mistero: Neon, Mostri, Alieni. Si respira un’aria surreale. Perché? Cosa volete comunicare principalmente ai vostri fan?

Mattia: Oddio, non ci avevo mai pensato a che tono deprimente potesse avere! In realtà c’è più che altro una tendenza a lamentarsi, ma a lamentarsi a fin di bene, insomma, sperando che le cose vadano meglio. Ad esempio Neon vuole trattare il problema dell’inquinamento luminoso, mentre con Alieni abbiamo giocato sui vari sensi che questa parola ha, concentrandoci sul senso di alienazione. Non ci vedrei però una presa di posizione politica.

Lorenzo: Mostri invece, riprendendo l’opera di Goya Il sonno della ragione genera mostri, parla appunto dei mostri interiori che ognuno di noi si crea, di quei pensieri malsani che ti paralizzano, ma di cui bisogna diventare consapevoli per poterli affrontare. Nel nostro caso il mostro è stata la gelosia, ma può essere tantissime altre cose, la depressione, la tristezza. Ogni ascoltatore ha il suo mostro, immagino.

Mattia: Lasciamo libera interpretazione! Tutti possono avere delle illuminazioni, noi intanto vogliamo comunicare le nostre.

Ci avviciniamo alla fine…quali artisti hanno influenzato maggiormente il vostro Giorgio, nella scrittura dei testi e come stile musicale?

Ci piacciono molto i Wombats, i Depeche Mode (anche se siamo musicalmente molto distanti da loro), più recenti i Selton, le Luci della Centrale Elettrica. Il cantautorato degli anni 70, come De André e soprattutto Rino Gaetano: ci piace molto come canta e spesso ci viene da imitarlo, ci piace come persona e i suoi testi. È una figura “Giorgio-friendly”: poteva cantare tranquillamente nell’ambito londinese, senza sfigurare, ma aveva quest’animo profondamente italiano, ben localizzato, strettamente identificato con la sue radici meridionali. Non ha mai voluto cantare in un italiano perfetto perché era un tutt’uno con le sue radici. E anche Giorgio è così, è attaccato al suo piccolo comune, alla sua piccola regione della pianura veneta, è molto territoriale. E questo gli basta.

La nostra intervista si conclude così. Vi invitiamo a seguire la loro pagina Instagram (che tra l’altro ha un bellissimo concept, @noisiamogiorgio) e ad ascoltare il loro primo singolo in attesa di tante belle novità!

Sono nata a Chioggia, negli anfratti della Laguna Veneta. Studio Filosofia all'Università di Padova. Attualmente vivo in Germania per il mio anno in Erasmus all'Università di Tubinga. Amo viaggiare, amo l'arte e la letteratura, il buon cibo, i cani e soprattutto amo il cinema e il teatro. Qui su Cogito cerco di raccontarvi il meglio di queste due arti meravigliose.