L’Erasmus: l’esperienza che ti cambia la vita?

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L’Erasmus, tra miti da sfatare e consigli pre-partenza.

Per noi studenti si tratta di una di quelle pulci che ci mettono all’orecchio ben prima di mettere effettivamente piede in Università. Perché, sì, in fondo tutti abbiamo l’amico o il collega di corso che ogni volta che ci vede al pub ci dice: “Devi farlo per forza, fai domanda per partire appena puoi, è stata l’esperienza più bella della mia vita, mi ha cambiato e lo rifarei altre mille volte” oppure qualcun altro che risponde e smentisce: “Ma no, ma va… A me non è sembrato qualcosa di così incredibile, anzi, è una perdita di tempo e non ti convalidano nessun esame”.

Per non parlare poi delle foto che ci vengono mostrate, delle incredibili storie che ci vengono raccontate, delle pagine Facebook, Instagram e blog dedicati… Sì, proprio un argomento da cui è quasi impossibile sfuggire e credo che tutti voi, almeno una volta, avete anche solo dato una sbirciata ai bandi di selezione.

Ma perché tutti ne parlano?
Personalmente, dopo aver sentito le opinioni più disparate, un’occhiata ai bandi di selezione l’ho data ed anche alle mete previste per la mia facoltà. Ma ciò che mi ha veramente spinta a candidarmi è stata la curiosità e la voglia di dare una mia risposta alla fatidica domanda: “L’Erasmus è veramente l’esperienza che ti cambia la vita?

Dopo aver passato cinque mesi nella capitale francese, raccogliendo, scambiando e ascoltando esperienze ed opinioni di studenti da tutto il mondo, devo ammettere che ci sono alcuni luoghi comuni sull’Erasmus da sfatare prima di rispondere alla domanda.

UNO. Non parto in Erasmus perché non convalidano nessun esame: FALSO!

Ovviamente un corso di studi tenuto in Italia non potrà mai combaciare perfettamente con uno tenuto da qualsiasi altra università all’estero. Cambieranno alcuni argomenti, il numero d’ore di lezione e la metodologia dell’insegnamento, ciononostante dire che è impossibile ottenere l’equipollenza dei crediti è errato. I docenti referenti per le diverse aree accademiche di ciascuna facoltà sono molto flessibili su questo punto e cercano sempre di guidare ed aiutare gli studenti nella scelta delle materie da seguire all’estero, andando incontro alle esigenze di ognuno e approvando programmi anche non del tutto uguali a quelli tenuti in Italia, purché vi sia una certa linea di coerenza tra i due corsi.

Io ed una mia compagna di corso abbiamo scattato questa foto per dimostrare che questi erano i libri richiesti per preparare un esame da soli 5 CFU!

Consiglio: se il vostro piano di studi lo permette, scegliete un corso che è “tipico” dell’università che vi ospita e che non trovate nella vostra università di partenza, potrebbe essere un trampolino di lancio per lo studio di materie che fino a quel momento avete ignorato o di cui non sapevate nemmeno l’esistenza e che in realtà potrebbero molto interessarvi.

DUE. È una perdita di tempo e non si studia niente: FALSISSIMO!

Frequentare un’università estera, seguire corsi in lingua e conoscere ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo non è, assolutamente, una perdita di tempo! La metodologia di insegnamento è sicuramente diversa da quella a cui siamo abituati in Italia, ma ciò è positivo perché ci permette di capire le differenze tra il nostro sistema universitario e quello dell’università che ci ospita, confrontarli e fare in bilancio di pregi e difetti.

Per esempio, molte università europee prevedono un sistema di “petits contrôles”, cioè test svolti una o due volte al mese per verificare la comprensione degli argomenti affrontati in classe, spesso è richiesta una partecipazione molto attiva, con interventi e dibattiti in aula, oltre che proposte di ricerca di gruppo o individuali che includono la produzione di papers.
Risultati immagini per erasmus exams

La mole di studio e la difficoltà dell’esame, invece, dipendono dal corso che si è scelto di frequentare, dalla lingua in cui è tenuto e, soprattutto, se è un corso destinato solo agli “international students” oppure se è un corso “misto”, cioè sia per studenti Erasmus che autoctoni. Infatti, se decidete d’iscrivervi ad un corso misto sicuramente incontrerete qualche difficoltà in più perché dovrete confrontarvi con colleghi che sono madrelingua e conoscono bene le modalità di insegnamento, invece i corsi pensati solo per international students sono più “facili” da seguire, proprio perché si tiene conto della diversa provenienza e background accademico di ciascun studente. Ma questo non significa che avrete particolari facilitazioni.

Consiglio: in base alle vostre esigenze potreste scegliere di seguire corsi sia di un tipo che dell’altro. Frequentare con studenti autoctoni vi aiuterebbe ad instaurare rapporti di amicizia con coetanei del posto, a migliorare la conoscenza della lingua ed inserirvi meglio nel tessuto sociale della città che vi ospita

TRE. La prima settimana è orribile: FALSO!

Provate ad immaginare: siete appena arrivati nella città dove passerete il prossimo semestre (o anno) accademico, non siete curiosi di vedere com’è?
I primi giorni sono quelli di ambientazione e di “esplorazione”, il che significa uscire con uno zaino in spalla, scarpe comode, cartina o Google Maps alla mano, macchina fotografica e via a perdersi tra le vie della città!

È così che si scoprono i musei più interessanti, i bar più fighi, le discoteche più in, le terrazze con le viste mozzafiato, le vie dove fare shopping e tanto altro; non di certo stando chiusi in stanza a rammaricarsi per la lontananza da casa!Certo, potreste avere qualche impiccio legato ai documenti ed alle scartoffie da presentare, ma nulla di eccessivo.

Consiglio: sono solo un paio di carte da compilare, non fatevi prendere dal panico!
Nostalgia di casaQUATTRO. In Erasmus si mangia male: ABBASTANZA FALSO

Siamo i proprietari del nostro carrello e possiamo decidere autonomamente sulla nostra dieta: non incolpiamo la tradizione culinaria di un altro stato! Certo, se andate negli USA o in Germania con l’idea di mangiare la migliore pizza Margherita della vostra vita, beh… direi che avete sbagliato destinazione.

Cercate di allontanarvi dallo stereotipo classico dell’italiano che difende pizza e pasta a denti stretti, d’altronde se siete interessati a passare un po’ di tempo all’estero vuol dire che avete una certa sensibilità ed interesse per le culture e le tradizioni diverse dalle proprie, perciò lasciatevi andare!

Consiglio: Assaggiate i cibi e le bevande tipiche del posto che vi ospita, potreste scoprire gusti e sapori che nemmeno immaginate!

CINQUE. In Erasmus si fanno tante feste: NÉ VERO NÉ FALSO

È diffusa l’idea che durante l’Erasmus si faccia festa ogni giorno, e non si può dire che questa frase sia falsa, ma nemmeno che sia pienamente vera.

Non appena arrivate presso la host university, indipendentemente dalla meta che avete scelto, troverete dei gruppi di ragazzi che vi consiglieranno di seguire sui social alcune organizzazioni che si occupano dell’accoglienza e dell’integrazione dei studenti Erasmus dentro e fuori l’università. La più famosa è sicuramente l’Erasmus Student Network (ESN) che è attiva in tutte le città europee, e non solo, e che organizza eventi, serate e gite fuori porta di ogni tipo e tutti i giorni.

Quasi sempre i membri delle varie “circoscrizioni” ESN sono nostri coetanei, che hanno fatto a loro volta l’Erasmus all’estero e che si prestano a fare da tutor per brevi periodi, aiutare chi ha più difficoltà ad integrarsi nel tessuto sociale o universitario e tanto altro. È anche possibile diventare soci di ESN, iscrivendosi ed avendo accesso a tantissimi vantaggi: dagli sconti presso librerie, ristoranti, pub alle promozioni con Ryanair.

Inoltre una volta che vi fate degli amici ed iniziate a frequentarli spesso vedrete che sarà naturale avere voglia di divertirsi la sera, partecipare a serate internazionali o andare a ballare, ma nulla di esagerato alla American Pie!

Consiglio: divertitevi, festeggiate, conoscete nuove persone  e viaggiate, ma tenete sempre d’occhio le date degli esami!

Penso che leggendo abbiate ben capito che, in realtà, non è possibile dare una risposta univoca alla domanda. L’Erasmus è un’esperienza personale, e la sua unicità è data proprio da questo: tutto dipende da come sceglierete di cogliere l’occasione e dalla sfumatura che darete a quello che vivrete. L’Erasmus può essere ciò che di più bello vi sia successo, la risposta a tutto ciò di cui potreste aver bisogno in quel momento ed altre mille cose, ma dipende tutto da come sceglierete di affrontarlo.
Non si tratta solo di “andare all’estero per aggiungerlo sul CV”, ciò che vivrete non sarà “tutto rose e fiori”.

L’Erasmus ci insegna ad aprirsi a nuove culture, ad affacciarsi sul mondo ed imparare a esserne cittadini, a conoscere sè stessi, a spingersi oltre i propri limiti e paure, a superare gli ostacoli, a cogliere gli attimi e le opportunità, a divertirsi, a sognare ed a guardare lontano.

La gente che incontrerete, i luoghi che vedrete e dove passerete i vostri giorni diventeranno una parte importante di ciò che siete e di ciò che diventerete. Non lasciate che siano i cliché, i luoghi comuni ed i miti a smorzare la vostra voglia di confrontarvi con il mondo.
Prendete coraggio, fate la domanda e partite senza rimorso, sarete voi stessi poi, una volta tornati a dare la vostra risposta alla famosa domanda!

“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?” (Harper Lee) Ciao a tutti! Sono Mirjam e faccio parte del team di blogger di Cogito! Scrivo di ciò che vedo, mi piace leggere, ascoltare musica, fare foto e prendere una valigia e scappare tutte le volte che ne ho l'occasione.