Matt Groening torna al lavoro e, dopo il grandissimo successo dei Simpson e di Futurama, realizza una serie animata che in questi mesi ha decisamente fatto parlare di sè: DISINCANTO.
Trasmessa in streaming su Netflix e disponibile dallo scorso agosto, Disincanto è una serie diversa da quelle già citate perché lineare e coerente nella sua fantasiosa trama.
La storia è ambientata in un medioevo incantato dove luoghi e personaggi sono ispirati al genere fiabesco. A farla da padrone è senza dubbio la magia, tant’è che due dei tre protagonisti sono un elfo di nome Elfo (a proposito di fantasia) e un piccolo e irriverente demone di nome Luci.
Entrambi aiutano la principessa Bean a combinarne di tutti i colori. Questa infatti è una principessa irrequieta e noncurante delle regole. Amante dell’alcol e del divertimento, Bean si caccia spesso in guai che difficilmente l’imbranato Elfo riesce ad evitare; mentre Luci, da buon diavolo, la induce in tentazione.

I due compagni di avventure, proprio per la loro natura fantastica e per i caratteri diametralmente opposti, creano a Bean diverse situazioni buffe e tutte da scoprire.
A fare da sfondo alle avventure dei protagonisti, c’è la storia personale della principessa che, in tenera età, perde la madre. Senza un vero riferimento femminile in famiglia, la principessa si dedica ad una vita malsana ma di cui è comunque fiera poiché la sua priorità è quella di salvaguardare la propria libertà. Difficile, ma allo stesso tempo divertente per lo spettatore, è il rapporto che ha col padre, re Zog, più volte responsabile delle reazioni della figlia.
La serie comunque, un po’ come avviene nei Simpson e in Futurama, ironizza sui personaggi, sulle situazioni e sulle convenzioni della società in cui è ambientato il cartone animato.
Groening fa utilizzo di una serie di citazioni ironiche sia ad opere Disney che delle proprie creazioni. Viene ripreso persino il Trono di Spade in diversi tratti. L’espediente più eclatante è proprio un trono fatto esclusivamente di spade che viene visto soprattutto nelle prime puntate.

Lo sfondo medievale rende il lavoro di Groening difficile, ma decisamente interessante. Viene pensato l’intero regno di Dreamland, con tanto di personaggi e magie. La ricerca della vita eterna, la conquista di territori, le guerre sante, la peste, i matrimoni combinati per unire i regni: tutti temi trattati nella storia e che vengono approfonditi con l’ironia che, in fin dei conti, abbiamo già visto nei Simpson.
A proposito di Simpson. Sono davvero tante le critiche mosse nei confronti di Disincanto: le più diffuse riguardano il confronto massacrante rispetto alle altre celebri serie.
C’è da dire che la serie è pensata per Netflix. Le puntate sono realizzate in modo tale da avere una linea temporale coerente con la trama e un intreccio narrativo più logico possibile. Il tutto, come sappiamo, non avveniva per i Simpson e Futurama dove le storia inizia e si conclude all’interno della stessa puntata.
L’invito, in questi casi, è quello di valutare guardando direttamente la serie. I primi episodi sono veramente noiosi? I personaggi hanno una crescita diversa rispetto a quella di Homer e Marge? Scopriamolo guardando le prime 10 puntate trasmesse su Netflix. Scommetto che aspetterete con trepidazione le altre 10 puntate che completeranno la storia!