Nelle ultime settimane, a seguito della circolare rilasciata dal Ministero degli Interni ai prefetti di tutta Italia, si è parlato molto di sgomberi di case occupate illecitamente. L’argomento, per quanto per alcuni possa sembrare banale, non è fatto semplice da trattare, perché costringe a scegliere una posizione fra diritto di proprietà e diritto all’abitazione.

Diritto di proprietà
Il diritto di proprietà ha radici nel diritto naturale, insieme a quelli alla vita e alla libertà. Si tratta di un diritto fondamentale per il pensiero liberista, alla quale la destra (almeno nelle origini) fa storicamente riferimento. Guardando gli sgomberi con la lente liberista, è chiaro che sia corretto effettuarli disinteressandosi alla presenza o meno di alternative abitative per i bisognosi. La priorità va tutelata, anche a costo di lasciare delle famiglie senza abitazione. Questa prospettiva, condivisibile per molti, non è però l’unica da prendere in considerazione.
Diritto all’abitazione
Il diritto all’abitazione, invece, rappresenta la tutela del buon tenore di vita degli individui, come garanzia di uno standard minimo garantito a tutti. Si tratta di un principio cardine della sinistra e delle destre sociali, spesso posto sopra il diritto alla proprietà. Infatti, se osserviamo gli sgomberi mettendo in primo piano il diritto all’abitazione, è fondamentale attuarli solo dopo aver garantito agli occupanti una soluzione abitativa alternativa, come previsto dal decreto legge 14 del 2017, che obbliga a trovare soluzioni abitative alternative prima di praticare gli sgomberi.
Confronto
Detto ciò, è necessario capire che il tema riguarda un confronto fra due principi, primo pone la proprietà sopra la casa mentre il secondo antepone l’abitazione alla proprietà. Molte realtà politiche, come ad esempio Casapound, nascono dal principio che la casa è un diritto fondamentale, tale da legittimare l’utilizzo di un bene di proprietà altrui, se non vi sono alternative. Esistono, tutta via, anche realtà politiche completamente avverse all’idea di una proprietà violata, anche se per necessità. Spetta per tanto agli individui scegliere quale delle due posizioni preferire, visto che entrambe hanno importanti radici storiche e culturali nel mondo occidentale.
Va aggiunto che, al netto delle possibili posizioni a riguardo, la circolare in questione probabilmente non avrà attuazione, a causa della presenza di una legge già esistente (il già citato decreto legge 14 del 2017) che gerarchicamente si trova sopra alle normali circolari del MdI. Si vedrà solo in futuro il risultato e se vi sarà una conversione in legge.