Vittime di mafia. Intervista a Toni Giorgi

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Mai più nell’ombra, un libro dalla parte delle vittime di mafia, perché non possiamo più aspettare.

Credo che il tema delle vittime di mafia sia oggi giorno ancora un tema poco dibattuto, persone che subiscono reati anche molto violenti, spesso non trovano spazio, non hanno voce, ma soprattutto attenzioni sia da parte dei media che a volte da una parte delle istituzioni. Forse perché ritenuti più un peso che altro, abbiamo forse perso il senso di umanità? C’è un modo per essere dalla parte delle vittime? Dialoghiamo con il Professore Antonino Giorgi, Docente della Università Cattolica di Brescia, psicologo, psicoterapeuta e vittimologo, dopo la scrittura del suo ultimo libro Mai più nell’ombra.

Questo libro tratta in termini molto approfonditi il tema delle vittime di mafia, di criminologia e la cosiddetta psicologia mafiosa, ossia una tipologia di fondamentalismo psichico tale per cui la persona è in realtà una non persona, non prova emozioni, non ha un io, ma questo coincide con il noi della organizzazione a cui appartiene. Le vittime di questa mafia si trovano per questo ad essere oggettificate ad uso e consumo della mafia. Come è possibile aiutare queste persone?

Il libro propone un modello di intervento per le vittime di mafia denominato ASA, per questo si propone di diventare un punto di riferimento per tutte quelle figure professionali che lavorano a contatto con le vittime, tutti gli operatori quali psicologi, insegnanti, medici, volontari, magistrati, forze dell’ordine, operatori sociali.

Il Prof. Giorgi

Buon giorno Professore, grazie per aver accettato questa intervista. Per prima cosa Le vorrei chiedere da dove nasce questo libro, perché ha sentito la necessità di scriverlo?

Questo testo nasce dalla necessità di affrontare per la prima volta in maniera sistematica, il problema dell’aiuto professionale alle vittime di mafia. La sofferenza della vittima infatti è un aspetto che storicamente non ha goduto di grande attenzione, a fronte invece di una maggiore attenzione al ruolo del carnefice. I primi capitoli sono di carattere conoscitivo e divulgativo, e permettono di delineare la fenomenologia mafiosa, differenziando tra le principali mafie italiane. Questa prima parte è finalizzata all’inquadramento della complessità del fenomeno poiché credo che solo partendo da un comprensione profonda del fenomeno sia possibile intervenire efficacemente per fornire supporto alle vittime e per contrastare le mafie. 

Il contenuto di Mai più nell’ombra è prettamente di tipo criminologico e psicologico. In che cosa consiste il piano di intervento che lei propone?

La proposta di intervento declina nel modello definito ASA:

AWARENESS (consapevolezza): area d’intervento dedicata alle persone, gruppi, organizzazioni, associazioni e ad altri attori sociali presenti nella comunità locale al fine di elaborare gli aspetti emotivo-affettivi e cognitivi che la mafia attiva. L’obiettivo è di avviare un contrasto attivo, partecipazione ed empowerment comunitario, al fine di ridurre la pervasività del pensare mafioso, la violenza del fondamentalismo mafioso, e proteggere maggiormente la comunità.

SUPPORT (supporto): specifiche modalità di supporto psicologico di cui necessitano le diverse figure professionali e/o volontarie che hanno un contatto diretto con la fenomenologia mafiosa.

ASSISTANCE (assistenza): insieme di indicazioni di intervento per la presa in carico delle vittime di mafia sia dirette che indirette. Rappresenta la cornice di riferimento da cui poi definire nello specifico l’intervento, in relazione alla soggettività delle persone assistite e delle loro esperienze di incontro con le mafie.

Nel libro ci sono molti contributi, addirittura una prefazione di Nando Dalla Chiesa e dei saggi di Antonio Nicaso e di alcuni suoi allievi che arricchiscono il contenuto del libro. Ci vuole parlare di questi contributi? Quale quid aggiungono?

I contributi citati propongono alcuni sguardi sulla fenomenologia mafiosa, alcuni di natura disciplinare diversa, sintonici a volte e distonici in altre, al nostro sguardo. Ritengo è importante il contributo di voci “altre” che ci mettono in discussione e ci rafforzano per una sempre più efficace lotta alla mafia, al metodo mafioso e alla cultura mafiosa. Inoltre i contributi proposti si pongono l’obiettivo di una complessificazione ed un approfondimento delle tematiche inerenti l’intervento nei tre diversi livelli.

La copertina del libro Mai più nell’ombra

In conclusione ciò che emerge da questa intervista e da questo libro è una luce di speranza, una speranza per delle persone che sono vessate dalla mafia che finalmente possono uscire dall’ombra, da una attenzione che viene troppo spesso dedicata al carnefice, ma mai alla vittima. Finalmente esiste un modello di intervento in grado di ridare sicurezza e dignità alle vittime.

 

Sono nato a Brescia nel 1994. Laureato in Giurisprudenza, mi interesso di criminologia, vittimologia, diritto penale e storia. Scrivo con l'intento di offrire punti di vista diversi rispetto alla visuale comune, per una diffusione della cultura della legalità.