Johnny è un giovane soldato. Quando torna da Laggiù, dove ha fatto il pilota di guerra, il paese lo accoglie come un eroe. Ma lui non si sente un eroe. Lui è tornato perché non vuole più fare la guerra. E questo non piace a tante persone, a tutti quelli che sono convinti che invece la guerra è giusta, legittima, giustificata. Ma non c’è guerra che sia giusta. È il pensiero di Johnny e dei pochi che sono disposti a schierarsi dalla sua parte.
Recensione: un bel romanzo contro l’ipocrisia, contro il falso perbenismo, contro l’indifferenza, contro il menefreghismo… Un libro contro la guerra, per capire quanto ogni guerra sia assurda e quanto poco si sa della vera guerra, che è molto diversa da quella che ci fa vedere la TV. Penso che che Johnny il seminatore sia un libro che piacerà ai ragazzi e più ancora alle ragazze. Il tema della guerra si intreccia con i racconti di Belinda, la quattordicenne sorella di Johnny che, con molta ironia e continue battute a volte esilaranti, fa entrare il lettore nel mondo degli adolescenti, dimostrando, se fosse necessario, come essi siano sempre animati dal profondo desiderio di costruire un mondo migliore.