Caffè letterario. Primavere

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Consigli letterari sulla primavera, tra rinascite e nuovi inizi

Ad ispirare la riflessione del Caffè letterario è stata stavolta la natura. Aprile è un mese meraviglioso, che ci distoglie definitivamente dalla letargia invernale restituendoci alla vita, grazie ai suoi colori e alla luce. La primavera è una stagione di rinascita, è un nuovo inizio. E di nuovi inizi raccontano i libri che vi suggeriamo questo mese.

Il ballo di Irène Némirovsky, Adelphi, € 8

Irène Némirovsky è una scrittrice molto raffinata, legata all’ambiente mondano, di origine ebraica nata a Kiev nel 1903 ed emigrata in Francia dopo la rivoluzione russa del 1917. I suoi libri sono sempre stati accettati con successo sia dalla critica che dai lettori, ma la sua opera cade in silenzio a seguito della deportazione ad Auschwitz, dove muore nel 1942. Il ballo, scritto nel 1928 ma pubblicato solo nel 1930, più che essere un romanzo sembra un racconto lungo, incentrato sulla vendetta non premeditata di Antoinette verso la madre. Le dinamiche del romanzo, infatti, sono molto semplici e si concentrano attorno alla famiglia Kampf, dei neo-arricchiti, arroganti ed altezzosi che  non vedono l’ora di debuttare nell’alta società e diventarne membri. Per realizzare questo obiettivo, i coniugi Kampf scelgono di organizzare un ballo a cui viene invitata solo “l’aristocrazia che conta”  e, per evitare scene imbarazzanti agli occhi della buona società, decidono di escludere dall’evento la figlia quindicenne, Antoinette. In poco meno di 100 pagine, Irène Némirovsky fornisce un’immagine chiara e strutturata dell’alta società europea del Novecento, affrontando temi molto delicati come l’ipocrisia di chi, una volta arricchito, dimentica e rinnega volutamente la propria storia personale, le proprie origini socioeconomiche e le contraddizioni insite e intrinseche del nucleo famigliare e delle relazioni di coppia. Ma soprattutto, ciò che emerge in modo prorompente è la rivalità madre-figlia. Perché, se da un lato abbiamo Rosine, una donna che non accetta di invecchiare e vedere la sua bellezza appassire, dall’altro l’adolescente Antoinette non accetta più di essere trattata come una bambina, è un fiore pronto per sbocciare, affacciarsi al mondo degli adulti, incontrare e vivere l’amore. Ma Rosine questo non può accettarlo e cerca di bloccare la fioritura di Antoinette, che di tutta risposta trasforma la sua vendetta da semplice immaginazione a realtà.

Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman, Garzanti, € 17.90

Eleanor Oliphant sta benissimo da sola, è fedele alla sua rigida routine fatta di un lavoro da contabile, cruciverba per passare il pomeriggio e vodka per addormentarsi la sera, cercando di dimenticare un passato doloroso, segnato dalla presenza di una madre che continua a tormentarla. La solitudine di Eleanor è quanto di più anti-sociale si possa immaginare: oltre a non avere amici, non è in grado di comunicare con nessuno, in quanto non ha filtri e non conosce le semplici regole della mediazione. Ad una prima occhiata Eleanor sembra completamente matta e senza speranza di reinserimento nella società. L’unica persona che vede in modo costante è l’assistente sociale, di cui però non si fida, arrivando a recitare pur di convincerla che sta benissimo. Sembra essere riuscita a convincere tutti – e in primis se stessa – quando nella sua vita compare Raymond Gibbons, un suo nuovo collega, il primo ad interessarsi a lei in quanto essere umano. Tra i due nasce pian piano una grande amicizia, che ci porterà a scoprire la vera storia di Eleanor Oliphant, che si renderà conto di non stare affatto bene, da molto tempo. Gail Honeyman ci racconta in modo allegro e frizzante la storia drammatica di un forte trauma psicologico e di come basti un solo reale contatto umano per superarlo e poter ricominciare.

Circe di Madeleine Miller, Sonzogno, € 19

«Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine».

Questo l’incipit che dà voce e dignità a un personaggio mitologico poco approfondito e spesso frainteso: quello della maga Circe. Per la prima volta la maga che trasformava i marinai in porci prende vita grazie a Madeleine Miller, che la dipinge come una donna a tutto tondo, una protagonista dinamica, in continua evoluzione e alla ricerca della propria identità in un mondo in cui sembra non esserci spazio per una creatura come lei. Un racconto avvincente che trascina il lettore nel mondo dell’epica e fa del lontano universo mitologico una tragica parodia del mondo e delle pulsioni umane. Nel suo cammino Circe incrocia il suo destino con molti eroi della mitologia classica: Prometeo, Dedalo e il figlio Icaro, Ermes, il Minotauro, il tanto amato Odisseo e molti altri.
Raccontato in prima persona da Circe stessa, questo romanzo non è solo un’avvincente avventura e una rivisitazione sopra le righe del mito, bensì anche una continua riflessione interiore su sé stessi, sulla ricerca della propria identità e indipendenza. Un libro evocativo, che affonda le sue radici nell’antichità, ma che tratta un argomento che non smette mai di essere attuale e che ci ricorda che  la vita è un continuo reinventarsi e ricominciare dopo ogni caduta.

Risvegli di Oliver Sacks, Adelphi, € 15

Con Oliver Sacks parliamo infine di risvegli in senso letterale. Risvegli (Awakenings il titolo originale) è l’opera che ha consacrato il neurologo e divulgatore inglese alla celebrità, pubblicato per la prima volta nel 1973. Il libro racconta le vicende personali delle vittime dell’epidemia di encefalite letargica dei primi anni Venti, malattia il cui sintomo principale è l’ipersonno, a cui possono subentrare gravi forme di parkinsonismo. Sacks inizia a lavorare nella clinica dove questi erano ricoverati, al Beth Abraham Hospital nel Bronx di New York, soltanto verso la fine degli anni Sessanta. Sacks decide di sperimentare una nuova cura a base di L-dopa che porta a risultati spettacolari, al di là di quanto avesse previsto: porta a dei veri e propri risvegli. Il libro si concentra su venti di questi pazienti e sul loro comportamento e reazioni prima e dopo l’uso dell’L-dopa raccontando, con il suo caratteristico mix di rigorosa ma comprensibile divulgazione e la sua spiccata umanità, i risvegli di queste persone che da più di quarantanni vivevano in uno stato di letargo. Tra un alternarsi di successi e fallimenti (la medicina provocava infatti notevole instabilità e molti effetti collaterali) Sacks racconta la sua esperienza e i suoi sentimenti davanti ai pazienti e ai familiari di questi, con delicatezza, dedizione e sempre con quello spirito riflessivo e filosofico che lo accompagna in tutti i suoi scritti. Il libro è diventato celebre anche grazie alla trasposizione cinematografica del 1990, diretto da Penny Marshall, con Robert De Niro e Robin Williams.

 

TORTA SALATA – a cura di Angela Serena Dorigatti

La torta salata è una di quelle ricette jolly che permette di fare economia domestica e trasformare gli avanzi, dando loro di nuovo vita unendoli in un gustoso piatto unico che si può consumare sia caldo che freddo, si presta a infinite varianti e può diventare anche un pratico pranzo al sacco. Ecco la ricetta di una delle mie torte salate preferite.

Ingredienti 

  • 1 rotolo di pasta brisée o sfoglia (la brisée è più compatta e croccante)
  • 2 uova
  • 100 gr di pancetta affumicata a dadini
  • 1 peperone giallo
  • 1 peperone rosso
  • 125 gr mozzarella
  • 20 gr di porro
  • b. pepe

Preparazione

Per prima cosa è importante accendere il forno e farlo riscaldare impostandolo su ventilato e circa 200 gradi, dopodiché si procede alla preparazione degli ingredienti.

Stendere il rotolo di pasta nella casseruola che si desidera utilizzare e bucherellare con una forchetta il fondo.

Tagliare i peperoni e la mozzarella a dadini più o meno delle stesse dimensioni, affettare il porro, dopodiché riporre il tutto in una ciotola assieme alla pancetta. In una ciotola a parte sbattere le due uova con il pepe e infine amalgamare il contenuto delle due ciotole e versarlo nell’impasto. Ripiegare i bordi verso l’interno, spennellare a piacere con dell’olio extra vergine d’oliva o cospargere con del grana.

Infornare e far cuocere per circa 40 minuti finché l’impasto non arriverà a una bella doratura.

Articolo a cura di Mirjam Frakulla, Federica La Terza, Angela Serena Dorigatti e Martina Raule

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