Una giovane in politica, intervista a Vanessa Combattelli

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Il mondo della politica e del giornalismo attraverso gli occhi della più giovane consigliera comunale d’Italia

Più che un’intervista, quella fatta a Vanessa Combattelli ha il sapore di una chiacchierata tra vecchi amici che si rincontrano dopo qualche anno per fare il punto della situazione; nulla di strano, non fosse altro che questo incontro vis-a-vis non si è mai tenuto. Classe 1998, Vanessa è dal 2016 consigliera comunale della sua città, Popoli (PE), che l’ha portata a essere la più giovane consigliera d’Italia; non solo, a fine 2018 ha ricevuto il premio nazionale ANGI (Associazione Nazionali Giovani Innovatori), mentre con il nuovo anno è stata nominata responsabile della commissione cultura per Forza Italia Giovani.

Vanessa, partiamo da una domanda forse banale ma che ritengo doveroso porti: cosa significa per te fare politica?
Essenzialmente per me vuol dire mettermi a disposizione delle persone, ascoltarle, comprenderne i problemi per poi cercare di risolverli. La politica dovrebbe essere lo strumento attraverso il quale si può agire sulla quotidianità, il che comporta la possibilità che l’azione sia positiva ma anche negativa. Ti dirò di più: questo era il pensiero di quando vedevo il mondo politico dall’esterno, dall’interno devo ammettere che ho compreso e vissuto certe dinamiche che, personalmente, mi lasciano perplessa.

Posso immaginare. Considerato che sei consigliera comunale della tua città e che hai un ruolo all’interno del reparto giovanile del partito Forza Italia, posso domandarti se e quali sono le difficoltà per un giovane a entrare in questo mondo?
Le problematiche maggiori le affronti all’inizio, quando nessuno ti conosce e molti devono ancora farsi un’idea su di te. Tutto risulta ancora più arduo se sei una persona che pensa con la propria testa e cerca di evitare di seguire il pensiero degli altri, il quale non ti viene imposto direttamente ma lo comprendi nel momento in cui tentano di renderti ancor più complicato di quanto già sia il tuo percorso. Inoltre, ti trovi a doverti confrontare con due mondi: quello adulto che perlopiù cerca di usarti senza che tu ne tragga alcun beneficio, la meritocrazia sembra essere un miraggio; quello giovanile, nel quale invece la competitività è spietata. Quest’ultimo aspetto credo sia il più triste, noi giovani dovremmo fare rete, quantomeno provarci, o la sfida generazionale continueremo a perderla, come già sta accadendo.

Giovani che lottano, forse meglio litigano tra di loro. Adulti che tendono a preservare il proprio ruolo. Un sistema che pare, a conti fatti, non premiare il merito. Ma questo ritieni sia un’unicità italiana o gli stessi meccanismi si presentano anche all’estero, magari facendo riferimento agli Stati dell’Unione Europea?
Onestamente, non saprei risponderti con precisione perché non ho avuto modo di fare esperienze all’estero, tuttavia posso parlarti in termini di percezione, questo sì. La sensazione è che all’estero il merito venga riconosciuto maggiormente che qui in Italia, dove si predilige un sistema di raccomandazione. Questo non significa che all’estero ti venga regalato il futuro né che tutto sia semplice come spesso viene fatto intendere, però è indubbio che le opportunità ti vengono offerte e dopo starà a te metterti in moto per coglierle e sfruttarle. Qui… Mi sembra che ciò sia l’eccezione e non la normalità.

Purtroppo, aggiungerei. Tornando al tema precedente, da giovane militante di Forza Italia vorrei conoscere la tua opinione in merito alla situazione politica attuale. Un tuo breve commento.
Vorrei essere positiva ma l’idea che mi sono fatta è che gli attuali nostri politici vivano il loro impegno come fosse un programma televisivo di cui fanno parte, il che è davvero sconfortante. Non parliamo poi della qualità dei dibattiti e dei discorsi politici! Qualche volta il livello sembra essere talmente basso che certe conversazione da bar risultano essere mosse da ragionamenti più seri. Non dovrebbe essere così, eppure… Mentre sul governo attuale sono altrettanto critica: il Movimento 5 Stelle è formato da persone che ritengo poco competenti e certe gaffe confermano il mio pensiero, mentre alla Lega contesto l’approccio poco istituzionale di certi suoi esponenti. Rappresenti un ruolo pubblico, sei una figura istituzionale, bisogna comportarsi di conseguenza e avere rispetto per quella carica.

Spostandoci di poco dalla politica e portandoci sul giornalismo, che inevitabilmente mantiene uno stretto rapporto con la prima: cosa ne pensi del mondo dell’informazione di oggi?
Anche qui il livello qualitativo va abbassandosi sempre più in favore della quantità e della velocità. Abbiamo a che fare con titoli sensazionalistici, articoli scritti malamente, notizie non verificate che nel frattempo vengono pubblicate. Tutto subito. E internet lo permette. Non voglio esprimere un giudizio unicamente negativo sul mondo in rete, perché possiede dei lati indubbiamente positivi, però… Bisogna fare attenzione: c’è bisogno di maggiore responsabilità da parte dei soggetti che “producono” le notizie; al tempo stesso c’è la necessità che il lettore vada oltre la superficie. Non è semplice ma neppure impossibile.

L’ultima domanda allora sorge spontanea: è questo l’obiettivo che si prefigge la futura testata online The European Journal?
Nel lungo termine, sì, questa è la nostra speranza. Ma gli obiettivi sono molteplici, ne cito i più importanti secondo il mio punto di vista: costruire uno spazio giornalistico che parta dall’Italia per poi proporsi a livello europeo, attraverso articoli fruibili in più lingue e non solo in italiano, e realizzare un contenitore aperto a giovani giornalisti di differente provenienza, che permetterà di dare vita a un dialogo continuo e, spero, proficuo.

Nato a Trieste l'8 settembre 1995. Innamorato della poesia, affascinato dal nuovo. La curiosità lo ha spinto verso il mondo del giornalismo, il sogno nel cassetto: diventare un freelance alla ricerca di storie in giro per il mondo. Nel 2017 ha partecipato all'AKLF (Apeejay Kolkata Literary Festival) a Calcutta e al WNSFest (Word N Sound Festival) a Johannesburg.