Maria influencer, migranti e l’ultimo modello: la Giornata Mondiale della Gioventù di Panama

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Ovvero, perché la notizia di centinaia di migliaia di giovani riuniti nella fede deve rallegrarci un po’ tutti, credenti e non

E così Papa Francesco regalò ai giornali il titolo perfetto: «Maria è l’influencer di Dio!». Unisci l’istituzione più antica al mondo e il gergo tipico dei giovani e hai fatto bingo: è la Chiesa al tempo di Instagram. Non parla a caso il Papa: ha di fronte oltre 600 mila ragazze e ragazzi provenienti da 156 paesi diversi e riuniti nel Campo San Juan Pablo II a Panama. Perché? È la Giornata Mondiale della Gioventù, bellezza!

Francesco arriva al Campo San Juan Pablo II.

Nate nel 1985 su intuizione di Papa Giovanni Paolo II, le giornate mondiali della gioventù ogni tre anni chiamano a raccolta i giovani cattolici di tutto il mondo per vivere un’intensa settimana in compagnia del pontefice, fatta di preghiera, condivisione, fede e soprattutto tanta gioia e amore per la vita. Nel concreto ogni GMG ha una struttura ben definita: si inizia solitamente il martedì con la Cerimonia di apertura; dal mercoledì al venerdì si susseguono le catechesi mattutine e pomeridiane pensate dai vescovi per permettere ai giovani di approfondire la propria fede; il giovedì segna l’arrivo del Papa, che il giorno successivo celebra la Via Crucis; il sabato è dedicato alla veglia notturna, che si conclude la mattina della domenica con la Messa e il mandato missionario. Ogni GMG ha un proprio motto: l’edizione del 2019 si è appena svolta a Panama e aveva come tema il sì di Maria, «ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola». È un tipo di esperienza emotivamente molto forte, se non altro per l’enorme quantità di giovani che vi partecipa. Spesso i gruppi di pellegrini scelgono di trascorrere una settimana in più nei luoghi della GMG, facendo servizio presso le comunità locali. Personalmente ho avuto la fortuna di prendere parte alla GMG di Cracovia del 2016, quando si superarono i due milioni di partecipanti. Due milioni. In quei giorni scrivevo questo nel mio diario.

È la settimana che precede la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia: viviamo l’esperienza del gemellaggio in un’altra parrocchia. Ho ancora negli occhi l’intensità della prima messa vissuta qui e il sorriso colmo d’amore puro nei volti dei giovani accanto a me. Amore puro, quello che in greco si direbbe àgape: amore disinteressato, senza un tornaconto, senza pregiudizi. Nei giorni trascorsi con questa gente straordinaria sempre abbiamo ricevuto in dono amore puro.

Sono giorni in cui il Papa si lancia spesso in appelli accorati, invitando ragazzi e ragazze a prendere in mano la propria vita per farne qualcosa di straordinario. Sono discorsi che spesso rimangono nell’immaginario collettivo per la loro forza e la loro incisività. E anche quest’anno il Papa non è stato da meno.

Fin dal suo arrivo a Panama, Papa Francesco ha puntato tutto sull’accoglienza del diverso e dello straniero. E l’ha fatto astenendosi da ogni “buonismo”, arrivando a teorizzare quella «cultura dell’incontro» di cui i giovani presenti – arrivati da 156 paesi diversi – sono l’esempio più limpido.

Voi smentite e screditate tutti quei discorsi che si concentrano e si impegnano nel creare divisione ed espellere quelli che, come diciamo in America Latina, «non sono gente come noi». E questo perché avete quel fiuto che sa intuire che il vero amore non annulla le legittime differenze, ma le armonizza in una superiore unità.

Francesco all’accoglienza indiscriminata sostituisce il teorema dell’amore silenzioso, della «mano tesa nel servizio e nel donarsi», l’amore che unisce. E qualche giorno dopo, durante la Veglia, il Papa sgombra subito il campo da ogni possibile critica. Questo tipo d’amore non è un’entità astratta, come dimostra il concreto esempio di Gesù: «ha abbracciato il lebbroso, il cieco e il paralitico, ha abbracciato il fariseo e il peccatore, ha abbracciato il ladro sulla croce e ha abbracciato e perdonato persino quelli che lo stavano mettendo in croce». In che modo questo dovrebbe toccare un non credente? Non serve essere cristiani praticanti per sperimentare o praticare l’amore di cui parla Francesco: non l’amore dei film o dei romanzi rosa, non la cotta tra due adolescenti, ma l’amore di una madre per il proprio figlio, l’amore di un uomo che sceglie di morire per i propri amici. Si può restare indifferenti di fronte a questo esempio concreto? Si può non sentirsi insignificanti o mancanti di fronte a questo esempio? Con che ipocrisia si può continuare a sostenere le divisioni di fronte a questo esempio? Con che ipocrisia si può resistere al profondo desiderio di amare ed essere amati allo stesso modo? È un esempio che fa bene a tutti, che ci ricorda che non saremo mai gli ultimi, che ci sarà sempre qualcuno per noi, ad amarci. E quando il Papa sceglie di interpellare la giovane folle davanti a lui urlando la sua provocazione, la risposta prorompe certa e irrefrenabile in un «sì» gridato all’unisono da 600 mila ragazzi e ragazze che scuotono la notte di Panama. E questo è un esempio che fa bene. Punto.

Qualcuno, per il fatto di essere straniero, di avere sbagliato, di essere malato o in una prigione, è degno di amore?

Un gruppo di giovani provenienti dalla Slovacchia.

Ma l’impegno dell’amore porta con sé una sfida ancora più grande: come si crea un futuro più giusto e migliore? La risposta del Papa è, come sempre, spiazzante: abbracciando la vita, anche quando questo significa dare il benvenuto a ciò che non è perfetto, né puro né distillato, ma non per questo è meno degno di amore. Essendo degli «influencer». E qui veniamo al titolo di tanti giornali: “influenzando” gli altri all’amore, esattamente come ha fatto Maria, così si cambia il mondo. È così scandaloso desiderare una vita nel segno di un amore simile? Non è forse un desiderio per tutti, credenti e non?

Un santo latinoamericano una volta si domandò: «Il progresso della società, sarà solo per arrivare a possedere l’ultimo modello di automobile o acquistare l’ultima tecnologia sul mercato? In questo consiste tutta la grandezza dell’uomo? Non c’è niente di più che vivere per questo?». Io vi domando, ai voi giovani: voi volete questa grandezza? O no?

Se questo articolo vi ha fatto sorgere un po’ di curiosità, la prossima Giornata Mondiale della Gioventù si svolgerà a Lisbona nell’estate del 2022. Qui invece, trovate il sito ufficiale della manifestazione, con tante foto e approfondimenti: dateci un’occhiata, fa bene al cuore vedere 600 mila giovani davvero felici, qualunque sia il vostro credo religioso. Infine il video della Veglia: ho selezionato il momento più significativo, giusto qualche minuto di vera intensità. Ma potete anche godervela tutta!

Perdutamente affascinato dalla domanda che il pastore errante dell'Asia non riesce a trattenere di fronte al cielo stellato: «Che fai tu Luna in ciel?». È lo stupore il sale della vita! Amante della realtà in tutte le sue sfaccettature: continuamente teso alla ricerca della meraviglia e dell'infinito. Acerrimo nemico dell’indifferenza e terribilmente curioso, assetato di conoscenza, inguaribile ottimista. Scrivo per andare oltre, al cuore della realtà.