Extravergine d’Autore

0

Per un self-publishing di qualità superiore

Vi siete mai trovati davanti ad un bookstore online, indecisi su quale acquisto mettere nel carrello virtuale di Amazon, Ilmiolibro, Youcanprint o altri siti web della categoria? Avete mai avuto dei dubbi sulla qualità dei prodotti autopubblicati da autori di cui mai prima avevate sentito parlare?

Ebbene, sappiate che non siete i soli ad esservi trovati in questa posizione: il mercato librario, al giorno d’oggi, è infatti saturo di offerte, nuovi titoli e copertine accattivanti che i lettori – la vera merce rara – non riescono più a valutare e riportare ad una logica ordinata. L’ambiente della libreria, con i suoi rasserenanti scaffali, costituisce ancora una vetrina insostituibile per romanzi, saggi e graphic novel, che trovano qui un posto preciso e acquisiscono una nobilitazione legata al contesto in cui vengono presentati. Se un libro viene consigliato dal libraio di fiducia verrà certamente acquistato e, con ottime probabilità, apprezzato dal cliente, che magari lo consiglierà a sua volta. Se un libro viene valutato con cinque stelle in un negozio perso nell’etere, magari da utenti celati dietro nicknames dal suono buffo, beh… Molto probabilmente faticherà ben di più per arrivare sulla mensola o sul comò di un acquirente. Per questo motivo è nato il progetto dell’associazione culturale “Extravergine d’Autore”: per far emergere dal caotico marasma dei self-publishers gli autori meritevoli di quel credito che soltanto le librerie, fino ad ora, sono state capaci di dare ai libri.

Ma facciamo un passo indietro.

Il self-publishing consiste nella vendita senza intermediazione di un testo che verrà unito all’immancabile (o quasi) codice ISBN; la piattaforma di autopubblicazione si preoccuperà di fare esclusivamente questo con il prodotto consegnatole dall’autore, e non tutti sono consapevoli del fatto che “questo” è anche molto poco.

Cosa offre, infatti, un marchio editoriale? Che differenza c’è fra questa metodologia di vendita fai-da-te e quella tradizionale, che passa attraverso le lunghe liste d’attesa delle case editrici?

Innanzitutto, la valutazione oggettiva del testo appena battuto su Open Office o Word: certo, qualsiasi autore correrà a farsi dare un parere sull’auspicato Premio Strega da zii, fratelli, cugini, genitori, amici, parenti alla lontana, ma – seppure utili – i pareri dei congiunti avranno sempre e comunque un’alta percentuale di tendenziosità. Soltanto un perfetto sconosciuto può veramente esprimere un parere senza condizionamenti di sorta e proporre di conseguenza un editing, leggero o pesante a seconda della quantità di interventi strutturali da apportare al manoscritto. Sebbene la correzione di bozze sia un’operazione più oggettiva, anch’essa andrebbe affidata ad una figura professionale appositamente formata per portarla a termine; altrettanto dicasi per il lavoro grafico d’impaginazione e scelta della cover. Infine, una casa editrice che sia degna di questo nome non lascia al caso la promozione del libro tramite fiere, eventi, operazioni di marketing e tutto l’insieme degli accorgimenti che precedono e coadiuvano la vendita del libro come prodotto finito, curato nei minimi particolari e pronto per essere fruito.

Ogni passaggio sopra descritto ha, in tutto ciò, lo “svantaggio” di comportare un costo aggiuntivo: chi non può permettersi di investire nella sua opera rischia purtroppo di esporre al giudizio del pubblico un prodotto che non possiede le caratteristiche adatte ad essere considerato finito – o, in alcuni casi, leggibile. Investendo invece in almeno uno degli step sopra indicati, il self-publisher avrà molte più possibilità di emergere dalla jungla delle alternative presenti sul mercato: la qualità non è un elemento accessorio e ininfluente, ma l’unico punto su cui far leva per sperare di essere premiati da un volenteroso scout di talenti.
Dal self-publishing non è impossibile arrivare ad una casa editrice: i due mondi, sino a pochi anni fa completamente separati, si sono avvicinati sempre più grazie a veri e propri casi come quello di The Martian, primo ebook autopubblicato dall’autore statunitense Andy Weir e diventato poi soggetto per la nota trasposizione cinematografica di Ridley Scott. Da citare sono anche Anna Premoli e il suo Ti prego lasciati odiare, poi pubblicato da Newton Compton; Stefano Lanciotti, autore della saga fantasy di Ex Tenebris; Francesco Grandis, noto per l’opera Sulla strada giusta (ora sotto il marchio Rizzoli): sono soltanto alcuni nomi, ciascuno corredato da dati di vendita che, di fatto, impediscono di sottovalutare il fenomeno.

Il quadro complessivo della situazione non è certo semplice da tracciare: iniziative come quella portata avanti da Michel Franzoso, Francesco Melchiotti, Margherita Melara e Marco Mancinelli con il già citato progetto di Extravergine, tuttavia, mirano a informare sul mondo del self, per renderlo più facile da conoscere ed esperire – che si sia scrittori, lettori o agenti letterari. Perché comprendere appieno un fenomeno è il primo step per padroneggiarne gli sviluppi.

Nata a Conegliano Veneto, da quando ha imparato a tenere una penna in mano adora riempire ogni pagina bianca con l'inchiostro dei pensieri; si è laureata in Lettere Moderne all'Università di Udine, mentre attualmente studia Editoria e Giornalismo all'Università di Verona, dedicando il tempo libero alla scrittura e alla fotografia.