Le terrificanti avventure di Sabrina

0

Torna su Netflix il personaggio di Sabrina, in una serie di avventure da brivido

È uscito su Netflix il 26 ottobre l’attesissimo reboot di Sabrina: vita da strega, che già dal trailer rivela di aver poco a che spartire con la sit-com originale. Ritroviamo alcuni personaggi, tra cui le zie Hilda e Zelda (interpretate da Lucy Davis e Miranda Otto), il fidanzato Harvey Kinkle (Ross Lynch), il fantastico gatto Salem – che purtroppo per il momento non proferisce parola – e ovviamente Sabrina Spellman (Kiernan Shipka). Sabrina ha una normale vita da sedicenne: frequenta il liceo alla Baxter High, deve tenere testa ai bulli della scuola – i soliti giocatori di football – e ha un piccolo gruppo di amiche con cui condivide qualunque cosa. Sembrano gli ingredienti di un classico teen drama, se non fosse che a Sabrina viene richiesto di unirsi alla Chiesa della Notte e imparare a padroneggiare l’arte della stregoneria. Sabrina è una mezza-strega: suo padre è stato a capo della Chiesa della Notte ma ha sposato una donna mortale. In lei vivono entrambe le due nature e non sembra disposta a scegliere, rinunciando ad una di esse. Il suo obiettivo diventa quindi quello – un po’ presuntuoso – di sconfiggere satana, il Signore Oscuro, a cui la Chiesa della Notte è devota.

Se pensavate che la serie di Netflix sarebbe stata un sequel delle serie originali – animate e non – che hanno reso celebre il personaggio di Sabrina, abbandonate le vostre speranze. Le terrificanti avventure di Sabrina conserva  in parte l’ironia dell’originale ma è fondamentalmente un horror, con atmosfere sovrannaturali e sequenze di eventi deliziosamente trash. La trama lascia un po’ a desiderare: emergono evidenti echi potteriani, tra cui la tracotanza della protagonista che fa spesso alzare gli occhi al cielo. Tanto più che sembra sempre uscirne vincitrice. Sembra, perché gli ultimi episodi lasciano intravedere un’evoluzione del personaggio – inizialmente insperata – che promette bene per la seconda stagione. Molto più interessanti le dinamiche che riguardano le streghe adulte: intrighi, cospirazioni e giochi di potere si fanno spazio nella narrazione, pur rimanendo in secondo piano. Questo rende gli episodi estremamente dinamici, senza punti morti, e riesce ad alimentare la curiosità dello spettatore per tutti i personaggi presenti.

Ispirata agli omonimi fumetti editi dalla Archie Comics, la serie è firmata dal capo creativo della casa editrice, Roberto Aguirre-Sacasa, già produttore di Riverdale. Quest’ultima fa parte dello stesso universo fumettistico e racconta le avventure di Archie Andrews. Ormai alla terza stagione, è una serie molto amata: la cittadina in cui è ambientata, Riverdale, si trova vicino a Greendale, scenario in cui si svolgono gli episodi di Sabrina –  e quest’ultima viene citata sin dai primi episodi di Riverdale. In molti ipotizzano un futuro cross-over tra le due serie, nonostante Le terrificanti avventure di Sabrina sia stato acquisito da Netflix e non distribuito dalla CW, come doveva avvenire in origine. D’altra parte il mondo di Riverdale ha sempre fatto l’occhiolino al sovrannaturale, pur senza renderlo un ingrediente fondamentale della trama. Non sorprenderebbe quindi che i personaggi si incontrassero, così come accaduto per Arrow e The Flash, tanto più che Sabrina è già stata rinnovata per una seconda stagione. Qualora questo cross-over avvenisse, sarà interessante vedere come i produttori riusciranno a intersecare due trame così diverse, senza snaturarne nessuna.

Per quanto riguarda le tematiche affrontate nella serie, un punto comune con Riverdale c’è ed è il legame invisibile con il passato, che plasma in qualche modo il futuro delle nuove generazioni. Le colpe dei padri ricadono sui figli e le rivalità nate decenni prima sono destinate a perpetrarsi ancora, in modo imprevedibile. Ma se Riverdale è interamente costruita intorno a questo pensiero, ne Le terrificanti avventure di Sabrina c’è molto di più. Impossibile non accorgersi del fatto che si tratta di una serie dove emergono le figure femminili: nessun personaggio maschile risulta particolarmente rilevante, se non fosse per il padre di Sabrina – che però è morto. Tuttavia, pur non avendo alcun ruolo fondamentale nella trama, sono le figure maschili a rappresentare l’autorità e la lotta di Sabrina diventa metaforicamente una lotta alla società patriarcale.

La qualità di questa serie rimangono comunque le scenografie e i costumi. Una meticolosa cura al dettaglio non lascia nulla al caso, creando atmosfere cupe e grottesche. Non c’è nulla di veramente spaventoso anzi, la fotografia e la regia sono così azzeccate che ogni episodio diventa una delizia per gli occhi.

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.