Dare meno importanza alla vittoria.
Questo è il messaggio che la federazione ciclistica internazionale ha voluto lanciare ai giovanissimi eliminando di fatto le cerimonie di premiazione.
Dai 7 ai 12 anni i baby corridori che vinceranno le gare delle rispettive categorie non avranno più la classica cerimonia di premiazione per i primi tre classificati ma dovranno adeguarsi alle classifiche di squadra e alla premiazione della società a cui appartengono.
Anche a questi livelli si respira aria di competizione che, talvolta, risulta essere fin troppo opprimente se rapportata all’età degli atleti. Di non poco conto è la pressione che i dirigenti e i genitori stessi esercitano sui ragazzi, da quelli che vincono a quelli che non vincono o che sono meno predisposti rispetto ad altri. Ma se tra i grandi il ruolo del “gregario” ha una propria collocazione e ragion d’essere, è chiaro che tra i bambini chi non lotta per la vittoria rischierebbe di sentirsi escluso.
Il presidente federale Renato Di Rocco afferma: « Vogliamo stemperare l’idea del campioncino con tutto quel che ne consegue; l’attività dei bambini non può essere finalizzata al risultato a tutti costi, ma deve riportare il divertimento e il senso del lavoro di gruppo al centro di tutto ».
Parole che fanno eco a quelle di un grande del nostro ciclismo, Alfredo Martini, il quale ribadisce l’importanza del lavoro di squadra e sottolinea l’aspetto edificante di una gara: “ai ragazzi bisogna dare anche il diritto di perdere”.
Il nuovo regolamento sembra parlar chiaro: meno carico psicologico per gli atleti e più attenzione sulla competizione di squadra rispetto a quella del singolo, in tal modo tutti potranno contribuire alla vittoria. Inoltre, la poca importanza che si dovrebbe dare al podio, almeno tra i ciclisti baby, avrebbe un unico obiettivo: frenare la dispersione fisiologica dei ragazzi durante la crescita e stimolarli all’attività sportiva, motivo di aggregazione e confronto.
Chissà se, a questo punto, la decisione porterà con sé una scia di polemiche o se verrà accolta all’unanimità …