Perché continuo a riguardare Friends

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Friends non è una serie tv. Friends è LA serie tv.

«Ma quand’è che la smetterai di riguardare Friends e comincerai a guardare qualcosa di nuovo? Ormai l’hai già vista tutta cinque volte! C I N Q U E   V O L T E».

Mai. Non smetterò mai. Ebbene sì, questa frase è tratta da una storia di vita vissuta. Ebbene sì, sto guardando Friends. Ancora.

Friends, per chi ancora non lo sapesse, è una delle più celebri serie tv nella storia delle serie tv. Andato in onda tra 1994 e il 2004, totalizzando 10 stagioni e 236 episodi, Friends ha cambiato la storia della televisione, ha dettato le leggi per tutte le sitcom create dopo gli anni 2000. Ha cambiato la vita di due generazioni di spettatori e ancora continua a influenzare la cultura pop e i giovani binge-watchers di tutto il mondo. Rachel, Monica, Phoebe, Chandler, Ross e Joey hanno dettato la moda e lo stile degli anni ’90, hanno tenuto compagnia a tutti noi, alleviato i dolori di cuori spezzati e regalato genuine risate, puntata dopo puntata.

Friends continua a piacere perché è un po’ la storia di tutti noi. Ogni gruppo che si rispetti ha il suo Ross: quello sveglio, intelligente, studioso, ma anche noioso da morire quando si mette a raccontare di quel famosissimo documentario su quelle famosissime meduse che bla,bla,bla, quello che ogni volta che cerca di far colpo su qualcuno mette in imbarazzo tutto il genere umano. C’è sempre un Chandler: quello che fa della vita un’immensa tragicomica barzelletta, che condisce i suoi alimenti col sarcasmo ma che sotto sotto nasconde una profondità e una dolcezza disarmante. Il Joey: il sognatore, lo scapestrato, il donnaiolo, quello con cui devi stare attento a tirare fuori del cibo dalla borsetta perché sai che se lo farà fuori in un secondo, il cosiddetto “svuota-frigo”, quello che il resto del gruppo amichevolmente bullizza. La Rachel: quella bella, sempre in tiro, affascinante, seducente, la prima donna, quella che fa di ogni piccolezza un dramma, disordinata ma anche quella coccolona, affettuosa e altruista. C’è sempre una Monica: quella con un lieve disturbo ossessivo-compulsivo che ti rimprovera quando mangi facendo troppo rumore o respiri troppo profondamente, quella che oggi definiremo “un po’ disagiata”, sempre in paranoia, ma che nasconde una grinta da leoni e un coraggio cavalleresco. E infine quella strana, matta da legare, quella che ti chiama alle 4.00 del mattino e ti dice “scendi, sono sotto casa tua: partiamo per un’avventura!”, quella che si meraviglia di ogni cosa e che vive con l’entusiasmo di un bambino: la Phoebe.

Se avete avuto la fortuna di conoscere questi tipi umani nella vostra vita e nei vostri esperimenti antropologici, fidatevi di me, teneteveli stretti. Avete gli ingredienti perfetti per una vita da film.

Ma arriviamo al dunque: perché continuo a riguardare Friends? Vi propongo una lista di dieci motivazioni per seguirmi nella mia ossessione, anche se tanto lo so che lì fuori è pieno di Friends-addicted come me:

  1. È su Netflix, quindi è pratico, non si perde tempo a caricare le puntate, quando ne una finisce parte immediatamente la successiva, senza nemmeno muovere un dito. Poi ogni tanto minacciano di toglierla, quindi prima che sia troppo tardi è meglio impararsela a memoria, no?
  2. Ogni episodio dura 22 minuti: il tempo perfetto per una pausa dallo studio o per un rapido pranzo in solitaria o, ancora, il tempo esatto per mettere sul fuoco una bella moka-aspettare il caffè-bere il caffè-tornare ad una giornata produttiva (o anche no).
  3. Tutti gli attori e le attrici sono belli. Lo so che è un commento frivolo ma è così, e chi dice che Rachel è il suo personaggio preferito ma non perché Jennifer Aniston è uno spettacolo della natura, mente.
  4. Per i nostalgici degli anni ’90 Friends è un perfetto throwback: uno sguardo alla moda, al design, all’oggettistica e alle abitudini dei mitici anni Novanta. Solo alcuni esempi: ve li ricordate i pantaloni di pelle di Ross? O il filpper di Chandler? Per non parlare degli outfit di Rachel, che tutte noi amanti del vintage cerchiamo invano di copiare.
  5. Gli special guests: Brad Pitt, Robin Williams, Hugh Laurie, Isabella Rossellini, Winona Ryder, Gary Oldman, Danny Devito, George Clooney e tanti, tanti altri. Quasi tutti poco più che comparse, in scena per poche battute, ma tutti hanno lasciato il segno. Particolarmente memorabile Devito in The One Where the Stripper Cries.
  6. Tormentoni e frasi celebri: «we were on a break!», «how you doin’?», «Oh. My. », «Unagi». Tormentoni talmente ricorrenti che sono entrati a far parte anche delle quotidiane vicissitudini della vita reale e alla base del dizionario dei divoratori seriali.
  7. La sigla cantata dai Rembrandts è un concentrato essenziale di quello che vedremo nel corso delle dieci stagioni e con il suo ritmo incalzane e la sua energia ti entra nel cervello e non ti abbandona più. I’ll be there for you: sarò qui per te, qualsiasi cosa accada. Ed è questo che fa Friends: è sempre lì, a portata di mano, quando hai bisogno di farti una risata, quando hai bisogno di estraniarti, quando hai bisogno di un amico.
  8. Guardare Friends ti fa sentire parte di qualcosa di unico: assieme ai nostri sei protagonisti affrontiamo le vicende di tutti i giorni, le banalità della quotidianità, ma anche eventi traumatici e cuori infranti. Vedendoli crescere sia caratterialmente sia fisicamente, ti senti parte di loro, ti senti uno di loro. Milioni di persone hanno visto Friends, eppure ognuno di noi sviluppa una particolare e intima connessione con la serie. Ognuno con il suo diverso bagaglio di esperienze guarda la serie con occhi diversi e ognuno trae le sue conclusioni.
  9. Friends è un divertente manuale di lezioni di vita: il tempo per divertirsi non è mai tempo perso; l’amicizia si basa sulla condivisione di cibo e disavventure; gli amici sono la cosa più importante; tutto si può risolvere, un passo alla volta; correre dei rischi è necessario per migliorare la propria condizione; la strada per il successo non è facile ma se ti circondi delle persone giuste lo è un po’ di più; litigare a volte è utile e produttivo; le case millimetricamente e perpendicolarmente ordinate sono più belle; la complicità è fondamentale in ogni tipo di relazione.
  10. Continuo a guardare Friends perché quando sono triste, insofferente, delusa, mi ricorda che non c’è niente di meglio da fare che scendere nel mio bar di fiducia a prendere una bella tazza di caffè fumante, con gli amici di sempre, a lamentarmi sempre delle stesse cose, a raccontare sempre le stesse storie e ricordare gli stessi aneddoti. A ridere, piangere, scherzare, giocare con quelle persone che sono ormai parte della mia famiglia. Perché alla fine ogni grande amicizia sembra sempre un po’ Friends, ma in alta definizione.

Sono nata a Chioggia, negli anfratti della Laguna Veneta. Studio Filosofia all'Università di Padova. Attualmente vivo in Germania per il mio anno in Erasmus all'Università di Tubinga. Amo viaggiare, amo l'arte e la letteratura, il buon cibo, i cani e soprattutto amo il cinema e il teatro. Qui su Cogito cerco di raccontarvi il meglio di queste due arti meravigliose.