Sicilia Queer Film Festival 2019

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Un’escurisione all’interno della 9° edizione del Sicilia Queer FilmFest, tenutosi ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo

Ogni anno, da 9 anni ormai, in prossimità del Gay Pride, si usa preparare i Cantieri Culturali della Zisa a Palermo per ospitare un grande evento cinematografico fuori dal comune: il Sicilia Queer Film Festival. Fiumi di persone, cinefili e non, accorrono da tutte le parti per assistere alle nuove proposte che si distinguono in due sezioni competitive (Nuove Visioni e Cortometraggi), una sezione fuori competizione (Panorama Queer), due sezioni dedicate alla storia del cinema (Carte Postale à Serge Daney e Retrovie Italiane), una sezione dedicata all’indagine di paesi ignoti (Eterotopie). In ultimo, ma non per importanza, vi sono il focus su un autore nella sezione Presenze e delle presentazioni dei libri nella sezione Letterature Queer.

Ma cosa significa Queer? Ebbene non è semplice da spiegare, poiché la parola ha assunto vari significati nel corso del tempo. Letteralmente in inglese sta per “strano, eccentrico” e in passato aveva un utilizzo dispregiativo. Oggi invece viene accolto come termine positivo e indica un atteggiamento “privo di etichette“, a cui aderiscono tutte quelle persone che non vogliono sentirsi incasellate nella categoria omosessuale, bisessuale, etero ecc… È un po’ come se “queer” stesse per “Vivi e lascia vivere” o “Più siamo e meglio è”. Il suo è uno spirito di inclusione e accoglienza verso tutti, persone con culture, religioni, orientamenti sessuali diversi. Una terra promessa in cui tutti coloro che non hanno un posto nel mondo possono trovare accoglienza.

Il Sicilia Queer Film Festival è quindi un evento in cui vengono proposti film a tema queer, non solo per le tematiche, ma anche per lo stile, per la fotografia o per qualsiasi altro motivo che lo faccia uscire dalle categorie conosciute. Possono partecipare cinefili e persone che non capiscono niente di cinema, e il bello è proprio questo: per uno stesso film si possono avere mille reazioni e idee diverse e metterli a confronto! Ecco, ciò che il queer è, tra le tante cose, è confronto e incontro col l’altro.

Quest’anno i vari premi sono stati distribuiti tra: Serpentario (Carlos Conceiçao ), Galatée à l’infini (Julia Maura, Mariangela Pluchino, Ambra Reijnen, Maria Chatzi, Fatima Flores Rojas), Love me not (Lluis Minarro), Framing Agnes (Chase Joynt), Diamantino (Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt), Azul Vazante (Julia Alquéres ), Isha (Christopher Manning).

La giuria ha voluto premiare Serpentario con la seguente motivazione:

Il film ci offre una esperienza della memoria che è sia emotiva che fisica. Si tratta di un lavoro personale e senza tempo, capace di rappresentare gli strati non visti del passato e del presente in un paesaggio astratto e post apocalittico. Scatena in noi i ricordi più intimi e allo stesso tempo ci fa domande sulla storia. Tutto ciò sostenuto dalla singolarità di una voce cinematografica.

Per quanto riguarda il cortometraggio Galatée à l’infini ha dichiarato:

Un film che funziona come saggio cinematografico della contemporaneità. La combinazione di immagini d’archivia, dei suoni e della voce dci fondo – di vari materiali differenti montati insieme – dà forma a un lavoro allo stesso tempo potente e coerente. E’ capace di invocare l’idea stessa della sessualità e della femminilità attraverso la storia, in una sorta di mito trasposto al tempo presente. Si tratta di un film provocante e al tempo stesso rinfrescante sul tema del sesso, del corpo e della sessualità. Anche se frutto del lavoro di un gruppo, ci parla con la voce forte di una personalità.

Questi, i film che hanno visto il podio. Tuttavia, anche se non è stato messo tra i vincitori (ma probabilmente perché non si è nemmeno candidato), il film d’apertura di questa nona edizione e che ha suscitato una reazione non indifferente nel pubblico è stato Climax di Gaspar Noè: a metà degli anni ’90 un gruppo di ballerini si riunisce in uno sperduto college abbandonato per preparare le coreografie in vista di un imminente spettacolo. Finite le prove però, tra il gruppo di ballerini inizia a generarsi un’insolita e bizzarra paranoia e quella che era iniziata come una tranquilla festa a base di sangria si tramuterà in un incubo allucinatorio da cui è impossibile fuggire.

Tutti gli spettatori durante il film si sono trovati a fare i conti con un film che stimolava non solo la vista, ma che coinvolgeva quasi tutti i sensi, talmente forte nella sua inquietudine da riuscire a trascinare con sé anche il fruitore. Alcuni non sono riusciti a finirlo, catapultandosi fuori dalla sala di proiezione in preda a espressioni di terrore, angoscia, inquietudine e profonda instabilità emotiva, quasi come se le allucinazioni nel film si fossero impossessate anche della loro mente.

L’opinione su questo film si scinde tra chi ha apprezzato e chi invece ne è rimasto profondamente turbato, ma come diceva Oscar Wilde: «Parlarne bene o parlarne male non importa, purché se ne parli».

Si conclude così, con ottimi risultati, un’altra edizione del Sicilia Queer Film Festival, non ci resta che aspettare e vedere cosa ci riserverà la prossima!

Sono una studentessa universitaria con la passione per la scrittura e la lettura, il cibo, la natura e tutto quello che ha a che fare con l'arte: dalla fotografia al disegno, alla scultura e all'architettura. Mi piace mettermi in gioco, scoprire nuove cose, ma soprattutto mi piace passare il tempo con persone che mi influenzino positivamente.