Santa Clarita Diet

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Da mamma a mamma zombie il passo è breve

Alan Bennett disse: «Ogni famiglia ha un segreto, e il segreto è che non è come le altre famiglie». Questa frase potrebbe essere benissimo la tag line di questa esuberante serie targata Netflix. Creata da Victor Fresco, la serie – ormai alla sua terza stagione fresca d’uscita – ci presenta Santa Clarita, il classico sobborgo californiano fatto di casette complete di giardino tutte uguali e famiglie felici che vivono una vita da “per sempre felici e contenti”.

In una di queste così felici e ordinarie abitazioni vivono gli Hammond, una classica famiglia normale. Abbiamo Joel e Sheila, innamorati dai tempi del liceo che lavorano insieme come agenti immobiliari e la loro figlia Abby, la quale sta assaporando i primi accenni di ribellione dati dall’adolescenza. Tutto è tranquillo, gli uccelli cinguettano, la vita scorre lenta e senza troppi brividi. Ma la tranquillità è un’oasi di passaggio nel grande flusso di imprevisti a cui ci ha destinati la vita.

Mentre è impegnata a mostrare una bellissima casa a dei possibili clienti, la dolce Sheila viene colta da un improvviso attacco di vomito che si rivelerà essere una delle cause primarie al centro della sua trasformazione. La donna infatti da un giorno all’altro si ritrova a non avere più battito. Inoltre, il suo sangue è denso e ha una strana e viscerale fame di carne cruda. Ci vuole poco prima che la famiglia si renda conto che Sheila è diventata la prima non morta di Santa Clarita.

Inizia così per gli Hammond una nuova ruotine: dal lavoro al procacciamento del cibo per Sheila – che porterà i due coniugi a cercare le persone che più si meritano di diventare letteralmente carne da macello; dalle difficoltà di liberarsi dei cadaveri, date soprattutto dai vicini ficcanaso, alla responsabilità di genitori. Tutto ciò metterà a dura prova l’unità della famiglia.

Se c’è una cosa che Netflix sa fare bene è sorprenderci, questo è chiaro. Ora è la volta di una commedia brillante e ironica che ci presenta la placida e soleggiata Santa Clarita come una Zombieland più ricca e più borghese. La serie ha un ritmo veloce e un senso dell’umorismo che rende godibile allo spettatore perfino le scene più splatter che riguardano la fame di Sheila. A interpretarla troviamo una Drew Barrymore – a metà fra IZombie e La sposa cadavere – più energica e più matura che mai, a dir poco adorabile nei panni di una zombie sempre alla moda e con il sorriso sulle labbra, perfino quando addenta le sue prede, strappandogli via organi e arti. A farle da compagno in questa irriverente avventura è Timothy Olyphant che tratteggia con una simpatia e una bravura fuori dal comune il personaggio di Joel, marito modello e sempre pronto ad aiutare sua moglie nonostante debba ancora abituarsi a tutte le stranezze che la vita da zombie comporta. A completare il cerchio ci sono Liv Hewson nei panni di Abby e Skyler Gisondo in quelli di Eric, grande amico della giovane e l’unico che fin dal principio conosce il segreto di Sheila.

Il 29 marzo scorso è uscita la terza stagione, ricca di nuovi gustosi colpi di scena. Ma se nelle prime due stagioni il cuore pulsante – o quasi, per quanto riguarda Sheila – è stata l’adorabile coppia formata dai due protagonisti, la terza stagione fa più spazio a Abby ed Eric, incastrati a metà fra una grande amicizia e gli accenni di un primo amore.

Oltre a far ridere – che già questo è un punto a suo favore – la serie mischia elementi di ordinaria normalità a momenti di pura follia, talmente surreali che viene da chiedersi in che strano universo siamo finiti. Ma non solo. Nonostante la serie non sfori mai oltre i venticinque minuti, essa ci permette di apprezzare valori come la famiglia, l’amicizia e il gioco di squadra sotto una luce tutta nuova. Perché quando tutto va male e ti ritrovi a terra, hai bisogno di credere che ci sarà qualcuno pronto ad aiutarti. E chi meglio della propria famiglia o di un amico? L’unica cosa da fare è continuare a guardare questa scoppiettante serie e sperare in una ancor più fantastica e assurda quarta stagione.

Che dire di me? Amo leggere, inventare storie, e perdermi nella sala buia di un cinema. Adoro quel momento magico in cui le luci si spengono e il film si appresta a iniziare. Sono una ragazza cresciuta a pane, sogni e libri; e che puntualmente a fine giornata si ritrova con la mano sporca di inchiostro.