Da alcuni mesi a questa parte, i giornali si chiedono come mai Facebook stia avendo un calo di consensi tra i giovani. Già, “consensi“. Se Facebook fosse un partito politico avrebbe già perso un bel po’ di voti a discapito di Instagram e Snapchat, decisamente in crescita nei sondaggi.
La ragione di tale disaffezione è da ricercare sia negli scandali Russiagate e Cambridge Analytica, sia in ciò che Facebook è ormai diventato.
Capitolo scandali: gli utenti hanno perso fiducia in Facebook. Se la mia privacy non è al sicuro, perché dovrei rimanere? Gran bel problema!
Capitolo identità: FB non è più il social a cui era possibile lasciare un pensiero e lo si poteva condividere coi (veri) amici. Oggi l’impressione è quella di un social formale in cui bisogna stare alle regole, fin troppo consolidate, del mondo reale. I figli preferiscono emigrare verso altri social, piuttosto che essere controllati dai genitori social. I giovani lavoratori addobbano il proprio profilo affinché sia ben in ordine, proprio come un curriculum.
Da qui la necessità di un social maggiormente “privato” (dove il termine “privato” dovrebbe essere inserito tra numerose virgolette). Instagram e Snapchat, a questo proposito, si presentano come ottime alternative.

I contenuti su Facebook, da questo punto di vista, sono ormai del tutto commerciali e ripetitivi. Zuckemberg si è interrogato a tal riguardo e ha deciso di limitare tale invasione. L’algoritmo è stato modificato e reso più social (nel senso classico del termine). Adesso Facebook garantisce maggior visibilità ai post personali degli iscritti. Ciò basterà ad interrompere l’esodo, seppur lento, degli utenti?
Al momento il pericolo, per il colosso dei social, è lontano. La gente non rinuncerebbe del tutto alle funzionalità di un social a cui ha affidato gran parte dei post e delle foto di questi anni. Possiamo, per certi versi, dire che Facebook è diventato un moderno album dei ricordi. Cancellarlo non è un’opzione per i nostalgici.

Instagram, quindi, si appresta a diventare il nuovo re dei social. Un social libero, al momento, dalle pressioni cui è sottoposto Facebook.
C’è però da specificare che anche Instagram appartiene alla galassia di Zuckemberg. Il social è stato acquistato dal proprietario di Facebook nel 2012. Gli utenti finora perduti da una parte, sono stati guadagnati dall’altra. Sotto questo punto di vista, il buon Mark può dormire sonni tranquilli. Ma dovrebbe avere una vista più a lungo termine. Le mode passano e gli scandali sono dietro l’angolo.
Facebook, secondo molti, ha dato la possibilità a chiunque di esprimere la propria idea. Scalpore fece, anni fa, l’affermazione di Umberto Eco, secondo cui i social danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Tale possibilità ha creato il problema concreto della rapidità con cui le fake news si diffondono. Zuckemberg ha dovuto affrontare anche questa.
L’augurio è che Instagram non cada in nuove trappole. Si parla già di come sia falso e costruito il mondo su Instagram. Utenti che vogliono far apparire una vita assolutamente anonima come sensazionale. Non è impossibile immaginare diverse problematiche anche per Instagram a partire da tali considerazioni.
Il mondo dei social ha fatto di Mark Zuckemberg un uomo ricco e felice. La vita della gente è comunque cambiata. Si tratta di cambiamenti sociali importanti. Va bene circondarsi di grandi ingegneri ed economisti, ma caro Mark, prova a consultare sociologi e filosofi del terzo millennio. Forse ti sapranno aiutare.